giovedì 21 maggio 2015

"Io e il Padre siamo una cosa sola"

L'espressione si trova nel Vangelo di Giovanni al capitolo 18, 30. Spesso si è letto questo versetto come la identificazione di Gesù con il Padre e si è costruito il castello dogmatico della divinità ontologica di Gesù.
Il senso, come l'esegesi più seria e rigorosa documenta, è funzionale. Si tratta, come il contesto evidenzia, di illustrare l'intimità profonda di Gesù con il Padre, il suo aderire pienamente alla volontà di Dio: una perfetta unità di intenti.
Il testo greco usa il neutro e non dice "solo uno solo", ma "una cosa sola". Lo diciamo anche in italiano per indicare intimità, amicizia profonda tra due persone. Nessuno, in tal caso, pensa che si tratti di una cancellazione delle due identità.

Franco Barbero