"Il dolore silenzioso di noi musulmani"
«Perché i musulmani non scendono in piazza a manifestare in massa la loro condanna»?
Perché stiamo guidando i taxi che da ieri riportano gratuitamente a casa la popolazione …
Perché stiamo curando i feriti negli ospedali…
Perché guidiamo le ambulanze che filano come stelle per cercare di salvare quel che resta delle nostre vite…
Perché siamo alla reception degli alberghi che da ieri accolgono gratuitamente chi ne ha bisogno…
Perché guidiamo gli autobus, i tram e i metrò in modo che la vita continui, per quanto ferita…
Perché siamo sempre a caccia dei criminali sotto le nostre divise da poliziotti, gli abiti da investigatore, le toghe da magistrato…
Perché anche noi stiamo piangendo i nostri morti…
Perché neanche noi siamo stati risparmiati…
Perché siamo doppiamente, triplamente straziati…
Perché uno stesso credo ha generato la vittima e il carnefice…
Perché siamo stravolti, smarriti e stiamo cercando di capire…
Perché abbiamo passato la notte sulla porta di casa ad aspettare qualcuno che non tornerà più…
Perché stiamo contando i nostri morti…
Perché siamo in lutto…
Il resto è solo silenzio.
Ismael Saidi
(La Repubblica 24 marzo)
«Perché i musulmani non scendono in piazza a manifestare in massa la loro condanna»?
Perché stiamo guidando i taxi che da ieri riportano gratuitamente a casa la popolazione …
Perché stiamo curando i feriti negli ospedali…
Perché guidiamo le ambulanze che filano come stelle per cercare di salvare quel che resta delle nostre vite…
Perché siamo alla reception degli alberghi che da ieri accolgono gratuitamente chi ne ha bisogno…
Perché guidiamo gli autobus, i tram e i metrò in modo che la vita continui, per quanto ferita…
Perché siamo sempre a caccia dei criminali sotto le nostre divise da poliziotti, gli abiti da investigatore, le toghe da magistrato…
Perché anche noi stiamo piangendo i nostri morti…
Perché neanche noi siamo stati risparmiati…
Perché siamo doppiamente, triplamente straziati…
Perché uno stesso credo ha generato la vittima e il carnefice…
Perché siamo stravolti, smarriti e stiamo cercando di capire…
Perché abbiamo passato la notte sulla porta di casa ad aspettare qualcuno che non tornerà più…
Perché stiamo contando i nostri morti…
Perché siamo in lutto…
Il resto è solo silenzio.
Ismael Saidi
(La Repubblica 24 marzo)