mercoledì 6 aprile 2016

TERZA RIFLESSIONE DURANTE LA VEGLIA PASQUALE

La scuola di Emmaus: Luca 24, 13-35
Ho dato questo titolo al brano che racconta l'incontro tra il Gesù "risorto" e due suoi discepoli, perché dai versetti 13-35 di Luca 24 possiamo dedurre quali metodi Dio sceglie per avvicinarsi a noi e mettere in moto la nostra conversione.
Metodi che Gesù ha fatto suoi.
Come primo punto, possiamo osservare che lui incontra gli uomini, ma non nel palazzo e neppure nel tempio. Li incontra lungo la strada che stanno percorrendo, quale essa è, bella o brutta, facile o faticosa. Li accosta con discrezione, rivolge loro una domanda e di qui inizia il dialogo, proprio come era successo con la samaritana, alla quale Gesù aveva sì ricordato la sua vita inquieta, ma senza pronunciare invettive o condanne e offrendole infine l'acqua viva.
Anche a Cleopa e al suo amico Gesù rimprovera di non conoscere le Scritture e di non aver creduto ai profeti, ma non li giudica e non si separa da loro. Anzi, si ferma a cena per continuare il dialogo, per aprire i loro occhi e toccare il loro cuore.
Questo dimostra che è la relazione franca e discreta che aiuta e salva.
Gesù, camminando accanto a loro, si mette in ascolto per conoscere le loro delusioni e il loro scoramento, ma non li investe con parole e dottrine. Non elenca regole, dogmi, leggi, ma compie gesti d'amore.
Mi soffermo ora un attimo sulla figura dei due discepoli, dai quali abbiamo molto da imparare.
Essi sono scoraggiati e dubbiosi, però non sono fermi e camminano. Poi discorrono tra loro, anzi discutono animatamente su ciò che è successo; non eludono il problema. Anzi, nel merito, rivolgono all'interlocutore domande chiare e, di rimando, ascoltano la sua spiegazione delle Scritture e accolgono il suo invito ad ascoltare i profeti.
A questo punto potrebbero dichiararsi soddisfatti, come accade a noi quando siamo contenti di essere cristiani per sicurezza e senso di appartenenza, più che per amore.
Invece trattengono Gesù "perché si fa sera", vogliono continuare l'incontro, approfondire l'amicizia, il dialogo.
Insomma questa pagina ci stimola ad imitare i due discepoli pellegrini, che sono sì dubbiosi e delusi, come spesso lo siamo noi, ma anche capaci di camminare, di farsi e fare domande, di accogliere risposte, di ospitare uno sconosciuto, un compagno di strada che spezza con loro il pane ed insegna loro a condividerlo.
Questi versetti di Luca ci presentano quindi Gesù come un uomo della strada, un viandante che diventa compagno di viaggio del suo prossimo, che condivide le sue angosce.
Il suo esempio ci esorta a non rimanere chiusi nella sicurezza delle nostre case ma ad uscire nelle strade, non solo per incontrare gli altri, ma per farci compagni di viaggio soprattutto di quelli che fanno più fatica a camminare.
Ada Dovio, sabato 26 marzo Veglia pasquale.