Salmo
23
Questo
salmo che viene attribuito a Davide è uno dei più conosciuti e dei
più amati, e appartiene ai salmi che esprimono gratitudine per
l'agire di Dio, sono lodi e cantici spirituali da cui traspare la
gioia della fede, la fiducia e l'affidamento a Dio.
La
composizione presenta due tematiche, quella del pastore e quella
dell'ospite.
Nella
prima parte si canta l'immagine del Signore-Pastore e il Pastore a
cui si fa riferimento è qualcosa di più di una semplice guida è un
compagno di viaggio che condivide con il suo gregge tutte le
difficoltà.
L'autore
conosce bene queste situazioni legate all'attraversamento del
deserto, probabilmente le vive quotidianamente e sa quanto è
importante per il suo gregge trovare una fonte e un pascolo verde.
La
seconda parte si rifà alla pratica dell'ospitalità nella cultura
nomade: essere accolti in un accampamento e sfuggire ai predoni può
significare mettere in salvo la propria vita.
All'immagine
dei pascoli erbosi corrisponde la tavola imbandita, segno di
ospitalità e accoglienza del forestiero.
Queste
azioni il salmista le attribuisce a Dio: lo riconosce come suo
pastore che gli procura la fonte per dissetarsi, un pascolo verde per
riposarsi e infine prepara per lui un banchetto proprio sotto gli
occhi dei suoi nemici cospargendogli di olio il capo.
Con
queste designazioni indica la cura, l'attenzione, l'accoglienza e
esprime affetto e fiducia in Dio e a Lui affida l'intera sua
esistenza.
Il
Signore provvede in ogni giorno della nostra vita standoci accanto
con la sua bontà, fidandoci e affidandoci a Lui possiamo superare
quel senso di vuoto e di vanità che talora affiorano per generare al
suo posto quiete, pace profonda, benessere interiore.
Un
sentimento ristoratore che nasce da una relazione più grande del
nostro piccolo cuore.