mercoledì 30 marzo 2016

SECONDA LETTURA NELLA VEGLIA PASQUALE

Salmo 23

Questo salmo che viene attribuito a Davide è uno dei più conosciuti e dei più amati, e appartiene ai salmi che esprimono gratitudine per l'agire di Dio, sono lodi e cantici spirituali da cui traspare la gioia della fede, la fiducia e l'affidamento a Dio.
La composizione presenta due tematiche, quella del pastore e quella dell'ospite.
Nella prima parte si canta l'immagine del Signore-Pastore e il Pastore a cui si fa riferimento è qualcosa di più di una semplice guida è un compagno di viaggio che condivide con il suo gregge tutte le difficoltà.
L'autore conosce bene queste situazioni legate all'attraversamento del deserto, probabilmente le vive quotidianamente e sa quanto è importante per il suo gregge trovare una fonte e un pascolo verde.
La seconda parte si rifà alla pratica dell'ospitalità nella cultura nomade: essere accolti in un accampamento e sfuggire ai predoni può significare mettere in salvo la propria vita.
All'immagine dei pascoli erbosi corrisponde la tavola imbandita, segno di ospitalità e accoglienza del forestiero.
Queste azioni il salmista le attribuisce a Dio: lo riconosce come suo pastore che gli procura la fonte per dissetarsi, un pascolo verde per riposarsi e infine prepara per lui un banchetto proprio sotto gli occhi dei suoi nemici cospargendogli di olio il capo.
Con queste designazioni indica la cura, l'attenzione, l'accoglienza e esprime affetto e fiducia in Dio e a Lui affida l'intera sua esistenza.
Il Signore provvede in ogni giorno della nostra vita standoci accanto con la sua bontà, fidandoci e affidandoci a Lui possiamo superare quel senso di vuoto e di vanità che talora affiorano per generare al suo posto quiete, pace profonda, benessere interiore.
Un sentimento ristoratore che nasce da una relazione più grande del nostro piccolo cuore.
Franca Gonella