Sui testi evangelici del tradimento di Pietro Luca 22, 31-34 e 54-62
Mi piace la figura di Pietro così umana, così simile a noi, a me. Pietro aveva seguito Gesù, messo a disposizione la sua barca,la sua casa, il suo lavoro e lo aveva seguito per le strade della Palestina.
Pensava di aver dato tanto, ma quella notte comprese che non era ancora niente se la paura lo aveva fatto rinnegare Gesù. Quante volte ho pensato che, un po' di tempo, un po' di denaro, aprire la mia casa mi rendesse tranquilla, metteva a tacere la mia coscienza, mi faceva sentire un po' " discepola"... Non è cosi: " non conosco quell uomo" lo dico ogni volta che non mi oppongo, non reagisco, nascondendomi dietro a giustificazioni banali; non posso fare niente...le cose vanno come devono andare....non è compito mio..... "non conosco quell uomo" lo dico quando volto lo sguardo da un fratello o una sorella nella solitudine, nella necessità, quando mi indigno per le atrocità che vedo in televisione, che leggo sui giornali e poi passo accanto al mio vicino senza salutare o interessarmi se lo vedo triste. Quando commento, critico o giudico senza tener conto che posso ferire.
Quanto bisogno abbiamo dello sguardo amorevole e comprensivo di Dio! Sentirsi perdonati e amati ci aiuta a scuoterci, a farci capire che, come Pietro, possiamo si cadere, ma possiamo ripartire e seguire l'esempio di Gesù.
Per concludere e completare questo pensiero, ho trovato uno scritto, un'esortazione di don Tonino Bello : "Servi inutili a tempo pieno".
Franca Avaro
Servi inutili a tempo pieno.
don Tonino Bello
"Anche tu per evangelizzare il mondo": il Signore ce l'ha anche con te. La sua mano tesa ti ha individuato nella folla.
E' inutile che tu finga di non sentire, o ti nasconda per non farti vedere. Quell'indice ti raggiunge e ti inchioda a responsabilità precise che non puoi scaricare su nessuno.
"Anche tu". Perché il mondo è la vigna del Signore, dove egli ci manda tutti a lavorare.
A qualsiasi ora del giorno.
Non preoccuparti: non ti si chiede nulla di straordinario. Neppure il tuo denaro: forse non ne hai.
E quand'anche ne avessi, e lo donassi tutto, non avresti ancora obbedito all'intimo comando del Signore.
Si chiede da te soltanto che, ovunque tu vada, in qualsiasi angolo tu consumi l'esistenza, possa diffondere attorno a te il buon profumo di Cristo. Che ti lasci scavare l'anima dalle lacrime della gente.
Che ti impegni a vivere la vita come un dono e non come un peso.
Che ti decida, finalmente, a camminare sulle vie del Vangelo, missionario di giustizia e di pace. Esprimi in mezzo alla gente una presenza gioiosa, audace, intelligente e propositiva. Ricordati che l'assiduità liturgica nel tempio non ti riscatterà dalla latitanza missionaria sulla strada. Ma fermati anche 'a fare il pieno' perché in un'eccessiva frenesia pastorale c'è la convinzione che Dio non possa fare a meno di noi ... ".
“… Se vi dicono che afferrate le nuvole, che battete l'aria, che non siete pratici, prendetelo come un complimento. Non fate riduzioni sui sogni. Non praticate sconti sull'utopia. Se dentro vi canta un grande amore per Gesù Cristo e vi date da fare per vivere il Vangelo, la gente si chiederà: " Ma cosa si cela negli occhi così pieni di stupore di costoro?"