venerdì 18 marzo 2016

LA PAROLA "DIO"
"L'uso della parola «Dio» è, dunque, segnato dall'abuso. Dio è un vocabolo che in generale soffre di sovraccarico per il cattivo uso che ne è stato fatto. E' una parola macchiata dalle stesse persone religiose e infangata dalla miseria umana. Di Dio sono state fatte caricature grossolane e grottesche, perfino da coloro che, ex officio, si sentono da Lui chiamati e approvati.
Oggi nessuno ignora che nel nostro sistema cristiano di fede esiste una serie di verità (dogmatiche) ritenute fin troppo evidenti, che costituiscono un tabù, risultando così intoccabili e sulle quali e impossibile, praticamente, intavolare un dialogo e meno ancora un dibattito razionale e civile. Lo impedisce, alla fine - e non serve dissimularlo - la paura che questa fabulatoria costruzione cristiana, innalzata sulla base di una fragile apologetica, ne risenta da qualche lato e finisca per crollare. In periodi di crisi o di conflitto le forze interne del sistema religioso si coalizzano per formare un fronte unito contro le nuove sfide, da qualsiasi parte provengano, non usando la sana ragione e i legittimi argomenti, ma dedicandosi soprattutto a denigrare e a rifiutare frontalmente la stessa ragione, come fosse cosa del diavolo e non di Dio, senza pensare che l'incredulità o l'indifferenza di oggi obbediscono nella maggior parte dei casi al fatto che molti, in un mondo tecnico, adulto e progredito, non più primitivo né prescientifico, non sono disposti a credere che gli asini volino. Vale a dire, non sono disposti ad accettare un'idea di Dio rigida, schematizzata e stereotipata, funzionale al sistema religioso stabilito…".
(G. Lorenzo Salas, Massari Editore)