lunedì 4 maggio 2015

LA SANTITA' DEL TEMPO

 L'ebraismo è una religione del tempo che mira alla santificazione del tempo. A differenza dell'uomo, la cui mente è dominata dallo spazio, per cui il tempo è invariato, iterativo, omogeneo, per cui tutte le ore sono uguali, senza qualità, gusci vuoti, la Bibbia sente il carattere diversificato del tempo: non vi sono due ore uguali; ciascuna ora è unica, la sola concessa in quel momento, esclusiva e infinitamente preziosa.
L'ebraismo ci insegna a sentirci legati alla santità nel tempo, a essere legati a eventi sacri, a consacrare i "santuari" che emergono dal grandioso corso di un anno. I Sabati sono le nostre grandi cattedrali; e il nostro Santo dei Santi è un santuario che né i Romani né i Tedeschi sono riusciti a bruciare, un santuario che neppure l'apostasia può facilmente distruggere.  Il rituale ebraico può essere caratterizzato come l'arte delle forme significative nel tempo, come architettura del tempo. (…)
Una delle parole più eminenti della Bibbia è qadosh, santo; una parola che più di ogni altra rappresenta il mistero e la maestà del divino. Ora, che cosa è stato il primo oggetto santo nella storia dell'universo? E stata una montagna? E stato un altare?
La eminente parola qadosh viene usata per la prima volta nel libro del Genesi alla fine della storia della creazione, ed è estremamente significativo che essa venga applicata al tempo: «E Dio benedisse il settimo giorno e lo santificò».
( Abraham Joshua Heschel, Il Sabato, Rusconi 1987, pp. 15;17).