sabato 14 marzo 2015

LA STATURA PROFETICA DI BERGOGLIO

Papa Francesco è sempre più fuori dagli schemi ufficiali e curiali.
Anche l'indizione del Giubileo si presenta come un evento di assoluta discontinuità con il solenne anno santo di Wojtyla.
Francesco, pastore saggio e umile, vero servitore della chiesa, porta ovunque uno stile che rompe i fumi del potere vaticano.
L'annuncio circa il tempo breve del suo pontificato non stupisce, anche se non ci rallegra. Egli è un ministro non attaccato al suo ruolo, tanto meno desideroso di gestire un potere.
Essendo un papa anticlericale, ha suscitato l'opposizione profonda e manifesta della curia, organo essenzialmente clericale.
E' evidente che papa Bergoglio ha colto in pieno le grandi manovre di opposizione  che alcuni cardinali e molti movimenti ecclesiali hanno messo in atto.
Diventa ancor più urgente e necessario per chi ama il Vangelo e la chiesa, difendere l'operato del vescovo di Roma, aldilà dei limiti evidenti del suo ministero.
Se le forze reazionarie interne alla chiesa cattolica riuscissero a bloccare la svolta evangelica avviata all'interno della comunità ecclesiale, ne uscirebbe sconfitta la chiesa stessa. 
Sarebbe immensa la delusione di quella vasta parte del popolo di Dio che ha riposto una grande speranza nella persona e nell'opera di rinnovamento di papa Francesco.
E' comprensibile che papa Francesco, con la indizione di questo Giubileo, intenda compiere una verifica sulla efficacia di una riforma di questa chiesa i cui vertici sono in larga misura inaffidabili mestieranti, miserabili gestori del sacro, persone funeree, prive di ogni creatività umana ed evangelica.
don Franco Barbero