lunedì 18 aprile 2016

PREDICAZIONE NELL'EUCARESTIA DI DOMENICA 17 APRILE

DAL VANGELO di LUCA

I discepoli di Emmaus

[13]Ed ecco in quello stesso giorno due di loro erano in cammino per un villaggio distante circa sette miglia da Gerusalemme, di nome Emmaus, [14]e conversavano di tutto quello che era accaduto. [15]Mentre discorrevano e discutevano insieme, Gesù in persona si accostò e camminava con loro. [16]Ma i loro occhi erano incapaci di riconoscerlo. [17]Ed egli disse loro: «Che sono questi discorsi che state facendo fra voi durante il cammino?». Si fermarono, col volto triste; [18]uno di loro, di nome Clèopa, gli disse: «Tu solo sei così forestiero in Gerusalemme da non sapere ciò che vi è accaduto in questi giorni?». [19]Domandò: «Che cosa?». Gli risposero: «Tutto ciò che riguarda Gesù Nazareno, che fu profeta potente in opere e in parole, davanti a Dio e a tutto il popolo; [20]come i sommi sacerdoti e i nostri capi lo hanno consegnato per farlo condannare a morte e poi l'hanno crocifisso. [21]Noi speravamo che fosse lui a liberare Israele; con tutto ciò son passati tre giorni da quando queste cose sono accadute. [22]Ma alcune donne, delle nostre, ci hanno sconvolti; recatesi al mattino al sepolcro [23]e non avendo trovato il suo corpo, son venute a dirci di aver avuto anche una visione di angeli, i quali affermano che egli è vivo. [24]Alcuni dei nostri sono andati al sepolcro e hanno trovato come avevan detto le donne, ma lui non l'hanno visto».
[28]Quando furon vicini al villaggio dove erano diretti, egli fece come se dovesse andare più lontano. [29]Ma essi insistettero: «Resta con noi perché si fa sera e il giorno già volge al declino». Egli entrò per rimanere con loro. [30]Quando fu a tavola con loro, prese il pane, disse la benedizione, lo spezzò e lo diede loro. [31]Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero.
Commento
L’autore del Vangelo detto di Luca scrive quando gli avvenimenti che racconta sono avvenuti parecchi anni prima: le prime comunità cristiane vivevano nell’attesa di un ritorno imminente di Gesù…che non arrivava…Ecco allora che il racconto diventa un incitamento alla speranza.
Gesù è morto,la comunità,come un gregge senza pastore,si disperde e c'è molta delusione nei cuori di tutti i discepoli e di tutte le discepole....Il disorientamento è grande, sembra tutto finito, si torna a casa tristi e delusi.......
Questo è lo stato d'animo dei due discepoli che vanno verso Emmaus : li possiamo immaginare mentre discorrono su tutto ciò che è accaduto nei giorni precedenti e la discussione è molto animata …si aspettavano come tutti la liberazione di Israele, per seguire Gesù avevano lasciato tutto, la casa ,gli averi.......era stato tutto un fallimento .
Gesù però non li ha abbandonai e non abbandona noi, nel momento in cui sulla strada vengono avvicinati da qualcuno che fa il loro stesso percorso.
Comincia ad interrogarli ,parla amichevolmente con loro, li stimola a riflettere a non mollare ,li incoraggia.....
I discepoli non sanno chi è quella persona , non la riconoscono come Gesù perchè sono ripiegati sul loro dolore per il fallimento e per ciò che avevano perso con la morte di Gesù ,lui li invita a liberarsi del passato e li esorta a fare scelte più grandi invece di abbandonare tutto......
Arrivati al villaggio di Emmaus , probabilmente si ritrovano con altri amici e a questo punto l'uomo che Luca dice essere “Gesù in persona” fa un gesto per il quale è riconosciuto dai discepoli : spezza il pane insieme a loro e lo dona loro. Con questa condivisione Gesù invita tutti noi a spezzare il pane con altri e a spezzare le nostre vite per gli altri; solo così lo riconosceremo anche se invisibile alla nostra vista.....,invisibile ma non scomparso dalle nostre vite......... SEMPRE in cammino CON tutti coloro che sono in cammino su qualche strada.
Emmaus diventa metafora della nostra vita:
-Quando i nostri sogni e i nostri progetti naufragano.....
-Quando difficoltà e delusioni ci fanno arrendere....
-Quando ci sentiamo persi …
-Quando intorno a noi c’è solo il vuoto…
Nel momento in cui i discepoli capirono di non essere soli dalle loro labbra scaturirono parole tra le più belle che conosciamo e che diventarono la loro e la nostra preghiera:
RESTA CON NOI rimani con noi perchè si fa sera......
RESTA CON NOI quando la sera scende nel cuore...
RESTA CON NOI e con quanti amiamo
RESTA CON NOI alla fine della vita.......
DIO non abbandona il campo e non permette che lo abbandoniamo noi …....
Con Dio c'è sempre un dopo.........
Voglio ora condividere questa preghiera di un anonimo brasiliano
Ho sognato che camminavo in riva al mare con Gesù
e rivedevo sullo schermo del cielo tutti i giorni della mia vita passata.
E per ogni giorno trascorso apparivano sulla sabbia due orme: le mie e quelle di Gesù
Ma in alcuni tratti ho visto un sola orma.
Proprio nei giorni più difficili della mia vita.
Allora ho detto: “Gesù, io ho scelto di vivere con te
e tu mi avevi promesso che saresti stato sempre con me.
Perché mi hai lasciato solo proprio nei momenti difficili?
E lui mi ha risposto: “Figlio, tu lo sai che ti amo
e non ti ho abbandonato mai:
i giorni nei quali c’è soltanto un’orma nella sabbia
sono proprio quelli in cui ti ho portato in braccio”.
Rosanna Cattanea