domenica 20 marzo 2016

Nessuna "epifania" di Dio, nessuna via di salvezza dice tutto di Dio. Ogni "rivelazione" è sempre un evento contingente, storicamente e culturalmente situato. Dio è più grande anche di Gesù e del cristianesimo. Gesù, come evento contingente, non può escludere o negare altre vie che conducono a Dio. Sarà nel dialogo, accogliente Senza irenismi, che anche il confronto, il dibattito e i conflitti possono servire alla ricerca della verità. Ma mi sembrano importanti due ulteriori riflessioni: le nuove parole della fede non nascono tanto dalle nuove concettualizzazioni teologiche. Il loro terreno più fecondo è l'ortoprassi, cioè una vita giocata davvero sul sentiero della povertà, della nonviolenza, dell'impegno per la giustizia, nella difesa della creazione oggi aggredita da ogni parte. Ancora: noi solitamente, parlando di salvezza, pensiamo alle religioni. La salvezza di Dio si attua anzitutto nella realtà profana della storia e non diventa mai salvezza della o dalla religione. L'Autore rimane solo e sempre Dio che non ha ceduto l'opera della salvezza a nessuna istituzione religiosa, a nessuna agenzia. Noi credenti, al più, possiamo essere i testimoni, mai gli artefici, di questa salvezza che Dio opera liberamente con o senza le religioni, spesso oltre o addirittura contro le religioni o alcune loro degenerazioni, come la storia ben documenta.
Franco Barbero, 2001