lunedì 19 ottobre 2015

Una scossa serve: la dia prima la Chiesa

Sono bastate poche anti­ci­pa­zioni della let­tera aperta alla città che il car­di­nal Val­lini, Vica­rio del Papa per la Dio­cesi di Roma, pre­sen­terà il 5 novem­bre, per sca­lare in un attimo la clas­si­fica delle noti­zie e finire in testa ai titoli di gior­nali e tv.
Segnali tra Poteri, si direbbe, peral­tro con un Sin­daco dimes­sosi dieci giorni dopo essere stato silurato da Papa Fran­ce­sco. Il Vica­rio del Papa, dun­que, scrive una let­tera per­ché Roma sia «stimolata a rina­scere, ad avere una scossa», per «ripar­tire dalle molte risorse reli­giose e civili presenti, ini­ziando dalla for­ma­zione di una nuova classe dirigente».
Una scossa? Non c'è dub­bio, in città siamo tutti con­sa­pe­voli dello sforzo che ser­virà per ripa­rare i disa­stri com­piuti in que­sti decenni dalle classi diri­genti, locali e nazio­nali. Già oggi paghiamo le tasse più alte d'Italia per avere i peg­giori ser­vizi tra le Capi­tali europee.
Car­di­nal Val­lini, però, mi per­metta di essere franco: dove era lei, dove erano i suoi pre­de­ces­sori, dove era il Vati­cano men­tre Roma veniva ridotta in mace­rie, come ha scritto l'Osservatore Romano? Dove era­vate quando, per gli inte­ressi di pochi, si mol­ti­pli­ca­vano quar­tieri privi di infrastrut­ture, scuole e tra­sporti, creando degrado ed emar­gi­na­zione? Quando il debito comu­nale cre­sceva a dismi­sura per sod­di­sfare la fame dei potenti di turno e nutrire le clien­tele di ogni colore? Dove era la Chiesa dell'Urbe men­tre Mafia Capi­tale rubava i soldi desti­nati all'assistenza ai più deboli, men­tre l'emergenza abi­ta­tiva lasciava decine di migliaia di fami­glie senza casa e sotto sfratto? Quando si azze­ra­vano i fondi per i disa­bili, l'ambiente, la cultura?
Pur­troppo, noi romani sap­piamo dove era­vate. Vi abbiamo visto a brac­cetto con molti di coloro che sta­vano "sac­cheg­giando" Roma, dando a poli­tici, diri­genti, gior­na­li­sti que­gli appar­ta­menti di pre­gio che tanti fedeli ave­vano donato per fini di carità.
Vi abbiamo visto otte­nere auto­riz­za­zioni per tra­sfor­mare sto­rici con­venti in alber­ghi, salvo poi in molti casi non voler pagare le tasse come i comuni mor­tali. Vi abbiamo visto chie­dere e otte­nere ter­reni comu­nali per costruire, anche con i nostri soldi frutto del truf­fal­dino sistema dell'8 per mille, 50 nuove chiese. E voi le avete fatte con gli interni sacri fir­mati Bul­gari. Vi abbiamo visto sfrut­tare i pri­vi­legi del Con­cor­dato per impe­dire ai vigili di accer­tare gli abusi denun­ciati in zone extraterritoriali (come avvenne per la sede del Vica­riato), arri­vando a sfre­giare col cemento l'aerea della Basi­lica di San Paolo, patri­mo­nio dell'Umanità che nes­suno aveva osato vio­lare per duemila anni.
Non avete smesso di riven­di­care pri­vi­legi nem­meno sui per­messi Ztl, solo per voi dispo­ni­bili senza limite e con uno sconto supe­riore a quello dei resi­denti nel cen­tro sto­rico. Per non par­lare dei soldi pub­blici dre­nati per bea­ti­fi­ca­zioni e grandi eventi, senza ver­sare un euro dei tanti che, a vario titolo, inca­me­rate. In que­sti anni, però, avete gestito il turi­smo a ogni livello, uti­liz­zando la società del trasporto pub­blico per avviare il busi­ness dei bus a due piani, lasciando a noi traf­fico e inquinamento.
Ricor­diamo bene, poi, gli strali e gli ana­temi lan­ciati con­tro il regi­stro delle unioni civili e quello dei testa­menti bio­lo­gici, incas­sando nel frat­tempo l'intitolazione della sta­zione Ter­mini a Gio­vanni Paolo II. E ricor­diamo che fu il Vica­riato a negare i fune­rali a Pier­gior­gio Welby senza mai ammettere di avere sba­gliato.
La scossa, Car­di­nal Vica­rio, ini­ziate a darla a voi stessi. Ad esem­pio resti­tuendo ai romani le decine di milioni di tasse non pagate al Comune dalle strut­ture ricet­tive degli enti reli­giosi e magari chiarendo se l'Opera Romana Pel­le­gri­naggi, ente del Vica­riato, esi­ste per fare con­cor­renza agli opera­tori del turi­smo ita­liano oppure per pren­dersi cura delle anime dei pel­le­grini.
Mario Staderini, Cit­ta­dino di Roma, ex segre­ta­rio di Radi­cali italiani

(Il Manifesto 13 ottobre)