martedì 5 maggio 2015

“La riforma è il contrario del presidenzialismo”

ROMA - L'Italicum è sotto attacco. E invece il professore Augusto Barbera lo promuove, anche se c'è chi giura che è peggio del Porcellum o della legge Acerbo: "Paralleli insostenibili. Ed è senza fondamento sostenere che si scivola nel presidenzialismo senza i contrappesi adeguati. La riforma rafforza il governo e il primo ministro. Era la proposta dei referendari, in alternativa al presidenzialismo di Craxi o Cossiga».
Resta il problema dei contrappesi, Professore.
«In Inghilterra c'è la Regina e non ci sono il Capo dello Stato, la Consulta, i referendum abrogativi e i pm autonomi. Ecco, noi abbiamo contrappesi importanti. Il problema sono i pesi".
Fra i suoi colleghi costituzionalisti è in minoranza?
«Attorno al progetto elaborato dalla commissione Letta, che molto assomiglia all'Italicum, ci fu la maggioranza dei costituzionalisti. Con il dissenso di soli quattro colleghi».
Non è una legge perfettibile?
«Perfettibile no. Su questo ha ragione Renzi: se la si cambia e torna a Palazzo Madama, il rischio è che non se ne faccia più nulla. Diciamo invece che i pregi superano i difetti».
Con il premio di lista non si rischia che una piccola minoranza diventi maggioranza?
"Il premio è perfettamente compatibile con la sentenza della Consulta, perché a differenza del Porcellum esiste una soglia del 40% al primo turno. Dicono: e se al secondo turno vota poca gente? Non è così, basta guardare alla Francia: con una vera competizione la gente va a votare e comunque chi vince avrà più del 50% dei votanti. Il premio non è previsto in altre democrazie europee: vero. Ma in realtà esplicita ciò che altrove è implicito. In Inghilterra la Thatcher e Blair ebbero la maggioranza con il 37%».
Resta un meccanismo che non piace alla sinistra dem.
«Senta, nel suo dna la sinistra ha sempre vantato il doppio turno. Ricordo che D'Alema lo sosteneva a ogni piè sospinto».
Altra critica: così si frammentano le opposizioni.
«In effetti, è un difetto. Ma cosa facciamo, correggiamo la soglia del 3% che ha voluto la minoranza dem, Sel e Alfano, restringendo ancora di più il consenso sulla riforma?».
Perché i capilista bloccati? Ancora con i nominati?
«Intanto con il proporzionale e le preferenze i capilista erano di fatto dei nominati, perché sfruttando la rendita di posizione decisa dalle segreterie entravano quasi sempre. L'alternativa proposta è una sorta di listino bloccato: beh, non voglio inciampare nella politica, ma diciamo che non riesco a capirlo. Forse è più adeguato alla distribuzione dei posti tra correnti?».
Tommaso Ciriaco

(Repubblica 28 aprile)