martedì 24 marzo 2015

Non possiamo non dirci ecumenici

Brunetto Salvarani. Non possiamo non dirci ecumenici. Dalla frattura con Israele al futuro comune delle Chiese cristiane, con prefazione di Enzo Bianchi, Gabrielli ed. 2014

 

"Nelle relazioni ecumeniche questo è importante: non solo conoscersi meglio, ma anche riconoscere ciò che lo spirito ha seminato negli altri come dono anche per noi […]. Bisogna continuare su questa strada. Dobbiamo camminare uniti nelle differenze: non c'è altra strada per unirci" (papa Francesco).

Più che esperto in ecumenismo, Brunetto Salvarani è studioso di dialogo tra le religioni, me è nello stesso tempo, persona di dialogo egli stesso. È testimone fedele e integro di incontro e dialogo, di incrocio in cui le diversità si fondono per camminare unite alla ricerca di un unico Dio di pace e nonviolenza. Il libro "racconta" l'ecumenismo, la sua storia, lo "scisma" tra Oriente e Occidente e quello che Brunetto chiama il "protoscisma", il "peccato originale della frattura tra ebrei e cristiani", le difficoltà e la scansione del tempo e del cammino ecumenico. Che fine ha fatto l'ecumenismo? Quale posto occupa il dialogo interreligioso nelle agende delle Chiese di oggi? Come rileggere la storia ecumenica oggi e in che prospettiva collocarla?

Un libro che non può mancare nella biblioteca di quanti credono che unico futuro per le chiese sia il dialogo e l'apertura alle diversità.

Rosa Siciliano, da Mosaico di pace, marzo 2015