venerdì 19 agosto 2016

LA LEZIONE DI BERNIE SANDERS ALLA SINISTRA ITALIANA

«Trump è una sorta di Mussolini americano. Si sente un uomo solo al comando ». Bernie Sanders incontra la piccola delegazione di politici italiani che sono arrivati a Philadelphia per la Convention democratica.
E utilizza un termine di paragone immediatamente comprensibile dai suoi ospiti per descrivere l'avversario repubblicano.
La lezione americana comincia così. Perché quasi tutti gli osservatori nostrani sembrano prendere appunti per capire dove vanno i democratici Usa che solitamente guidano e anticipano le scelte di buona parte del fronte progressista mondiale.
E la differenza che nei primi due giorni di Convention quasi tutti colgono è la passione con cui la base segue i lavori per la nomination. I militanti e i volontari sono animati da uno spirito di servizio e da una partecipazione che difficilmente ormai si coglie nei partiti italiani.
Nella città della Pennsylvania sono arrivati dall'Italia tre rappresentanti del Pd: la ministra Maria Elena Boschi, Gianni Pittella e Francesco Bonifazi. Poi sono atterrati la presidente della camera, Laura Boldrini, Francesco Rutelli e addirittura una esponente di Forza Italia, Lara Comi.
Tutti pronti per la lezione americana di Clinton e Sanders, capaci di riunificarsi per non spaccare il partito. «Bernie — racconta ad esempio Pittella — ci ha detto che sta facendo di tutto per convincere i suoi supporter.
Ma anche Hillary ha accettato di ridefinire il suo programma con le idee del suo sfidante. Da noi non capita più».
E forse non è un caso che alla Convention repubblicana non ci fosse un solo osservatore italiano. «Trump — ripete Sanders — è il Mussolini americano».
(Repubblica 28 luglio