sabato 26 marzo 2016

Il vero senso della Pasqua

Caro Augias, che senso ha celebrare, quest'anno, una festa che, nel suo etimo ebraico (Pesach), significa "passaggio", ingresso in una dimensione di libertà e di pienezza? Tutto sembra parlare di degenerazione e di morte, corriamo il rischio di selezionare la realtà in negativo, travolti dalla depressione. Ma non possiamo essere pessimisti. Andremmo contro le radici classiche e cristiane secondo cui l'universo è perfetto, nel suo genere, e la storia ha un senso globalmente positivo. Stiamo vivendo una trasformazione valoriale così profonda quale può essere riscontrata storicamente solo nel trapasso fra grandi epoche. Qualcuno sostiene che si stiano, addirittura, sgretolando le fondamenta che hanno sorretto per un paio di millenni l'edificio dell'Occidente. Tutto è liquido intorno a noi. Abitiamo una spirale di forze opposte, di grandi culture antropologiche e religiose diverse che difficilmente si integreranno. Viene in mente il versetto della Sequenza Pasquale: «La morte e la vita si sono affrontate in un duello prodigioso» (Mors et Vita duello conflixere mirando). Ma dimentichiamo troppo spesso che, nella storia, le difficoltà, i problemi, hanno una funzione generativa, propulsiva. Il negativo è un grande maestro. Tende a suscitare il bisogno del superamento di se stesso, a produrre una nuova creazione. Dei cuori e della società.
Prof. Luciano Verdone - Teramo

(La Repubblica 23 marzo)