venerdì 15 gennaio 2016

NON esiste una lobby gay. Non esiste una "cultura gender". Non esiste un catechismo della dissoluzione sociale che predica contro l'eterosessualità o contro la cosiddetta "famiglia tradizionale" con vigore uguale e contrario a quello dispiegato (nei secoli) contro gli omosessuali e contro "le streghe".
Esistono le persone omosessuali e altre persone affettivamente e sessualmente non convenzionali (quelli che fanno all'amore "ognuno come gli va", per dirla con Lucio Dalla) ed è a causa della loro esistenza che si discute tanto, e da qualche anno, di diritti civili, unioni gay, adozione eccetera. Non è un dibattito ideologico, è un dibattito "fisiologico", nel senso che scaturisce dalla viva carne delle persone. Milioni di persone. L'omosessualità non è una diavoleria moderna, né un'invenzione dei nostri tempi libertini. Se prima se ne parlava di meno o per niente è perché quelle persone, per censura o per autocensura, si trovavano costrette a vivere nel silenzio e nella vergogna. Se di quel silenzio e di quella vergogna avessimo tutti maggiore contezza, sarebbe più facile per ognuno, qualunque opinione abbia in materia, trattare la questione con maggiore oggettività e rispetto; e sarebbe più difficile tirare in ballo la "lobby gay", che come (quasi) tutte le lobby è solo un comodo fantasma.
Michele Serra, L'Amaca

(la Repubblica 9 gennaio)