CASERTA. Vivere da re, in casa dei Borbone. Ma con un fitto da barboni. Col lusso di quegli unici impagabili benefit: giardini inglesi e cortili storici come parcheggio, le chiavi di un patrimonio Unesco in tasca, perfino il lusso di un "picnic" o una grigliata nelle ore di chiusura del prestigioso complesso monumentale. Affittopoli della Reggia di Caserta: la giustizia contabile interviene sulla vicenda dei 15 inquilini d'oro degli alloggi dati quasi gratis in fitto. E la Guardia di Finanza presenta il primo conto: coinvolti quattro funzionari dello Stato. Danno all'Erario: un milione e 200mila euro.
Quattro "inviti a dedurre" firmati dal sostituto procuratore Ferruccio Capalbo della Corte dei Conti, su un'accurata indagine della Tributaria coordinata dai colonnelli Gaetano Senatore e Giuseppe Verrocchi, colpiscono da ieri Raffaella Paola David, ex soprintendente pro tempore della Reggia dal 2009 al 2014 (che dovrà rispondere per 556,556 mila euro), e i dirigenti dell'agenzia del Demanio Gaudioso Pellegrino (300 mila euro), Roberto Di Giannantonio (150 mila euro) e Cesare Sarchiapone, (150 mila euro). Casi clamorosi: tra quegli inquilini associazioni culturali che pagavano tra i 3 e i 5 euro al mese; e dipendenti in servizio o familiari di ex custodi (oggi in pensione o morti) per canoni che al massimo arrivavano a 115 euro al mese per un appartamento principesco di 240 metri quadri. In più: nessuno ha mai pagato i consumi idrici, tutti a carico dello Stato. Almeno in 5, ora lasceranno. Il nuovo direttore della reggia, Mauro Felicori conferma tolleranza zero: «Quella storia si chiude e basta. Ho firmato quindici giorni fa l'ultimo ordine di sfratto».
Conchita Sannino
(La Repubblica 8 aprile)
Quattro "inviti a dedurre" firmati dal sostituto procuratore Ferruccio Capalbo della Corte dei Conti, su un'accurata indagine della Tributaria coordinata dai colonnelli Gaetano Senatore e Giuseppe Verrocchi, colpiscono da ieri Raffaella Paola David, ex soprintendente pro tempore della Reggia dal 2009 al 2014 (che dovrà rispondere per 556,556 mila euro), e i dirigenti dell'agenzia del Demanio Gaudioso Pellegrino (300 mila euro), Roberto Di Giannantonio (150 mila euro) e Cesare Sarchiapone, (150 mila euro). Casi clamorosi: tra quegli inquilini associazioni culturali che pagavano tra i 3 e i 5 euro al mese; e dipendenti in servizio o familiari di ex custodi (oggi in pensione o morti) per canoni che al massimo arrivavano a 115 euro al mese per un appartamento principesco di 240 metri quadri. In più: nessuno ha mai pagato i consumi idrici, tutti a carico dello Stato. Almeno in 5, ora lasceranno. Il nuovo direttore della reggia, Mauro Felicori conferma tolleranza zero: «Quella storia si chiude e basta. Ho firmato quindici giorni fa l'ultimo ordine di sfratto».
Conchita Sannino
(La Repubblica 8 aprile)