lunedì 4 aprile 2016

Comunità cristiana di base di via Città di Gap, Pinerolo

NOTIZIARIO DELLA CASA DELL'ASCOLTO E DELLA PREGHIERA

N°23 aprile '16


In evidenza:

     APPUNTAMENTI DI COMUNITA'

- 3/4 e 17/4: eucarestie

- 4-5, 11-12, 18-19/4: gruppi biblici

- 26/4: Assemblea di programmazione

    NOTIZIE DA GRUPPI E COLLEGAMENTI

- 4/4: inc. con parrocchia di San Lazzaro

- 4, 8 e 15/4: inc. gr. Uscire dalla guerra

- 21/3: comitato contro omofobia

- 23-25/4: inc. nazionale cdb a Verona

     RECENSIONI

- Alister McGrath La grande domanda

- Per affrontare i passi del Dio violento

     SPUNTI PER MEDITARE E RIFLETTERE

- Il mercato vuole la vita notturna

    DALLA NOSTRA COMUNITA'

- Grazie

APPUNTAMENTI DI COMUNITA' (via Città di Gap 13 -II piano)

     DOMENICA 3 APRILE dalle ore 10 alle ore 11 - Eucarestia: prepara il gruppo biblico del martedì sera.

     LUNEDI' 4 APRILE dalle ore 15,30 alle ore 17 e MARTEDI' 5 APRILE dalle ore 21 alle ore 22,30 - Gruppi biblici: ci confronteremo su Lc 22-23.

     LUNEDI' 11 APRILE dalle ore 15,30 alle ore 17 e MARTEDI' 12 APRILE dalle ore 21 alle ore 22,30 - Gruppi biblici: concludiamo la lettura del vangelo di Luca leggendo il cap. 24. A seguire discussione su "cosa ci ha dato la lettura del vangelo di Luca?".

     DOMENICA 17 APRILE dalle ore 10 alle ore 11 - Eucarestia: la celebrazione sarà preparata dal gruppo biblico del lunedì pomeriggio.

     LUNEDI' 18 APRILE dalle ore 15,30 alle ore 17 e MARTEDI' 19 APRILE dalle ore 21 alle ore 22,30 - Gruppi biblici: dopo l'introduzione di Franco Barbero ci confronteremo sul tema "che cos'è la letteratura sapienziale?"

     MARTEDI' 26 MARZO dalle ore 17 alle ore 18,30 - Assemblea mensile di programmazione

NB: dopo la pausa del 25-26 aprile i gruppi biblici riprenderanno lunedì 2 e martedì 3 maggio con l'introduzione al libro dei Proverbi.

ALCUNI APPUNTAMENTI con Franco Barbero

    SABATO 2 APRILE dalle ore 1630 alle ore 18 - Incontro del gruppo "Primavera" di Rivalta: vedi articolo più avanti.

    VENERDI' 8 e 22 APRILE dalle ore 17,45 alle ore 19,15 – Corso biblico a Torino: presso la sede di via Principe Tommaso 4. Leggiamo il libro di Giobbe.

NOTIZIE DA GRUPPI E COLLEGAMENTI

XXXVI incontro nazionale delle comunità cristiane di base italiane (23-25 aprile 2016 a Verona)

"Vino nuovo in otri vecchi" (Lc, 5,37)

Novità e contraddizioni nella comunità e nella società al tempo di Francesco

 

Tema generale

Tre anni di pontificato ci sono sembrati un periodo sufficiente per parlare di un "Tempo di Francesco". Per questo si è pensato che il riferimento ad esso fosse una preziosa prospettiva per la riflessione che il convegno si propone di svolgere sulle novità e contraddizioni nella comunità cristiana e nella società. Novità e contraddizioni ce ne sono. Dallo stile nuovo introdotto da papa Francesco nel modo di gestire i suoi interventi di riforma in alcuni settori istituzionali, alla rancorosa opposizione che incontra in diversi settori della curia e delle gerarchie ecclesiastiche, dalla diffidenza latente in certi ordini religiosi e in parte dell'associazionismo laico tradizionale, alla grande popolarità fra le masse, non solo cattoliche, e nell'opinione pubblica mondiale. Sinodo, Anno Santo e visite apostoliche in diversi paesi ne sono tappe significative calate in un contesto di trasformazioni dell'assetto socio-economico e politico mondiale, caratterizzato da migrazioni senza precedenti, frutto di storiche ingiustizie e di un diffuso stato di guerra che coinvolge anche le grandi potenze. Al suo interno il nostro Paese vive una grave recessione economica, un inasprimento dei conflitti sociali e un aumento progressivo del divario nel tenore di vita dei cittadini. In questo contesto che dire e fare per chi non si rassegna e continua a sentirsi responsabile?

Luogo

Fondazione CUM - Centro Unitario Missionario Via Bacilieri 1/A - 37139 Verona (San Massimo) Tel. +39 045.8900329 - Fax +39 045.8903199

Programma

Sabato 23 aprile

- Dalle ore 13,00: Accoglienza

- 16 – 19: Tavola rotonda a 4 voci sul tema dell'incontro con: Maria Soave Buscemi biblista italo-brasiliana formatrice in "Lettura Popolare della Bibbia", facilitatrice di gruppi biblici e collaboratrice del Centro Unitario Missionario; Pier Luigi Di Piazza presbitero, fondatore del Centro di Accoglienza e di Promozione Culturale "Ernesto Balducci" a Zugliano (UD); Maria Bonafede pastora valdometodista a Torino e già moderatora Tavola valdese; Sergio Tanzarella Docente di "Storia della Chiesa" alla Facoltà Teologica dell'Italia Meridionale. Gli interventi saranno coordinati da Marcello Vigli e Anna Caruso.

- 19,30: Cena comunitaria (da prenotare per chi non pernotta; tel. 045 8900329)

- 20,45: Spettacolo teatrale del gruppo Istarion di Reggio Emilia: "Le tredici lune, la memoria delle donne nei Vangeli" di Maria Soave Buscemi. L'invito è esteso a tutta la cittadinanza.

Domenica 24 aprile

- 9 – 9,45: Piazza dei progetti comunitari: dialoghi tra idee, progetti ed esperienze

- 10 – 13: Laboratori (Prima parte)

1) "Linguaggi e contenuti della fede: alla ricerca di nuovi linguaggi e prassi della fede che parlino al nostro tempo" (a cura della Comunità di via Città di Gap - Pinerolo).

2) "Piccole comunità cristiane: testimoni di modi nuovi di essere Chiesa nella società di oggi" (a cura della Comunità di Modena).

3) "Solitudini del tempo presente: testimonianze e scelte nelle situazioni di disagio. Le Comunità ascoltano, condividono e si interrogano" (a cura delle Comunità di Verona, Gorizia e Associazione RAAB di Rovereto).

4) "Scelte e prassi della chiesa di base al tempo di Francesco" (a cura della comunità del Cassano di Napoli).

- 13: Pranzo (da prenotare per chi non pernotta)

- 15 – 19: Laboratori (Seconda parte)

- 19,30: Cena (da prenotare per chi non pernotta)

- 21: Dopo cena: visita alla città guidata dai veronesi

Lunedì 25 aprile

- 9 – 12,30: Assemblea di condivisione ed eucaristica a cura della Comunità "Viottoli" di Pinerolo.

- 12,30: Pranzo finale e commiato.

 

Comunità cristiane di base piemontesi

L'11 marzo si è riunito a Torino il collegamento regionale per discutere principalmente su due punti: 1) individuare tema e relatori del prossimo incontro regionale; 2) definire meglio la modalità più efficace e condivisa per scegliere i prossimi temi in modo da rispettare le diverse sensibilità e i diversi percorsi di ricerca, coinvolgendo nella scelta il maggior numero di comunità possibile (ultimamente purtroppo le comunità rappresentate nel collegamento si sono ridotte a tre - quattro).

1) Abbiamo deciso di dedicare il prossimo incontro regionale ad approfondire il tema proposto da Cesare di Piossasco nel coordinamento allargato di qualche mese fa, a partire dai libri di Benasayag ("Oltre le passioni tristi") e Saskia Sassen ("Espulsioni"). Per ora ha dato la sua disponibilità come relatore Marco Deriu. La data è ancora da definire (inizio di giugno, se i relatori saranno disponibili, o dopo l'estate, a fine settembre).

2) A turno, senza vincoli di eccessiva sistematicità, potrebbero essere le singole comunità a proporre come tema dell'incontro regionale il racconto degli aspetti più significativi del proprio particolare ambito di ricerca, scegliendo un tema che risulta particolarmente sentito nel proprio percorso comunitario attuale. Questo dovrebbe agevolare  la conoscenza reciproca delle varie realtà, nel rispetto e nella valorizzazione delle diverse sensibilità.  E' stato anche proposto di provare a leggere per un anno le stesse letture bibliche in tutte le Cdb del Piemonte, dedicando incontri a cdb unificate per introduzione, impressioni di metà percorso e conclusioni. Abbiamo infine deciso di definire ogni anno una comunità che si prenda l'incarico di coordinare le attività del collegamento regionale: inizierà la cdb di Piossasco.

Venerdì 8 aprile alle ore 17,30 la  rivista "Esodo" presenta una serata su "Donne e uomini in cammino"  a Torino, presso la sede dell'associazione "Opportunanda"  in via Sant'Anselmo. Simona Borello, Doranna Lupi e Gustavo Beux dialogheranno con Paola Cavallari, curatrice del numero della rivista incentrato sulla "dualità maschile/femminile, così come si dischiude nelle Scritture e come si manifesta nelle istituzioni/ambienti ecclesiastici e non. La materia è affrontata tenendo presente l'intreccio dei linguaggi simbolici tra sacro e profano a cui una società secolarizzata non sfugge. Quindi con punti di vista sia di fede, che laici, o nell'intersezione dei due."

 Gruppo pinerolese "Uscire dalla guerra"

Ci aspetta una prima metà di aprile densa di appuntamenti. Lunedì 4 aprile dalle ore 17,30 alle ore 18,30 a Pinerolo, presso la sede della comunità di base in via città di Gap, 13, si terra la riunione organizzativa per definire gli ultimi dettagli delle due assemblee pubbliche ormai imminenti che si svolgeranno a Pinerolo presso il salone del Laboratorio di Comunità della parrocchia di S. Lazzaro (Via S. Lazzaro, 1). Venerdì 8 aprile alle ore 21 incontreremo Claudio Canal e Rosita Di Peri su "Guerra e (dis)informazione. Il caso del Medio Oriente". Il 15 aprile alle ore 21 affronteremo con Giorgio Cremaschi il nodo dei rapporti tra "Guerra e mondo del lavoro".

Gruppo "Uscire dalla guerra"

(per informazioni: uscire-dalla-guerra@googlegroups.com)

La Scala di Giacobbe (Gruppo gay lesbico bisex transgender di Pinerolo)

In data ancora da definire (sabato 16 o 23 aprile) alle ore 17, presso i locali del F.A.T (Vicolo Carceri 1 a Pinerolo), rievocheremo la nascita del movimento di liberazione omosessuale in Italia. Alle ore 19,30 cena. Alle ore 21 omaggio a Paolo Poli, scomparso lo scorso 25 marzo, e proiezione di un film a tematica LGBT.

(per informazioni scrivere a lascaladigiacobbe@gmail.com)

Comitato pinerolese contro l'omofobia e la transfobia

Giovedì 10 marzo alle ore 18 si è riunito il Comitato pinerolese contro l'omofobia e la transfobia nei locali della Chiesa valdese di Pinerolo. 

Erano presenti rappresentanti della Chiesa valdese, della Comunità cristiana di base di via Città di Gap e della Scala di Giacobbe.

Al centro della discussione c'è stato l'invito, da parte dell'associazione Direfarecosolidale, di partecipare alla  manifestazione di sabato 21 e domenica 22 maggio in piazza San Donato, attraverso l'allestimento di un chiosco informativo e momenti di intervento pubblico. Le proposte del nostro Comitato sono la veglia per le vittime dell'omofobia e un momento di dibattito e confronto con gli studenti del gruppo Welcome di Pinerolo (gruppo nato al liceo Porporato di Pinerolo  allo scopo di prevenire atti omofobici e di informazione lgbt a scuola).

Nella successiva riunione del Comitato che si è svolta giovedì 31 marzo alle ore 17 nei locali della Chiesa valdese abbiamo cominciato a preparare il testo della veglia. Al termine della riunione, dopo una cena autogestita siamo andati tutti insieme al Cinema Italia per la proiezione alle ore 21 del film "FREEHELD: AMORE, GIUSTIZIA, UGUAGLIANZA" (USA 2014), film proposto dal nostro Comitato nell'ambito della manifestazione "8 marzo e dintorni" (https://www.facebook.com/events/795372287233913/).

Il prossimo incontro del comitato è previsto per giovedì 21 aprile alle ore 21, nei locali del Tempio valdese di Pinerolo.

 Incontri con la parrocchia di San Lazzaro

Lunedì 4 aprile alle ore 21, presso il salone parrocchiale, continuiamo la serie di incontri di approfondimento e confronto tra parrocchia di San Lazzaro e comunità di Via Città di Gap. Franco Barbero introdurrà un tema assai impegnativo: "Linguaggi scandalosi e inaccettabili nei due testamenti biblici. Come leggerli?". Si tratta della seconda "tappa" di un percorso di approfondimento alla ricerca di nuovi linguaggi e prassi della fede che parlino al nostro tempo, che si concluderà con un terzo incontro previsto prima dell'estate.

Gruppo "Primavera" di Rivalta

Incontri mensili del gruppo adulti

- Sabato 2 aprile alle ore 16,30 presso la cascina del "Filo d'erba" di Rivalta, ci vedremo per terminare il nostro percorso sui nuovi linguaggi e le nuove prassi della fede. Franco Barbero introdurrà la discussione con una breve relazione su un tema che in genere viene poco affrontato: "Reinventare il percorso comunitario: che cosa significa creare un linguaggio, una simbologia nuova della fede? Quali problemi si pongono?". Nei precedenti incontri abbiamo evidenziato come il vecchio linguaggio non sia più conciliabile con la nuova cultura; in questo incontro cercheremo di affrontare gli aspetti costruttivi, ovvero discuteremo di come tentare di riesprimere in modo nuovo la nostra fede. Sabato 7 maggio alle ore 16:30, nel prossimo incontro del gruppo adulti, prepareremo una celebrazione in cui ciascuna persona riassume l'impegno battesimale.

Incontri mensili di catechesi

- La data (sicuramente un sabato pomeriggio) e il tema dei prossimi incontri dei gruppi "elementari" e "medie-superiori" sono ancora da definire: appena possibile verranno comunicati via blog e mail.

RECENSIONI (a cura di Franco Barbero)

Alister McGrath, La grande domanda

Già il sottotitolo ci immerge nel pieno dell'affascinante viaggio del nostro Autore: "Perché non si può fare a meno di parlare di scienza, di fede e di Dio".
L'Autore pone tutta la sua argomentazione alla luce della ricerca del senso della vita. Ad esso possono contribuire le due "narrazioni", quella della scienza e quella della fede: "Ormai la vecchia narrazione del conflitto scienza-religione è considerata storicamente frutto di ispirazione ideologica. Non siamo più prigionieri del suo incantesimo. E' ormai tempo di adottare un approccio migliore, per esempio la narrazione di arricchimento" (pag. 218).

L'Autore, a più riprese, ci avverte del fatto che queste pagine non intendono delineare dogmaticamente un percorso, ma piuttosto rappresentano il racconto del suo itinerario personale come scienziato e come teologo. Direi che è proprio il caso di non perdersi questo libro che ha soprattutto il pregio di porre domande fuori dal circuito delle ideologie, anche se l'Autore talvolta sembra concedere anche troppo spazio al confronto con le classiche figure dell'ateismo militante, le cui argomentazioni da tempo  si sono già rivelate inconsistenti.

In libreria per Bollati Boringhieri edizioni, Torino 2016, pp. 264, € 23

Per approfondire i passi del Dio violento

Molti mi domandano dove possano approfondire i passi del Dio violento nelle Scritture ebraiche e cristiane, come possano conoscerne i contesti e i significati e tutti i problemi connessi a chi si accosta alla lettura della Bibbia.

Il testo fondamentale al riguardo è il libro "Dio violento?" di Giuseppe Barbaglio, editrice Cittadella, Assisi, 1991. L'autore compie una disamina storica, esegetica ed ermeneutica di singolare equilibrio e profondità.

Altro testo "Lacrime amare" di Elizabeth E. Green, editrice Claudiana, Torino, 2000.

Ancora, Vito Mancuso, "Dio e il suo destino", Ed. Garzanti, Milano, 2015.

Suggerisco inoltre, Thomas Romer "I lati oscuri di Dio", ed, Claudiana, 2002 Torino.

 

SPUNTI PER MEDITARE E RIFLETTERE

Il mercato vuole la vita notturna

Sempre di più nelle grandi e medie città si stanno ampliando gli spazi della vita notturna. Talune di queste città, per tutelare l'ordine e la pulizia, contro i vomiti e le sgagazzate per le vie, contro le risse di ubriachi e gli eccessi di rumore, hanno eletto un sindaco della notte che coltivi e colleghi gli interessi di tutti gli abitanti della notte.

I commercianti e il mercato in genere, spingono in questa direzione, caldeggiano le iniziative notturne perché le ore notturne, tra divertimenti, giochi, varietà e prostituzione stanno diventando un tempo di crescenti consumi. In questo modo, rompendo la "regola" degli orari, il mercato diventa il dio delle 24 ore.

E si è constatato - e tutto fa denaro - che aumentano anche i consumi di droghe e di farmaci.

La società del dio mercato raggiunge i suoi obiettivi: vendere e consumare per 24 ore e centrare l'identità del cittadino nella prassi del consumatore.

Franco Barbero

La misericordia nell'Islam

Cercherò di chiarire le motivazioni che ci inducono a constatare come le violenze assurde che minacciano popoli e nazioni, attribuite al mondo islamico nella sua interezza, non rispecchiano la verità storica, religiosa e sociale della stragrande maggioranza dei musulmani.

    Ci basta analizzare uno solo dei 99 nomi con i quali il musulmano si rivolge ad Allàh.

L'accanimento nell'attribuire le violenze al mondo musulmano, nasconde motivazioni diverse, che coincidono con la volontà di sferzare gli animi e le coscienze, per stimolare risposte di maggiore violenza, alla violenza patita.  Periodicamente l'uomo cede alla tentazione di eliminare fisicamente una parte di quella umanità alla quale appartiene. Così si rifiuta ogni analisi possibile che condurrebbe a valutazioni diverse, perché la volontà emergente è quella di scatenare una guerra che produce un circuito di denaro, e di potere. Per taluni squallidi personaggi un mondo senza guerre sarebbe un mondo fallimentare, non accettando di valutare l'intima natura dell'uomo che coincide con il suo stesso "valore".

Purtroppo in tale errore sono caduti anche i massimi vertici del cristianesimo, affermando e scrivendo concetti che contrastano con l'insegnamento di Cristo.

    E' stato lo stesso Ratzinger, firmando con il nome identificativo della suprema carica, che ha sconvolto, consapevolmente, le certezze della parola di Cristo, in quella blasfema presentazione al libercolo di Pera "Perché dobbiamo dirci cristiani"; l'allora pontefice, firmando Benedetto XVI per attaccarsi alla pretesa infallibilità data dalla carica, impose talune affermazioni che hanno sconnesso lo spirito del cristianesimo dalla Testimonianza che ogni cattolico deve dare.

    Scrive infatti:

Ella analizza l'essenza del liberalismo a partire dai suoi fondamenti, mostrando che all'essenza del liberalismo appartiene il suo radicamento nell'immagine cristiana di Dio.

Secondo l'allora pontefice liberalismo e cristianesimo sarebbero, praticamente sinonimi, perfezionando un madornale errore teologico, che sarà una delle motivazioni per le dimissioni dalla carica, avendo preso coscienza di pilotare il mondo cristiano verso uno scisma, e aggiunge:

Ella spiega con grande chiarezza che un dialogo interreligioso nel senso stretto della parola non è possibile,

    In questa frase il blasfemo si coniuga con un palese attacco alle conclusioni del Concilio Ecumenico Vaticano II. Quindi conclude:

Di importanza fondamentale è la Sua analisi di ciò che possono essere l'Europa e una Costituzione europea in cui l'Europa non si trasformi in una realtà cosmopolita, ma trovi, a partire dal suo fondamento cristiano-liberale, la sua propria identità.

    Scongiurare l'ipotesi di un cosmopolitismo a vantaggio di una identità elitaria, confonde le idee, perché rasenta l'imitazione del sostegno della razza, che fu di Hitler che vantava il primato della "razza ariana", mentre il pontefice auspica l'affermazione di una identità primaria che abbia come fondamento l'economia liberista. Quindi fu il momento delle doverose dimissioni che hanno sollevato il mondo cattolico dal credere in una assai fallace infallibilità.

    Ben diversa è la condizione dell'Islam nei confronti della Misericordia, che ci chiarisce le motivazioni per le quali i violenti e i terroristi, non possono dirsi musulmani.

    Il valore dell'uomo non si trova nella sua fisicità, nell'apparenza del suo corpo, fatto di carne e ossa; il suo valore vero si trova  nella sua spiritualità che si trova in quel gioiello interiore, dove ci sono i sentimenti, dove si provano le emozioni e dove nascono la sofferenza, la misericordia e la pietà.

Una particolarità dei credenti è l'avere un cuore sensibile alla sofferenza sia quella delle creature umane sia essa quella delle non umane. È da un cuore sensibile, pieno di ràhmah, che viene messo in moto il sentimento filantropico, per cui, chi lo possiede, aiuta i deboli, ha pietà verso i poveri e compassione per i bisognosi. Un cuore così tiene lontano dagli abusi e dal crimine, per cui chi lo possiede diventa una fonte di bene, di giustizia e di pace per tutti coloro che vivono con lui e che gli stanno vicino.

La Misericordia divina comprende tutte le realtà del Creato: quelle materiali e quelle immateriali. Essa comprende il credente e il non credente. Il Profeta, nell'esercizio della sua missione di magistero, aveva l'arte di utilizzare anche eventi occasionali, da cui trarre argomento per insegnare i principi e i significati che egli voleva che i Suoi Compagni apprendessero.

Un'hadit attribuita al Profeta e tramandata oralmente di generazione in generazione, ci racconta come

un giorno, mentre era al mercato con alcuni compagni, Il Profeta, vide una donna, sul volto della quale si leggeva disperazione e dal suo comportamento  si capiva in modo inequivocabile che essa aveva smarrito qualcosa di molto importante per lei e ne  era alla ricerca. A un certo punto il viso della donna si illuminò di gioia si chinò, prese tra le braccia un bambinello e se lo portò al seno allattandolo, mentre sprizzava felicità da tutti i pori della pelle.

Maometto, rivolto ai Compagni, che avevano assistito alla scena, disse: "Quella donna - secondo voi - lo getterebbe il suo bambino nel fuoco?". I compagni, risposero a una voce: "No, di certo!". A questo punto il Profeta, disse: "Allàh  è infinitamente più misericordioso verso i Suoi servi di quella donna verso il suo bambino".

Dei 99 nomi riconosciuti Allàh, quello più importante ed esclusivo  è Il sommamente Misericordioso, nome che, unitamente a Il Clementissimo, forma la coppia di nomi più famosa e usata nel Corano.

Questi due nomi  "il sommamente Misericordioso il Clementissimo" suggeriscono al credente una linea di condotta ricca di misericordia e di clemenza.

Il vero credente è sempre consapevole di essere bisognoso della misericordia dell'Onnipotente e sa, perfettamente, che, esercitando la misericordia in questa vita terrena potrà sperare di ottenere, il permesso di entrare in Paradiso in quella futura.

"Abbi misericordia nei confronti di chi cammina sulla terra, se vuoi che chi siede in cielo abbia misericordia nei confronti di te".

L'esercizio della misericordia da parte del fedele musulmano non si limita ai suoi compagni di fede, ma si estende a tutte le creature, umane e non umane e alla natura."

Dopo Ratzinger è arrivato Papa Francesco, per riportare sulla retta via tutto ciò che era stato mistificato dal predecessore.

Nel messaggio "urbi et orbi" di Natale, il 30 dicembre 2013   papa Francesco ha elevato questa preghiera: "Tu, Signore della vita, proteggi quanti sono perseguitati a causa del tuo nome".
E all'Angelus della festa di santo Stefano, il primo dei martiri, ha di nuovo pregato "per i cristiani che subiscono discriminazioni a causa della testimonianza resa a Cristo e al Vangelo".
Più volte papa Jorge Mario Bergoglio ha manifestato il suo dolore per la sorte dei cristiani in Siria, nel Medio Oriente, in Africa e in altri luoghi del mondo, ovunque sono perseguitati e uccisi, spesso "in odio alla fede" e ad opera di musulmani deviati dall'insegnamento del Corano.
A tutto questo il papa risponde invocando incessantemente "il dialogo come contributo per la pace", rinnegando le affermazioni del predecessore.

Rosario Amico Roxas

La discussione continua

Nonostante il fatto che la predicazione veicoli un pensiero unico, la discussione non si è mai spenta. Ad onta di tutte le versioni ufficiali e di tutte le definizioni conciliari, le cristologie non sono mai diventate uno stagno, ma sono rimaste sempre un mare aperto, mosso e vitalmente attraversato da molte correnti diverse, ora visibili ora sotterranee, e da forti conflitti. Se gli stessi concili di Nicea, di Efeso e di Calcedonia sono stati spazi di ebollizione mai sedata, l'ideologia del continuismo cristologico ufficiale nasconde un fatto storico oggi incontestabile: da Nicea a Calcedonia, e ben oltre, un concilio innesca la miccia che rende necessario un altro concilio perché il fuoco cristologico delle questioni irrisolte e controverse cresce di volta in volta. Ad un singolo concilio non riesce mai di esprimere compiutamente la ricerca pluriforme delle comunità, delle chiese, dei teologi, delle scuole teologiche e molti interrogativi ricompaiono puntualmente dopo ogni tentativo di sistemazione dottrinale.
Quello che Dio ha operato e manifestato nell`uomo Gesù di Nazareth sembra far scoppiare i nostri presuntuosi contenitori dogmatici. Il dibattito sulle teologie cristologiche e, conseguentemente, trinitarie sta esplodendo con grande vivacità e consapevolezza. Le grandi accademie dell'ufficialità cattolica, protestante e ortodossa continuano a recitare, difendere e reinterpretare le formulazioni dogmatiche di Nicea, Costantinopoli e Calcedonia, ma i più fecondi laboratori storici, esegetici e teologici sembrano aver "cambiato casa". Centinaia di teologi e teologhe lavorano in modo più sotterraneo, coraggioso e documentato in ben altre direzioni, valorizzando al massimo livello sia gli strumenti degli Studi accademici, sia le domande poste dai credenti e, soprattutto, dalle credenti di oggi. Il giusto rispetto per le tappe del passato si congiunge alla responsabilità dei nuovi linguaggi con cui dire Dio oggi.

 

Franco Barbero

Gli otri vecchi

Alla vigilia del nostro Incontro nazionale, chiamato a riflettere sulle "Novità e contraddizioni nella comunità cristiana e nella società al tempo di Francesco" mi pare opportuno avviare una riflessione proprio sul "tempo" di Francesco, per individuare che cosa rende vecchi gli otri in cui versare il Vino nuovo. 

Penso, infatti, che non ci si debba interrogare tanto sul nuovo stile da lui introdotto nel modo di vivere le sue giornate di papa, né sui suoi interventi nell'azione di governo della Chiesa universale, quanto piuttosto sulle gravi difficoltà che incontra nel promuovere il decentramento e la responsabilizzazione delle chiese locali nell'intento di rendere più cristiana e magari, evangelica, la Chiesa universale. Fra tali difficoltà è da collocare la resistenza delle gerarchie locali a condividere tale suo intento. Luigi Sandri l'altra settimana, analizzando sul sito il viaggio del papa in Messico, ha evidenziato le tensioni con l'episcopato di quel paese sordo ai suoi inviti. 

Anche noi dobbiamo fare i conti con un episcopato indisponibile a mettersi in discussione per entrare in sintonia con il papa che, a sua volta, non ha mancato di prenderne le distanze non incontrando il presidente della Cei nel vivo del dibattito sul tema delle unioni civili del Ddl Cirinnà, annullando l'incontro con Scola a Milano programmato per il 7 maggio prossimo, dichiarando che non parteciperà al 26esimo Congresso eucaristico nazionale indetto per settembre a Genova. Già a Firenze nel novembre 2015 in occasione del quinto convegno nazionale della Chiesa italiana aveva detto ai vescovi: "Non dobbiamo aver paura del dialogo: anzi è proprio il confronto e la critica che ci aiuta a preservare la teologia dal trasformarsi in ideologia", aggiungendo l'invocazione: "Dio protegga la Chiesa italiana da ogni surrogato di potere, d'immagine, di denaro".

In verità di tale protezione c'è grande bisogno come si può ricavare anche dall'introduzio-ne di Bagnasco ai lavori della Presidenza della Cei, riunita proprio in questi giorni a Genova. Lucida e senza omissioni è la sua analisi della situazione della società italiana e chiara è la denuncia del male che la condiziona: "sono le ricchezze esorbitanti di alcuni, che esercitano il loro spropositato potere per cambiare il modo di pensare della gente, spinti solo da un'insaziabile avidità di profitto". Sono parole di papa Francesco queste usate da Bagnasco, che, però, non ne trae occasione per interrogarsi su quale siano le responsabilità della Chiesa, che è chiamato a guidare, nel determinare la realtà di questo Paese non solo segnato da gravi disuguaglianze sociali, ma anche dominato da corruzione e scarsa solidarietà. 

Eppure è un Paese di battezzati!

In verità si tratta di "fedeli" di una Chiesa concordataria le cui scuole sono alla pari di quelle statali, In queste sono presenti suoi delegati per insegnare le sue "verità".  La sua Cei gode di un contributo finanziario di oltre un miliardo l'anno frutto della scelta della metà dei contribuenti resi titolari della gestione dell'otto per mille dell'intero gettito IRPEF. La sua gerarchia interviene alle pubbliche cerimonie a cui presenziano le "autorità civili e religiose". Delle sue opinioni alle forze politiche, pur se meno di un tempo, conviene tener conto come si è visto recentemente nel loro adeguarsi alla sua intransigenza nell'evitare ogni somiglianza con il matrimonio delle unioni fra omosessuali nella legge, che ne definisce lo status! 

Tale complice interventismo le rende autonome e autoreferenziali, escludendo i "fedeli", pur se impegnati nelle parrocchie e nelle tante associazioni e gruppi nell'evangelizzazione e nelle opere di solidarietà, dal responsabilizzarsi in queste compromissioni. Forti di tale ruolo si confermano pastori destinati a guidare il "gregge", che per questo non riuscirà mai a diventare Popolo di Dio. 

Delle sempre nuove forme assunte da queste contraddizioni penso che dovremmo occuparci nei laboratori se intendiamo versare vino nuovo in otri vecchi ricercando, in dialogo con Francesco, nuovi linguaggi e prassi della fede per testimoniare modi nuovi di essere chiesa nella società di oggi.

Marcello Vigli (tratto da "primo piano" del sito nazionale www.cdbitalia.it)

 

Appello alla libertà

Il movimento protestante "Nessun altro Evangelo" di stretta osservanza ortodossa mosse l'accusa di eresia al teologo Ernest Kasemann che rispose con una indagine polemica sul nuovo Testamento nell'anno 1968 da Tubinga. Nel 1972 l'editrice Claudiana di Torino lo tradusse con il titolo "Appello alla libertà".

Ricordo che lessi immediatamente quel libro che mi sembrò un efficace stimolo a cacciarmi sempre di più nell'avventura della ricerca teologica e nello stesso tempo nell''impegno politico e culturale del mondo di allora.

Mi sembrò impossibile che un teologo di tale competenza e di tale livello morale potesse essere accusato di eresia. Purtroppo capitava allora e capita oggi. Quando si separa nella teologia e nella lettura biblica ciò che è necessario alla fede dal contingente delle dottrine, quando si sceglie il messaggio essenziale e si critica ciò che è marginale, si diventa soggetti pericolosi. Ovviamente la ricerca è un metodo rischioso come è rischiosa è la vita.

Da Kasemann, in questo suo scritto mite e stimolante, ho imparato che o mi tappo in casa mia a recitare la sfilza dei miei dogmi oppure scendo nell'agone della ricerca che è la necessaria strada che Gesù percorse nei villaggi.

Il bivio è qui: ripetere certezze rassicuranti per quanto insignificanti oppure entrare nella mischia di coloro che cercano una presenza di Dio per il nostro oggi. E' impossibile percorrere sentieri nuovi senza essere punti da qualche spina o compiere qualche passo sbagliato.

Franco Barbero

Conservo questa speranza

Una lettrice molto attenta del mio blog mi scrive che vuole capire come io faccia a tenere insieme una aperta ed acuta denuncia delle storture e delle deviazioni del cristianesimo avvenute nei secoli e la profonda fiducia nella possibilità della sua  conversione da religione oppressiva a fede liberante.

Debbo riconoscere che questa donna coglie in pieno il senso del mio essere cristiano e del mio ministero teologico e pastorale. Non voglio proprio uscire da questa contraddizione: coniugare denuncia e speranza. E' una scelta teologica precisa.

Se non posso tacere di fronte alle deviazioni e manipolazioni del potere ecclesiastico, tanto meno posso nascondere la mia speranza che le chiese cristiane si convertano al Vangelo di Gesù.

In me l'una e l'altra dimensione coesistono e si richiamano a vicenda. L'amore per il Vangelo mi sollecita a denunciare, ma nello stesso tempo la fiducia in Dio e in tante e tanti cristiani ribelli, critici e costruttivi, mi spinge a lavorare per la conversione del cristianesimo al Vangelo.

Non penso che il cristianesimo abbia fatto il suo tempo per cui occorra "chiudere la partita" e assumere in toto il paradigma post-religioso. A mio avviso, ogni religione deve proporsi e progettare un suo "oltre", camminare verso il futuro in un processo di continua maturazione ed ulteriorità, di maggiore apertura a Dio come fonte della vita e fondamento dell'essere.

Detto in termini fin troppo semplificati, non vedo come una nuova epoca per la spiritualità umana comporti un andare "oltre le religioni". Vedo, invece, in questa stagione storica, una straordinaria opportunità, un appello chiarissimo ed urgente alle religioni a convertirsi, facendo fiorire e rifiorire le loro radici. Mi sembra che il Dio della vita apra sentieri pieni di fecondità.

La scommessa è, a mio avviso, decisiva e impegnativa per il cristianesimo quanto per le altre religioni. O diventare una setta oppure riconoscere nel nostro oggi il Dio innamorato delle sue creature.

Franco Barbero

DALLA NOSTRA COMUNITA'

Il nostro laboratorio al convegno nazionale cdb

Nel nostro laboratorio su "Linguaggi e contenuti della fede: alla ricerca di nuovi linguaggi e prassi della fede che parlino al nostro tempo" vorremmo lavorare nella prospettiva della "conversione delle religioni" a partire dal cristianesimo.
Nel percorso di molte teologhe e teologi e di una minoranza significativa del popolo di Dio è maturata la convinzione che, attraverso le istanze critiche e costruttive della modernità, Dio ci solleciti ad una vera "rivoluzione del linguaggio", intesa come riespressione complessiva della nostra fede.
L'orizzonte ci sembra esprimibile con la pregnanza della parola biblica "conversione " che implica una dimensione personale, comunitaria, teologica e strutturale.
Enunciare l'impegno per una "conversione delle religioni" significa partire dalla convinzione che il nucleo essenziale di fede, nel processo di questa conversione, può essere una sorgente d'acqua viva per la vita del mondo, un potenziale fecondo per un futuro "altro" dell'umanità.

Grazie

Dall'inizio del 2012, dopo lo sfratto da Corso Torino 288, ricevuto a dicembre 2011 dal proprietario dell'immobile, un gruppo di persone ritenne necessario trovare un locale in città perché si potessero continuare alcune esperienze di studio biblico, di ascolto, di preghiera, di ricerche e di dialogo.
Una sede autonoma ed adeguata fu ritenuta indispensabile per facilitare l'accesso delle persone desiderose di un cammino di maturazione personale, di  ricerca di senso e di fede. Ci si mise all'opera e a fine marzo del 2012 fu individuato l'alloggio  di Via Città di Gap,13 a Pinerolo.
Fu una grande gioia quando nel mese di maggio ci fu possibile firmare il contratto. Chiamata "Casa dell'ascolto e della preghiera", ben presto divenne anche la sede della comunità cristiana di base.
Ovviamente una sede in affitto comporta anche responsabilità, spese e impegni non indifferenti.
In questa scelta siamo stati e siamo tuttora sostenuti, aldilà delle nostre attese, da singole persone e da realtà comunitarie diverse: da Pinerolo a Padova, da Cuneo a Racconigi, da Candiolo a Torino, da Piossasco a Rivalta, da Novi Ligure a Sarzana, da Saluzzo a Mondovì... La comunità cristiana di base ringrazia di questa solidarietà che diventa per ciascuno e ciascuna di noi un invito a fare la nostra parte.
Incontri e gruppi animano ogni giorno questo piccolo spazio ospitale in cui sentiamo l'affettuosa vicinanza di tanti fratelli e tante sorelle.
Maria Grazia Bondesan (338/8885799) e Fiorentina Charrier (339/4018699) ogni anno comunicano la situazione economica.
Con queste brevi note vogliamo rendervi partecipi del nostro cammino e ripetervi il nostro grazie.

La comunità cristiana di base di Via città di Gap, 13 - 10064 Pinerolo (To)

Il nostro notiziario

Diversi lettori ricevono ormai via e-mail questo notiziario. Abbiamo così ridotto il numero di copie cartacee stampate. I precedenti numeri sono esauriti. Chi desidera riceverlo via mail ci risparmia una spesa piuttosto consistente. Contattare Francesco (giupaz@tin.it; 320-0842573)

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