domenica 10 aprile 2016

TROPPE RISPOSTE

Queste pagine riportano alcuni spunti di riflessione per chi sente l'esigenza di ripensare la propria fede e l'urgenza di testimoniarla e ridirla  in questo oggi in un linguaggio completamente diverso dalla versione catechistica ufficiale.
A mio avviso, una delle patologie della catechesi  e della predicazione cristiana, è l'eccesso delle risposte e parallelamente l'incapacità di accogliere le domande tacitandole sul nascere.
Donne e uomini, con la consapevolezza del loro essere nel mondo, desiderosi di vivere una fede conciliabile con le istanze più costruttive del loro tempo, non attendono più le risposte ai loro interrogativi da una qualche cattedra magisteriale, ma sollecitano un dialogo.
Anche le domande contenute nelle lettere che ho inviato ai "padri e fratelli sinodali" non hanno lo scopo di sollecitare delle risposte per legittimare nuove scelte teologiche e pastorali.
Vogliono piuttosto ridonare spazio e dignità alle domande che emergono nel e dal popolo di Dio. Troppe volte esse vengono tenute nel sacrario della propria coscienza, taciute, ritenute insignificanti o pericolose per la solidità di una fede autentica.
Ascoltare le domande che emergono dentro di noi e tra di noi è la base di una chiesa in dialogo, è la miccia che accende il fuoco della ricerca.
I pastori della chiesa, non sono affatto i depositari della verità, non hanno affatto il compito di rispondere ai "fedeli" con un prontuario di risposte. Il loro compito e ben altro: stimolare i fratelli e le sorelle affinché diventino credenti alla  ricerca di Dio, sollecitare le comunità di cui sono ministri a passare dalla ripetizione alla creatività, essere parte umile e attiva, competente  ed appassionata in questo cammino comunitario.
Franco Barbero