Nel 2014, quando è scomparso, Alberto Aleotti, nato poverissimo, era il più importante industriale farmaceutico italiano. Il Gruppo Menarini ha oggi 16mila dipendenti nel mondo ma è al centro di un processo a Firenze nel quale si discute di cifre da capogiro: una truffa al Servizio sanitario nazionale con danni per almeno 860 milioni di euro, e il riciclaggio di un miliardo e 200 milioni. Accuse respinte dagli eredi Aleotti, Lucia e Alberto Giovanni, ma fondate su un impressionante vortice di società estere con le quali - per i pm, - il genitore gonfiava attraverso triangolazioni il costo dei principi attivi dei farmaci e occultava la gran massa di nero accumulata. I prezzi dei principi attivi, aumentati fino a 7 volte, venivano poi - secondo le accuse confutate dalla difesa - presentati alla commissione farmaci e al ministero, e su quelli si formava il prezzo finale dei medicinali. Nel '94 Alberto Aleotti fu arrestato per corruzione nell'inchiesta Farmatruffa e patteggiò. L'indagine sui prezzi è stata avviata molto più tardi, nel 2008, dopo la scoperta di un conto di 476 milioni di euro degli Aleotti in Liechtenstein.
(La Repubblica 7 aprile)
(La Repubblica 7 aprile)