venerdì 1 aprile 2016

Votare Sì per fermare le petrolobby

Confesso che l'iniziativa referendaria No-Triv non mi ha entusiasmato, anzi. Da subito ho manifestato perplessità sul contenuto e sulla formulazione di alcuni quesiti ed ho avvisato che la strada referendaria avrebbe potuto rivelarsi un'arma a doppio taglio.
Tuttavia il 17 aprile responsabilmente mi recherò alle urne per esprimere il mio Sì. Lo farò per scongiurare il pericolo che la sconfitta del fronte referendario possa essere utilizzata dalle petrolobby come una ratifica della folle, miope e scellerata politica fossile dettata al governo da Assomineraria. Non dico che voterò turandomi il naso, ma di certo voterò sì nutrendo l'amara consapevolezza che questa stagione referendaria, lungi dal rivelarsi un successo, ha consegnato una bella casacca antitrivelle nelle mani di personaggi che hanno assecondato tutte le scelte a favore delle multinazionale dell'oro nero, a cominciare dai Consigli regionali che ora si sono fatti promotori del referendum. Voterò Sì, ma con la convinzione che il referendum non basterà a fermare coloro che vogliono trasformare alcune regioni dello Stivale, ad iniziare dalla "mia" Basilicata, in hub petroliferi. Voterò Sì.
Maurizio Bolognetti

(Adista 19 marzo)