«Di fronte alla cultura della illegalità, della corruzione e dello scontro — è scritto nei fogli — voi siete chiamati a dedicarvi al bene comune, anche mediante quel servizio alla gente che si identifica nella politica». Perché «se i cristiani si disimpegnassero dall'impegno diretto nella politica, sarebbe tradire la missione dei fedeli laici, chiamati ad essere sale e luce nel mondo anche attraverso questa modalità di presenza». Rispondendo alle domande, papa Francesco è ancora più chiaro: «Non serve un partito cattolico, la Chiesa non è un partito politico. Ma un cattolico deve fare politica». Poi, come pensasse agli scandali e alla disaffezione degli ultimi anni nei confronti dei partiti, ricorda: «Molti cattolici hanno fatto una politica pulita, senza sporcarsi. Pensiamo a De Gasperi, a Schuman». La politica «è il martirio quotidiano di cercare il bene comune senza lasciarsi corrompere».
(Repubblica 1 maggio)