martedì 5 aprile 2016

C’è anche il sesso tra le cause del tumore alla gola

E' IL TUMORE che ha colpito Michael Douglas, noto per essere stato curato anche per la sua sex addiction, la "dipendenza dal sesso". Il cancro alla gola è uno dei più diffusi in Italia e nel mondo, con 12 nuovi casi all'anno ogni 100mila abitanti. Se ne parlerà il 1 aprile all'ospedale Molinette durante la seconda "Giornata nazionale dell'Aooi (associazione otorinolarigoiatri ospedalieri italiani) che sarà dedicata alla diagnosi precoce dei tumori del cavo orale. Causate dal sesso, ma ovviamente non solo, oggi in Italia le infezioni da "Papilloma virus"' (Hpv), che possono essere collegate anche alle pratiche di sesso orale, sono la causa del 32-36 per cento dei tumori dell'orofaringe, un dato che secondo gli studi è in costante incremento.
Del cancro provocato dal sesso orale si parlò alcuni anni fa proprio dopo il caso di Michael Douglas (che sembra aver reagito bene alla cure dopo la diagnosi del 2010). «L'infezione da Hpv - spiegano all'Aooi - è indicata come la causa del 36 per cento dei tumori dell'orofaringe e il dato è in crescita. Nei Paesi scandinavi e negli Stati Uniti sta raggiungendo, con il 70 per cento, livelli endemici».
Fra i tumori della testa e del collo (cioè del naso, della laringe e del cavo orale) molti sono però quelli legati al altre e ben determinate abitudini di vita, come l'abuso di fumo o di alcol, una cattiva igiene orale, una dieta povera di frutta o verdura e il contatto con sostanze nocive durante l'attività lavorativa.
Venerdì 1 aprile, dalle 12 alle 15, nel corso della giornata della prevenzione che affiancherà l'incontro delle Molinette sono previsti screening gratuiti per i cittadini presso gli ambulatori di otorinolaringoiatria, diretto da Roberto Albera, dell'azienda 'Citta della Salute'. E' tuttavia necessario prenotare. Lo si può fare sin da oggi, dalle10 alle 12, al numero 011/6336651.
Nell'edizione dello scorso anno è stato riscontrato l'11,9 per cento di patologie evidenti, mentre nel 19,3 per cento dei casi sono state consigliate visite di approfondimento.
Paolo Viotti

(La Repubblica 29 marzo)