"Abbiamo già fatto tutte le mediazioni ora si va in aula"
ROMA - «Si va avanti lo stesso. E non si toccano i punti di questa legge sulle unioni civili, che è già un compromesso». Ivan Scalfarotto, sottosegretario alle Riforme, ha fatto uno sciopero della fame perché l'ok arrivasse entro fine anno.
Scalfarotto, sulle unioni civili si rallenta di nuovo?
«Non credo possa esserci un rallentamento. Tra il Pd e l'Ncd ci sono differenze sostanziali che non possiamo nasconderci. Noi dem vogliamo che il provvedimento vada in aula prima della sessione di bilancio. D'altro canto questo è un tema di natura eminentemente parlamentare. Si vedrà in Parlamento come va a finire, sono sicuro che una maggioranza c'è».
Cosa risponde ai "no" di Alfano?
«L'Ncd si convinca a votare le unioni civili. Alfano ha detto in più di un'occasione che le decisioni su questo tema non avrebbero influito sulla vita del governo. Comunque questa è una legge prudente, che non punta al matrimonio ugualitario. Non è che l'Italia può restare sotto la condanna della Corte europea dei diritti dell'uomo e disattendere ai moniti della Consulta».
Spera che passi con una maggioranza diversa?
«Il divorzio e l'aborto furono approvate con maggioranze diverse da quella dell'allora governo».
Ma in vista ci sono altre mediazioni?
«Monica Cirinnà ha fatto un lavoro enorme, certosino di revisione del testo. Non credo che si possa rivedere ancora».
Cosa consiglia ad Alfano e al suo partito?
«Di ragionare e votare la legge. Se la missione del governo è quella di modernizzare il paese, anche Ncd si convinca che è un processo doloroso. Il Pd ha dovuto metabolizzare il Jobs Act e la responsabilità civile dei magistrati. Bisogna rinunciare a un pezzo dell'identità novecentesca».
Forse è stato troppo ottimista interrompendo il digiuno?
«Fino a sei mesi fa questa legge era una delle molte cose da fare. Ora è la prossima da fare. E mi fido di Renzi».
Non vede il rischio di utero in affitto? Va bene l'affido al posto della "stepchild adoption"?
«La "gestazione per altri" è vietata in Italia e ci resta. La "stepchild adoption" non si toglie».
Giovanna Casadio
(Repubblica 13 ottobre)
ROMA - «Si va avanti lo stesso. E non si toccano i punti di questa legge sulle unioni civili, che è già un compromesso». Ivan Scalfarotto, sottosegretario alle Riforme, ha fatto uno sciopero della fame perché l'ok arrivasse entro fine anno.
Scalfarotto, sulle unioni civili si rallenta di nuovo?
«Non credo possa esserci un rallentamento. Tra il Pd e l'Ncd ci sono differenze sostanziali che non possiamo nasconderci. Noi dem vogliamo che il provvedimento vada in aula prima della sessione di bilancio. D'altro canto questo è un tema di natura eminentemente parlamentare. Si vedrà in Parlamento come va a finire, sono sicuro che una maggioranza c'è».
Cosa risponde ai "no" di Alfano?
«L'Ncd si convinca a votare le unioni civili. Alfano ha detto in più di un'occasione che le decisioni su questo tema non avrebbero influito sulla vita del governo. Comunque questa è una legge prudente, che non punta al matrimonio ugualitario. Non è che l'Italia può restare sotto la condanna della Corte europea dei diritti dell'uomo e disattendere ai moniti della Consulta».
Spera che passi con una maggioranza diversa?
«Il divorzio e l'aborto furono approvate con maggioranze diverse da quella dell'allora governo».
Ma in vista ci sono altre mediazioni?
«Monica Cirinnà ha fatto un lavoro enorme, certosino di revisione del testo. Non credo che si possa rivedere ancora».
Cosa consiglia ad Alfano e al suo partito?
«Di ragionare e votare la legge. Se la missione del governo è quella di modernizzare il paese, anche Ncd si convinca che è un processo doloroso. Il Pd ha dovuto metabolizzare il Jobs Act e la responsabilità civile dei magistrati. Bisogna rinunciare a un pezzo dell'identità novecentesca».
Forse è stato troppo ottimista interrompendo il digiuno?
«Fino a sei mesi fa questa legge era una delle molte cose da fare. Ora è la prossima da fare. E mi fido di Renzi».
Non vede il rischio di utero in affitto? Va bene l'affido al posto della "stepchild adoption"?
«La "gestazione per altri" è vietata in Italia e ci resta. La "stepchild adoption" non si toglie».
Giovanna Casadio
(Repubblica 13 ottobre)