giovedì 11 agosto 2016

INTESE
Il Parlamento approva l'Intesa con l'Istituto buddista italiano Soka Gakkai.


Dopo l'approvazione del Senato, il I4 giugno scorso è arrivata anche quella della Camera dei deputati: il disegno di legge dal titolo "Regolazione dei rapporti tra lo Stato e l'Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai" ha avuto il via libera definitivo del Parlamento. Un'approvazione senza ostacoli, con il favore di tutte le forze politiche, avvenuta a meno di un anno dalla firma dell'Intesa tra il presidente dell'Istituto Tamotsu Nakajima ed il presidente del Consiglio Matteo Renzi, il 27 giugno 2015. Sale quindi a dodici il numero di Intese in vigore tra Stato italiano e confessioni religiose, in base all'articolo 8 della Costituzione. Le precedenti, in ordine di approvazione, sono con la Chiesa valdese (Unione delle chiese metodiste e valdesi), le Assemblee di Dio in Italia, l'Unione delle Chiese Cristiane avventiste del 7° giorno, l'Unione delle Comunità ebraiche in Italia, l'Unione cristiana evangelica battista d'Italia, la Chiesa evangelica luterana in Italia, la Sacra arcidiocesi ortodossa d'Italia ed esarcato per l'Europa Meridionale, la Chiesa di Gesù Cristo dei santi degli ultimi giorni, la Chiesa apostolica in Italia, l'Unione buddhista italiana e l'Unione induista italiana.
L'Intesa appena ratificata dal Parlamento regolerà la vita religiosa di oltre 80mila italiani che seguono la scuola buddista giapponese. Come spiegano dalla Soka Gakkai, «il messaggio religioso diventa, per ogni praticante buddista italiano, un impegno civico basato sul rispetto per la Suprema Dignità della Vita e sul principio di interconnessione di ogni forma di vita. L'insegnamento del maestro Daisaku Ikeda si rivolge ad ogni individuo affinché riconosca i propri diritti, le proprie libertà e non si tiri indietro di fronte alle responsabilità. L'intento è quello di sviluppare una coscienza dell'essere cittadini attivi partendo dalla comunità di vita di ogni praticante».
Resta invece in alto mare l'Intesa con i Testimoni di Geova, stipulata nel 2007 ma non ancora approvata dal Parlamento a causa di una diffusa ostilità da parte del mondo cattolico e della politica. La stessa ostilità che si registra nei confronti dell'islam, che in più manca di un unico ente che rappresenti tutti i musulmani italiani. Anche per questo motivo, con l'islam l'Intesa non è stata mai neanche firmata.

(Confronti, agosto 2016)