André Gounelle: formule magiche
"Quella che noi chiamiamo «ortodossia» corrisponde a ciò che è prevalso nelle lotte ecclesiastiche e politiche, ma non necessariamente a ciò che è migliore, a ciò che è più pertinente o più fedele.
Inoltre, noi viviamo in una cultura differente e pensiamo partendo da concetti diversi. Le formulazioni antiche, più o meno valide nel loro contesto, sono divenute inadatte. Esse utilizzano il vocabolario e il modo di ragionare di un'epoca passata. Dato che più nessuno le capisce, piuttosto di ripeterle tali e quali è importante cercare di esprimere le nostre esperienze e le nostre convinzioni religiose nel linguaggio del nostro tempo, sapendo - cosa di cui non si aveva consapevolezza in passato - che il nostro linguaggio perderà efficacia e che un giorno sarà necessario sostituirlo. Ogni dottrina è relativa e provvisoria.
Al giorno d'oggi, in particolare nel mondo ecumenico, si constata l'esistenza di una specie di feticismo. Per esservi ammessi e rispettati, si deve rendere omaggio ai grandi concili, menzionare il Dio trinitario e parlare del Cristo vero Dio e vero uomo. Queste espressioni funzionano come formule magiche che aprono le porte, se non del regno di Dio, almeno di quelle della Chiesa o della comunità ecumenica. Se non le utilizzate, resterete al di fuori, nessuno vi ascolterà, né vi prenderà sul serio. Se le usate, potrete manipolarle quanto vi pare, fino a far loro dire il contrario del loro significato originale (ne abbiamo alcuni esempi). Poco importa, visto che avete pronunciato distintamente e correttamente lo Scibbolet44. L'etichetta conta più del contenuto".