giovedì 9 aprile 2015

Scoppia la crisi di Izquierda unida

L'ascesa di Pode­mos ha un pesante effetto col­la­te­rale: la crisi di Izquierda unida (Iu). Dopo il flop in Anda­lu­sia (6,9%, cioè oltre un terzo di voti in meno rispetto al 2012), ora esplode il problema-Madrid in vista delle ammi­ni­stra­tive di mag­gio: tra la fede­ra­zione locale e la diri­genza nazio­nale è scon­tro. La situa­zione è pre­ci­pi­tata nel fine set­ti­mana: dome­nica l'esecutivo cen­trale del par­tito ha uffi­cial­mente disco­no­sciuto (a mag­gio­ranza) la can­di­data a sin­daco scelta dai ver­tici locali, Raquel López. Al di là delle carte bol­late, il motivo è poli­tico: il neo­lea­der del par­tito, Alberto Gar­zón, vorrebbe un accordo con Pode­mos a cui la segre­te­ria madri­lena è contraria.
La vicenda è ormai un'interminabile tele­no­vela, comin­ciata mesi fa con la vit­to­ria alle pri­ma­rie interne di Iu da parte di Tania Sán­chez (per la carica di gover­na­trice regio­nale) e Mau­ri­cio Valiente (per il muni­ci­pio): entrambi in linea con Gar­zón e invisi alla lea­der­ship locale. Dopo un este­nuante tira-e-molla sulle alleanze, prima Sán­chez e poi Valiente hanno lasciato Iu sbat­tendo la porta avvicinan­dosi a Pode­mos. A rim­piaz­zare la man­cata aspi­rante gover­na­trice è stato chia­mato - con il con­senso di tutti - il poeta Luís Gar­cía Montero. Più dif­fi­cile la sosti­tu­zione per le comu­nali, per­ché a livello regio­nale Pode­mos ha scelto di cor­rere per conto pro­prio, senza liste uni­ta­rie (oggi sapremo i risul­tati delle pri­ma­rie per la com­po­si­zione di liste e can­di­dati pre­si­denti), ma nei muni­cipi la linea è diversa. Lad­dove pos­si­bile, la for­ma­zione di Pablo Igle­sias ha pro­mosso con­ver­genze «con chi ci sta», pur in una cor­nice di con­di­zioni: a Bar­cel­lona tutto è filato liscio, a Madrid la fede­ra­zione locale di Iu si è messa di tra­verso. Allo stato attuale, quindi, l'ingarbugliata situa­zione nella capi­tale spa­gnola vede una can­di­data «uffi­ciale» di Iu non rico­no­sciuta come tale dal mas­simo organo esecu­tivo nazio­nale, in un clima di accuse reci­pro­che pesan­tis­sime: per Ángel Pérez, capo­gruppo di Iu nel con­si­glio comu­nale madri­leno, «Gar­zón agi­sce come un mag­gior­domo di Igle­sias con l'obiettivo di distrug­gere la fede­ra­zione locale del partito».
E men­tre in Iu volano gli stracci, la lista uni­ta­ria pro­mossa da Pode­mos con molti fuo­riu­sciti da Iu e altre sigle minori (Ahora Madrid) ha pro­cla­mato ieri sera la can­di­data a sin­daco: sarà l'ex giu­dice Manuela Car­mena, figura sto­rica della magi­stra­tura pro­gres­si­sta ibe­rica. Ha vinto pri­ma­rie online (con regole tra­spa­renti) alle quali hanno par­te­ci­pato oltre 15mila persone.
Jacopo Rosatelli

(Il Manifesto 31 marzo)