sabato 2 aprile 2016

UNA RISPOSTA

Cara R.,
se tu leggi un po' il mio blog, trovi che spesso ho trattato questo argomento. Vedi...la fede alla quale Gesù ci invita non è una camminata tutta in discesa. Tutt'altro. Ma Gesù ci invita alla responsabilità, al rispetto del creato, alla gratitudine per i doni di Dio, alla condivisione.
Ci presenta un Dio che è padre e madre, amoroso ed accogliente.
Il catechismo oppressivo è nato soprattutto dal fatto che ad un certo punto la chiesa si è organizzata come potere. Una gerarchia, tutta maschile, ha fatto credere che certe regole venissero da Gesù o addirittura da Dio. In un certo modo, ci si è lentamente distaccati da quel messaggio originario di Gesù, molto impegnativo, ma anche molto gioioso, libero dai tabù e amante della vera libertà.
Non conosco le persone di cui mi scrivi, ma spero proprio che vivano la loro fede in modo autentico, non come certi catechisti che ripetono solo il catechismo della loro infanzia . Mi auguro che, vivendo nella fiducia in Dio e nell'amore solidale verso tutte le persone, trasmettano una testimonianza di fede nella loro comunità.
Ovviamente, oggi esercitare il ministero di catechista esige molta preparazione e molta capacità di rinnovamento. Così si trasmette anche la gioia del Vangelo e si superano tanti tabù ancora presenti in molte comunità.
Questa gioia, questa responsabilità e questa libertà auguro anche a te, cara R.
don Franco