"I FONDAMENTI ANTROPOLOGICI DELL'OPPOSIZIONE
ALLA GUERRA E A TUTTE LE UCCISIONI". UN INCONTRO DI RIFLESSIONE
A VITERBO
Si è
svolto la sera di martedì 9 agosto 2016 a Viterbo
presso il "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani"
un colloquio sul tema: "I fondamenti antropologici,
morali, giuridici e politici dell'opposizione alla guerra e
a tutte le uccisioni".
Il
responsabile della struttura nonviolenta viterbese ha riassunto
alcuni basilari ragionamenti su cui concordano pressoché tutti i
classici della filosofia, delle religioni e delle scienze umane.
Che
ogni essere umano essendo esposto al dolore e alla morte ha bisogno
dell'altrui aiuto.
Che
la regola aurea delle relazioni interpersonali è che tu
devi agire nei confronti delle altre persone così come
vorresti che le altre persone agissero verso di te.
Che
vi è una sola umanità, costitutivamente plurale poiché esiste solo
in quanto insieme di persone ciascuna diversa da tutte le altre e
tutte eguali in diritti.
Che
il primo diritto umano è il diritto a non essere uccisi, e quindi il
primo dovere di ogni essere umano e di ogni umano istituto affinché
quel diritto si inveri è il dovere di non uccidere; e poiché si
uccide talora anche soltanto omettendo di soccorrere chi ha bisogno
di aiuto, occorre non solo astenersi dall'uccidere ma anche agire
per salvare le vite.
Vi
è una sola umana famiglia, in un unico mondo vivente casa comune
dell'umanità: ogni uccisione è dunque fratricida ed ogni
omissione di soccorso è complicità col male; ogni devastazione
della biosfera equivale ad appiccare il fuoco alla casa comune; ogni
rifiuto di accogliere chi ha bisogno di aiuto equivale a
perseguitarlo.
In
questo consiste la civiltà: nel mutuo aiuto, nella condivisione dei
beni, nel soccorrere, accogliere, assistere ogni persona che si trovi
nella paura, nel dolore, nel bisogno.
Se
solo cadessero le scaglie dinanzi ai nostri occhi noi vedremmo che
veramente oggi nel mondo è in corso la "terza guerra mondiale a
pezzi" di cui giustamente parla Jorge Mario Bergoglio; noi
vedremmo che veramente dobbiamo accogliere e salvare chiunque è
stato costretto dalla fame e dalle guerre ad abbandonare la propria
casa, la propria famiglia, il proprio paese; noi vedremmo che solo il
disarmo farà cessare le stragi; noi vedremmo che o l'umanità
abolirà la guerra o la guerra annienterà l'umanità.
Questo
dobbiamo fare adesso innanzitutto: opporci con la forza della verità,
con la scelta della nonviolenza, alla guerra e a tutte le
uccisioni; opporci con la forza della verità, con la scelta della
nonviolenza, al razzismo e a tutte le persecuzioni; opporci con la
forza della verità, con la scelta della nonviolenza, al maschilismo
e a tutte le oppressioni.
Ogni
vittima ha il volto di Abele.
Pace,
disarmo, smilitarizzazione.
Soccorrere,
accogliere, assistere ogni persona che ha bisogno di aiuto.
Il
fondamento di una società giusta, di una società pienamente umana,
è il riconoscimento, il rispetto e la difesa dei diritti umani delle
donne.
Solo
la nonviolenza può salvare l'umanità.
Il "Centro di ricerca per la pace e i
diritti umani" di Viterbo
Viterbo, 10
agosto 2016
Mittente:
"Centro di ricerca per la pace e i diritti umani" di
Viterbo, strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, tel. 0761353532,
e-mail: nbawac@tin.it,
centropacevt@gmail.com,
centropaceviterbo@outlook.it