lunedì 22 dicembre 2014

Irrobustite le mani fiacche.. . (Is, 1-6.8.10)

Si rallegrino il deserto e la terra arida, esulti e fiorisca la steppa. Come fiore di narciso fiorisca; sì, canti con gioia e con giubilo. Le è data la gloria del Libano, lo splendore del Carmelo e di Saron. Essi vedranno la gloria del Signore, la magnificenza del nostro Dio. Irrobustite le mani fiacche, rendete salde le ginocchia vacillanti. Dite agli smarriti di cuore: "Coraggio! Non temete; ecco il vostro Dio, giunge la vendetta, la ricompensa divina. Egli viene a salvarvi".
Allora si apriranno gli occhi dei ciechi e si schiuderanno gli orecchi dei sordi. Allora lo zoppo salterà come un cervo, griderà di gioia la lingua del muto. Ci sarà una strada appianata e la chiameranno ″Via santa ″; su di essa ritorneranno i riscattati dal Signore e verranno in Sion con giubilo; felicità perenne splenderà sul loro capo; gioia e felicità li seguiranno e fuggiranno tristezza e pianto.

LA LEGGENDA NATALIZIA DEI PASTORI (Luca 2, 1-20)
C 'erano in quella regione dei pastori che vegliavano di notte facendo la guardia al loro gregge. Un angelo del Signore si presentò davanti a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce. Essi furono presi da grande spavento, ma l'angelo disse loro: "Non temete, ecco vi annuncio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi vi è nato nella città di Davide un salvatore, che è il Cristo Signore. Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, che giace in una mangiatoia" ... Appena gli angeli si furono allontanati per tornare al cielo, i pastori dicevano tra loro:
"Andiamo fino a Betlemme, vediamo questo avvenimento che il Signore ci ha fatto conoscere".   Andarono dunque senza indugio e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino che giaceva nella mangiatoia. E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro. Tutti quelli che udirono, si stupirono delle cose che i pastori dicevano. Maria, da parte sua, serbava tutte queste cose, meditandole nel suo cuore. I pastori poi se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com'era stato detto loro.

Dal sermone di Natale di Dietrich Bonhoeffer

"Dove il nostro intelletto si indigna, dove la nostra natura si ribella, dove la nostra pietà si mantiene scrupolosamente a distanza, lì proprio lì Dio ama stare, lì egli disorienta l'intelletto dei sapienti, scandalizza la nostra natura, la nostra pietà, lì vuole essere presente, e soltanto gli umili gli credono. E gioiscono per il fatto che egli è tanto libero e tanto sovrano, per il fatto che compie meraviglie dove l'uomo si perde d'animo, per il fatto che innalza ciò che è piccolo e basso...  (Dietrich Bonhoeffer)
Un cantico duro, forte, inesorabile, che mostra il capovolgimento di tutte le cose e mostra il passo di Dio verso l'umanità. Una lode, un canto a ciò che è basso, un motivo ricorrente in Bonhoeffer. Egli chiede a noi credenti di cambiare radicalmente idea sulla scala dei valori della vita, e di comprendere che la nostra via, verso Dio, non ci conduce verso l'alto ma verso il basso. Questa prospettiva dal basso è il mutamento radicale di sguardo che l'evento Natale richiede.