mercoledì 20 aprile 2016

IN BRACCIO A DIO MADRE

"Jahweh, non si esalta il mio cuore, non si levano superbi i miei occhi, non cammino verso cose grandi o per me prodigiose. Io, invece, ho l'anima mia distesa e tranquilla: come un bimbo svezzato in braccio a sua madre, come un bimbo svezzato è in me l'anima mia. Israele, attendi Jahweh, ora e sempre!"

Su questa caldissima preghiera del salmo 131 si sono riversate le espressioni più appassionate. Tutti gli studiosi riconoscono che ci troviamo di fronte ad una autentica "perla preziosa". A. Gelin parla addirittura del più bel salmo dell'intera Bibbia. Gianfranco Ravasi, nel suo prezioso commento ai Salmi, cita gli Autori e gli elogi che essi tessono di questo salmo di fiducia. "Il fascino di questo tenerissimo salmo di fiducia (anzi, di uno degli esemplari più lucidi di canti fiduciali) è legato all'immagine elementare di una madre e del bambino addormentato tra le sue braccia dopo essere stato allattato" (G. Ravasi).