lunedì 23 marzo 2015

Quanta ipocrisia sul fine vita…

Di cosa si discute in Parlamento? Di Jobs act, del nuovo Senato, di Italicum, di riforme della scuola e Rai. E i diritti civili? Dimenticati o accantonati. Un anno fa l'ex presidente Napolitano, rispondendo all'appello del radicale Carlo Troilo, sollecitò i parlamentari ad affrontare i temi del testamento biologico, dell'eutanasia, del fine vita. Quasi tutti i partiti applaudirono. E in primo luogo il Pd. Furono parole di circostanza. Perché le priorità sono sempre altre. So bene che si tratta di argomenti delicati, divisivi. Perfino nella laica Francia. Figurarsi in un paese cattolico. Però l'eutanasia, soprattutto passiva, è diffusa. Altrove viene riconosciuta come diritto della persona. Qui la nostra ipocrisia la rimuove, la cancella. Ben vengano dunque i dibattiti sul fine vita. Che forse interessano una minoranza, eppure rappresentano principi universali: la possibilità di decidere del nostro destino, della nostra esistenza.
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