lunedì 18 aprile 2016

Gesù, "un essere in processo"

Le ricerche cristologiche degli ultimi due secoli hanno anche il pregio di far uscire Gesù dalla nicchia dogmatica in cui noi l'avevamo rinchiuso e imprigionato. Gesù torna ad essere "il nazareno", palpitante di vita e di fede, non un essere astrale, perfetto, etereo.
"La prassi di Gesù è progressiva, o meglio, è processuale nel senso che Gesù è 'un essere in processo' una persona radicata nella storia, soggetta a sviluppo e cambiamento nel campo della conoscenza e della coscienza. Si trasforma la sua idea di Dio e il suo modo di rapportarsi a Lui: dalla distanza alla vicinanza, dalla maestà alla relazione filiale e intima... Si trasforma egualmente la sua relazione con il popolo e con i discepoli. Cambia la sua percezione della realtà. Cambia la posizione sociale: dalla tranquillità casalinga alla tensione sociale, dal posto fisso all'instabilità. Gesù vive momenti di incertezza, è esposto ai dubbi di fede, si sente indeciso, esperimenta l'oscurità della storia" (Juan José Tamayo-Acosta, Per questo lo hanno ucciso, Cittadella, Assisi 2000, pag. 108). Questo è il Gesù vivo, la via che conduce a Dio, testimone di un amore storico che non cessa di coinvolgerci.
Come noi anche Gesù ha imparato a conoscere Dio, ad accogliere la Sua volontà, a diventare credente…

Franco Barbero, 2001