lunedì 11 maggio 2015

IL PAPA: "NON SERVE UN PARTITO DEI CATTOLICI"

Roma - La politica come la intende papa Francesco non è quella in cui i cattolici si chiudono dentro a un partito. Ma è — lo dice usando le parole di Paolo VI — «la forma più alta ed esigente della carità». «Avevo preparato un discorso, un po' noioso come tutti i discorsi», ha detto Bergoglio incontrando i fedeli della Cvx (Comunità di vita cristiana) e LMS (Lega missionaria studenti), le organizzazioni laicali dei gesuiti, l'ordine da cui egli stesso proviene. Così il Papa non legge, consegna il testo.
 «Di fronte alla cultura della illegalità, della corruzione e dello scontro — è scritto nei fogli — voi siete chiamati a dedicarvi al bene comune, anche mediante quel servizio alla gente che si identifica nella politica». Perché «se i cristiani si disimpegnassero dall'impegno diretto nella politica, sarebbe tradire la missione dei fedeli laici, chiamati ad essere sale e luce nel mondo anche attraverso questa modalità di presenza». Rispondendo alle domande, papa Francesco è ancora più chiaro: «Non serve un partito cattolico, la Chiesa non è un partito politico. Ma un cattolico deve fare politica». Poi, come pensasse agli scandali e alla disaffezione degli ultimi anni nei confronti dei partiti, ricorda: «Molti cattolici hanno fatto una politica pulita, senza sporcarsi. Pensiamo a De Gasperi, a Schuman». La politica «è il martirio quotidiano di cercare il bene comune senza lasciarsi corrompere».

(Repubblica 1 maggio)