mercoledì 10 agosto 2016

IL CENTRO DI RICERCA PER LA PACE E I DIRITTI UMANI

"I FONDAMENTI ANTROPOLOGICI DELL'OPPOSIZIONE ALLA GUERRA E A TUTTE LE UCCISIONI". UN INCONTRO DI RIFLESSIONE A VITERBO

Si è svolto la sera di martedì 9 agosto 2016 a Viterbo presso il "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani" un colloquio sul tema: "I fondamenti antropologici, morali, giuridici e politici dell'opposizione alla guerra e a tutte le uccisioni".
Il responsabile della struttura nonviolenta viterbese ha riassunto alcuni basilari ragionamenti su cui concordano pressoché tutti i classici della filosofia, delle religioni e delle scienze umane.
Che ogni essere umano essendo esposto al dolore e alla morte ha bisogno dell'altrui aiuto.
Che la regola aurea delle relazioni interpersonali è che tu devi agire nei confronti delle altre persone così come vorresti che le altre persone agissero verso di te.
Che vi è una sola umanità, costitutivamente plurale poiché esiste solo in quanto insieme di persone ciascuna diversa da tutte le altre e tutte eguali in diritti.
Che il primo diritto umano è il diritto a non essere uccisi, e quindi il primo dovere di ogni essere umano e di ogni umano istituto affinché quel diritto si inveri è il dovere di non uccidere; e poiché si uccide talora anche soltanto omettendo di soccorrere chi ha bisogno di aiuto, occorre non solo astenersi dall'uccidere ma anche agire per salvare le vite.
Vi è una sola umana famiglia, in un unico mondo vivente casa comune dell'umanità: ogni uccisione è dunque fratricida ed ogni omissione di soccorso è complicità col male; ogni devastazione della biosfera equivale ad appiccare il fuoco alla casa comune; ogni rifiuto di accogliere chi ha bisogno di aiuto equivale a perseguitarlo.
In questo consiste la civiltà: nel mutuo aiuto, nella condivisione dei beni, nel soccorrere, accogliere, assistere ogni persona che si trovi nella paura, nel dolore, nel bisogno.
Se solo cadessero le scaglie dinanzi ai nostri occhi noi vedremmo che veramente oggi nel mondo è in corso la "terza guerra mondiale a pezzi" di cui giustamente parla Jorge Mario Bergoglio; noi vedremmo che veramente dobbiamo accogliere e salvare chiunque è stato costretto dalla fame e dalle guerre ad abbandonare la propria casa, la propria famiglia, il proprio paese; noi vedremmo che solo il disarmo farà cessare le stragi; noi vedremmo che o l'umanità abolirà la guerra o la guerra annienterà l'umanità.
Questo dobbiamo fare adesso innanzitutto: opporci con la forza della verità, con la scelta della nonviolenza, alla guerra e a tutte le uccisioni; opporci con la forza della verità, con la scelta della nonviolenza, al razzismo e a tutte le persecuzioni; opporci con la forza della verità, con la scelta della nonviolenza, al maschilismo e a tutte le oppressioni.
Ogni vittima ha il volto di Abele.
Pace, disarmo, smilitarizzazione.
Soccorrere, accogliere, assistere ogni persona che ha bisogno di aiuto.
Il fondamento di una società giusta, di una società pienamente umana, è il riconoscimento, il rispetto e la difesa dei diritti umani delle donne.
Solo la nonviolenza può salvare l'umanità.
 Il "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani" di Viterbo

Viterbo, 10 agosto 2016

Mittente: "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani" di Viterbo, strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac@tin.it, centropacevt@gmail.com, centropaceviterbo@outlook.it