martedì 29 marzo 2016

UNA DELLE RIFLESSIONI PER LA VEGLIA PASQUALE

Riflessione su Esodo 1, 15-22
15 Il re d’Egitto parlò anche alle levatrici degli Ebrei, delle quali l’una si chiamava Scifra e l’altra Pua. E disse:
16 "Quando assisterete le donne ebree al tempo del parto, e le vedrete sulla seggiola, se è un maschio, uccidetelo; ma se è una femmina, lasciatela vivere".
17 Ma le levatrici temettero Iddio, e non fecero quello che il re d’Egitto aveva ordinato loro; lasciarono vivere i maschi.
18 Allora il re d’Egitto chiamò le levatrici, e disse loro: "Perché avete fatto questo, e avete lasciato vivere i maschi?"
19 E le levatrici risposero a Faraone: "Egli è che le donne ebree non sono come le egiziane; sono vigorose, e, prima che la levatrice arrivi da loro, hanno partorito".
20 E Dio fece del bene a quelle levatrici; e il popolo moltiplicò e divenne oltremodo potente.
21 E perché quelle levatrici temettero Iddio, egli fece prosperare le loro case.
22 Allora Faraone diede quest’ordine al suo popolo: "Ogni maschio che nasce, gettatelo nel fiume; ma lasciate vivere tutte le femmine".
Il brano di Esodo che abbiamo letto , racconta l'episodio di due donne ebree che esercitavano una bellissima e decisiva professione: erano levatrici, aiutavano le donne nel momento del parto.
E' un testo carico di ironia in quanto queste due donne ebree mettono in scacco il re di tutto l'Egitto; un faraone che "ha bisogno" di due umili donne per attuare il suo piano (quello di arrestare l'espansione e la crescita del popolo ebraico schiavo in Egitto)
il colmo dell'ironia è che il faraone può vincolare al suo volere l'intera comunità egizia,ma non riesce a farsi valere ed obbedire da Scifra e Pua, le due levatrici ebree. Anzi vorrebbe renderle compici di infanticidio e invece molto astutamente, le due donne raggirano il faraone con uno stratagemma: "Le donne ebree sono molto veloci e forti nel momento del parto e quando veniamo chiamate il bimbo è già nato".
il testo tradotto correttamente dice che,la forza che sostenne Scifra e Pua, nel tenere testa al faraone, sta nel fatto che esse vivevano ogni loro azione al cospetto di Dio, in piena fiducia nel Dio della creazione; una vera e propria azione a favore della vita e della benedizione. Questa narrazione, dice il commentario, si muove ancora nell'ambito del pensiero della creazione.
Contrappone l'azione del faraone che vuole la morte con quella delle due donne che favoriscono la vita: all'ordine del faraone rispondono con una disobbedienza creativa.
Senza mettersi a discutere, assumono un atteggiamento sulla base di un loro pensiero,della loro fiducia nel Dio Creatore il Dio della vita. In questo rifiuto di Scifra e Pua a cooperare con l'oppressore ha inizio la liberazione del popolo ebraico.
Un altro aspetto bello è che Dio si è servito di queste due donne,che nella comunità israelitica erano appartenenti ad un basso ceto sociale, ma come dice il testo,con una grande fede.
Due umili donne costringono al silenzio una grande re.
Mi sembra di poter ricevere una grande lezione da questo racconto: ogni nostra azione, anche se piccola, per la giustizia e la liberazione da qualsiasi potere oppressivo, non è mai inutile , addirittura con esiti imprevedibili.
Fiorentina Charrier