Comunità cristiana di base di via Città di Gap, Pinerolo
NOTIZIARIO DELLA CASA DELL'ASCOLTO E DELLA PREGHIERA
N°30 dicembre '16
In evidenza:
APPUNTAMENTI DI COMUNITA'
- 4/12: eucarestia
- 5-6 e 12-13/12: gruppi biblici
- 19/12 celebrazione della riconciliazione
- 19/12: assemblea di programmazione
- 24/12: eucarestia di natale
- 27/12: incontro di studio
- 31/12: incontro di preghiera e silenzio
NOTIZIE DA GRUPPI E COLLEGAMENTI
- 10/12: incontro Scala di Giacobbe
- 16/12: Cremaschi su "guerre e lavoro"
RECENSIONI
- M.-A. Ouknin, Le dieci parole
- P. Curtaz, Le parabole che aiutano …
- E. Amore, Una piccola rosa
DALLA NOSTRA COMUNITA'
- Questa comunità
APPUNTAMENTI DI COMUNITA' (via Città di Gap 13 -II piano)
DOMENICA 4 DICEMBRE dalle ore 10 alle ore 11 - Eucarestia: sul significato dell'avvento. Prepara Franco Barbero.
LUNEDI' 5 e 12 DICEMBRE dalle ore 15,30 alle ore 17 e MARTEDI' 6 e 13 DICEMBRE dalle ore 21 alle 22,30 - Gruppi biblici: continuiamo la lettura del vangelo di Marco con i cc. 7 e 8.
LUNEDI' 19 DICEMBRE dalle ore 21 - Celebrazione della riconciliazione
(NB: lunedì 19 e martedì 20 non si terranno gli usuali gruppi biblici settimanali)
LUNEDI' 19 DICEMBRE dalle ore 22 - Assemblea mensile di programmazione
SABATO 24 DICEMBRE dalle ore 21 - Eucarestia di natale
MARTEDI' 27 DICEMBRE dalle ore 21 - Incontro di studio a gruppi biblici uniti: Franco Barbero introdurrà una serata di approfondimento sulla relazione che intercorre tra codice archeologico e metodo storico-critico nella lettura dei due testamenti.
SABATO 31 DICEMBRE dalle ore 17,30 - Incontro di preghiera e silenzio
ALCUNI APPUNTAMENTI con Franco Barbero
VENERDI' 2 e GIOVEDI' 15 DICEMBRE dalle ore 17,45 alle ore 19,15 – Corso biblico a Torino: presso la sede di via Principe Tommaso 4, proseguiamo la lettura del Deuteronomio.
SABATO 3 DICEMBRE dalle ore 17,30 – Gruppo adulti di Rivalta: l'incontro si svolge a Pinerolo, presso la sede della comunità cristiana di base di via Città di Gap, 13 (vedi articolo sotto).
VENERDI' 16 DICEMBRE a Rivalta: celebrazione del Natale.
DOMENICA 18 DICEMBRE dalle ore 10 alle 15:30 - Incontro mensile della Comunità nascente di Torino in via Principe Tommaso 4. La giornata comunitaria prevede il seguente programma: accoglienza, eucarestia dalle ore 10:30, pranzo autogestito, ricerca pomeridiana a partire dalle ore 14. Sarà l'occasione per festeggiare insieme il Natale come festa della famiglia e del solstizio d'inverno, ovvero della "rinascita del sole". Per informazioni: Anna Serafini 338-3311616.
NOTIZIE DA GRUPPI E COLLEGAMENTI
La Scala di Giacobbe (Gruppo composto da persone gay, lesbiche, bisex, transgender, credenti e non credenti di Pinerolo)
Sabato 10 dicembre alle ore 17 presso i locali della Chiesa Valdese in via dei Mille 1 a Pinerolo, insieme a don Franco Barbero e al professor Sergio Rostagno discuteremo sul tema "Riformare la Chiesa per un nuovo cristianesimo".
Alle ore 20 cena.
"Sembra incredibile, ma è difficile trovare cristiani/e, teologi, pastori e animatori che avvertano l'urgenza improrogabile di una svolta nella vita della chiesa cattolica e delle chiese cristiane in genere. Per molti questa operazione di profonda conversione strutturale e teologica sembra impossibile e diventa fatica sprecata. E' inutile dire che con la tentazione di mollare e di rientrare nei ranghi della ortodossia, di acquietarsi e allinearsi (cioè rassegnarsi) bisogna fare i conti. Ma la promessa di Gesù è che, se abbiamo fede, le montagne si possono spostare perché Dio ci mette del suo. Io ci credo e non mi rassegno." (Franco Barbero)
Franco Barbero si occupa da oltre quarant'anni di ricerca biblica e teologica. E' animatore della comunità cristiana di base di via Città di Gap a Pinerolo. Tra i suoi ultimi libri ricordiamo Il dono dello smarrimento (Gabrielli) e Benedizione delle coppie omosessuali (L'Harmattan Italia).
Sergio Rostagno è professore emerito di Teologia sistematica della Facoltà valdese di Teologia di Roma. Dal 1993 al 2003 ha diretto la rivista "Protestantesimo". Tra le sue molte pubblicazioni, ricordiamo Doctor Martinus. Studi sulla riforma (Claudiana) e Libertà e impegno. Radici religiose e politica europea (Aracne).
Per prenotarsi scrivere all'indirizzo: lascaladigiacobbe@gmail.com
(Pagina facebook: https://www.facebook.com/lasca
Gruppo "Primavera" di Rivalta Come gruppo adulti abbiamo deciso di avviare una lettura biblica, con una preghiera a seguire e cena comune, ritrovandosi nelle case il sabato pomeriggio. Saranno mantenuti ovviamente anche gli incontri mensili introdotti da don Franco Barbero.
In merito alla scelta dei testi biblici abbiamo deciso di concentrarci sul primo testamento, cominciando dalla chiamata notturna di Samuele al re Salomone, passando per la figura del re Davide.
Sabato 3 dicembre alle ore 17:30 si svolgerà l'usuale incontro mensile introdotto da Franco Barbero presso la sede della comunità di base in via Città di Gap, 13 a Pinerolo. A seguire, potremmo mangiare insieme allo "Stranamore" di Pinerolo.
Venerdì 16 dicembre si terrà la celebrazione del natale a Rivalta in sede da definire.
Gruppo pinerolese "Uscire dalla guerra": incontro a Pinerolo con Giorgio Cremaschi su "guerre e lavoro"
Il nostro gruppo si appresta a compiere il suo primo anno di presenza nel pinerolese. Venerdì 11 dicembre 2015 si tenne il primo incontro pubblico con Angela Dogliotti Marasso del Centro Studi "Sereno Regis" di Torino. Da allora abbiamo proposto momenti di riflessione sulle guerre che sempre più ci coinvolgono e su una situazione sociale che sempre più diventa precaria, soprattutto a causa del lavoro che sparisce, in particolare nel nostro territorio.
Abbiamo anche provato a coinvolgere le persone in iniziative più esterne come la fiaccolata e la marcia per la pace Perugia Assisi, ma non vi è stata la risposta che ci si aspettava.
L'ultima iniziativa proposta al Teatro del Lavoro, con il racconto storico di Claudio Canal e del suo gruppo sulle lotte del 1917 a Torino, ha avuto una buona partecipazione ma, se un bilancio dobbiamo fare, dobbiamo dire con franchezza che non siamo riusciti a coinvolgere molte persone diverse da quelle che normalmente partecipano a queste iniziative.
Questo non ci deve scoraggiare ma anzi, in questi momenti complicati, deve consolidare in noi la voglia e la determinazione di continuare.
In questi giorni abbiamo inviato una lettera al Sindaco di Pinerolo per chiedergli un incontro per ragionare su come si possa avviare in concreto una politica di pace a Pinerolo e nel territorio, perché anche quella nazionale ed europea può solo nascere dal basso.
Per concludere le iniziative del 2016 vi proponiamo un incontro pubblico con Giorgio Cremaschi (ex Segretario Generale della FIOM e negli anni 90 Segretario della Fiom del Piemonte) sia sui temi della guerra che su quelli del lavoro, che sono tra loro molto legati e presenti sul nostro territorio (vedi PMT ex Beloit e Tekfor ex SKF di Villar Perosa). Si terrà venerdì 16 dicembre alle 21, presso il Salone del Laboratorio di Comunità della Parrocchia di S. Lazzaro, sul tema "guerre e lavoro". Siete tutte e tutti invitate/i.
Per ulteriori informazioni:
email: usciredallaguerra@gmail.com
sito web: usciredallaguerrapinerolo.blog
Collegamento regionale CdB
Martedì 15 novembre al collegamento regionale abbiamo cercato di fare il punto della situazione, cercando di valutare come vogliamo andare avanti.
Nel corso della riunione è stato deciso di partecipare come cdb del Piemonte al ciclo di incontri del 2016 che si svolgeranno presso la cascina Penseglio, ad Albugnano.
Il relatore del primo incontro del 29 gennaio sarà Marco Deriu, per riprendere il discorso iniziato con lui all'ultimo incontro regionale di qualche mese fa.
Temi e relatrici - relatori del secondo incontro, di taglio biblico, e del terzo incontro, sul livello personale, sono ancora da definire nel dettaglio. Appena avremo notizie certe vi informeremo.
E' stato inoltre proposto di far slittare il previsto incontro regionale con Adriana Valerio per la presentazione del libro di poesie di Rita Clemente ad una data da definire tra la fine di settembre e metà ottobre.
Sembra invece non esserci spazio per l'incontro, inizialmente previsto per l'autunno, "C'è bisogno di una nuova riforma?", in occasione dei 500 anni dall'affissione sulla porta della chiesa di Wittenberg delle 95 tesi di Lutero. L'idea era di invitare come relatori Lidia Maggi e Angelo Reginato. Peccato! Chissà che si riesca comunque a fare entro il 2017.
RECENSIONI (a cura di Franco Barbero)
Marc-Alain Ouknin, Le dieci parole
Il nostro Autore, giovane rabbino e docente universitario, conosce bene i metodi che gli studiosi consigliano per la lettura biblica.
Ma per la lettura delle Dieci Parole, usa un metodo ermeneutico fatto di una "lettura come esplosione".
Egli si propone di aiutare il lettore ad entrare in quel metodo di lettura infinita, sempre aperta, che in qualche modo mette in secondo piano il metodo storico critico denunciandone alcuni limiti, qualora si fermi al senso storicamente datato delle Dieci Parole.
Per il nostro Autore non c'è passo della Torah che non contenga questa apertura verso un "oltre", un aldilà da sé, un oltrepassamento della propria generazione.
Leggere i Comandamenti è impossibile se l'interpretazione non ruota attorno ai concetti di liberazione e libertà.
Le Dieci Parole non hanno nulla di statico , ma veicolano il dinamismo della vita, la gioia di vivere, la pienezza del sentirsi umanità.
Questa lettura "calda" guarda costantemente oltre il testo perché Dio è sempre oltre le parole con cui parliamo della sua presenza e del suo amore.
Paolo Curtaz, Le parabole che aiutano a vivere
Segnalo un libro che, assolutamente tradizionale nelle sue affermazioni cristologiche, riesce a trasmettere al lettore e alla lettrice il fascino di "raccontare Dio".
Questo è certamente il pregio di pagine documentate, calde ed appassionate. L'Autore comunica, con un linguaggio che parla al cuore, la sua profonda esperienza di dialogo con Dio, di ricerca, di innamorato della vita. Chi legge queste pagine avverte come i passi di un Dio vicino, amico della felicità, compagno di viaggio dei più deboli, sempre accogliente. Una lettura "lenta" di queste pagine apre un varco verso un cristianesimo felice e responsabilizzante.
Nella chiesa cattolica come nelle chiese della Riforma, questo scritto può trovare piena accoglienza e nutrire una spiritualità aperta e conviviale.
Ovviamente, l'Autore si attiene alla ortodossia nicena e calcedonese e sembra non tenere in considerazione tutta la ricerca cristologica ebraica e cristiana degli ultimi tre secoli. Sostenere che "Gesù è totalmente uomo. E totalmente Dio"(pag.53) e ancora "Totalmente Dio, totalmente di Dio" (pag.165) e alludere alla passione e morte di Gesù come "lo spettacolo di un Dio che muore per amore" (pag.169), "colloca immediatamente dalla parte giusta", per dirla con A. Gounelle, cioè apre tutte le porte dell'istituzione ecclesiastica.
Questa perentorietà più volte ribadita, mi sembra una nota stonata perché oggi è difficile ignorare anche solo Dupuis, Kung, Schilleeckx, Salas, Elisabeth Schussler Fiorenza, Ortensio da Spinetoli, Barbaglio, Pesce, Spong, Lenaers, Vigil, Vito Mancuso e mille altri e altre...
Ancora una volta il dogma fa le sue pesanti comparse e le sue profonde infiltrazioni anche in opere, come questa, di altissima passione umana ed evangelica.
Sembra quasi un prezzo da pagare per avere una sicura accoglienza negli ambiti che contano a livello istituzionale, ma la sfida cristologica e trinitaria oggi non più è evitabile.
Conosco l'Autrice da ben più di 40 anni quando a Torino stavamo muovendo i primi passi nella costruzione di una comunità cristiana di base nel quartiere di Mirafiori Nord.
Erano per lei anni di tormento e di ricerca, anni che prepararono un lungo itinerario verso la libertà.
Eva ha scritto in questi ultimi 25 anni non meno di 500 poesie. In questo libro, di splendida edizione, l'Autrice ha raccolto il meglio della sua produzione ed annuncia nuove pubblicazioni.
Eva è una sorella che ama appassionatamente la vita, un cuor solo ed un'anima sola con la natura. Innamorata di Aldo, Eva dice nella prefazione del libro di volere bene a tutti e a tutte.
Alcune tra le pagine più belle sono traboccanti di fede che Eva vive in modo sinergico con tutte le realtà del creato.
Nel suo muoversi tra montagne, strade, animali e persone Eva percepisce sempre la presenza di Dio che per lei è Dea e Madre.
Spero che abbiate la gioia di leggere queste poesie.
Le potete richiedere a: Eva Amore Vassarotto, Via F. Parri 7 - 10066 Torre Pellice.
Oppure telefonando all'editore 02/98233100.
SPUNTI PER MEDITARE E RIFLETTERE
Dio ha fiducia nell'umanità
"La creazione è stata un atto di fede da parte di Dio. Questa è l'intuizione teologica più profonda che io abbia mai incontrato. Persino la creazione divina, allorché ha a che fare con creature dotate della capacità di agire liberamente, implica un rischio, e quindi fede. Più che noi avere fede in Lui, è Lui che ha fede in noi. [..] Certo, la fede che Dio ripone nell'umanità è stata spesso tradita; e tuttavia Dio persevera e sebbene gli esseri umani si infliggano molte sofferenze gli uni con gli altri, Dio non rinuncia alle sue creature e non perde la fiducia e la speranza in un nostro cambiamento. Per quanto siamo perduti e confusi, Dio non cessa di credere che un giorno troveremo la strada di un ritorno, di una teshuvà. E a tal fine che ci ha dato una mappa, una guida, un sentiero per tornare".
(da P. De Benedetti e M. Giuliani. "Fidarsi. L'amen della fedeltà", Morcelliana ed.)
Ho paura di uscire dal carcere
Ho passato più tempo in carcere che in libertà. Sono detenuto da quando ero giovanissimo. Ho 47 anni ed attualmente sono ristretto al carcere di Enna. Purtroppo, e mentre lo scrivo sorrido, tra poco sarò scarcerato. Un momento che sogno da anni, ma ogni giorno che passa si trasforma in incubo. Fuori di qui, infatti, sono solo e non so dove andare.
Il carcere di Enna, tra i tanti che ho girato, mi ha ridato speranza e fiducia nella vita. Da qualche mese lavoro, con quello che qua dentro chiamano art. 21, pulendo le stanze dell'amministrazione e della direzione. Dopo anni di diffidenza la fiducia che mi è stata data, sia dalla direttrice del carcere che dal capo dell'area educativa, mi hanno ridato forza. La mia vita non è stata facile. Sono stato abbandonato da piccolo e ho trascorso l'infanzia in istituto. Ho lavorato, per un periodo ho avuto anche una piccola ditta e vivevo con una ragazza di Bergamo con la quale sognavo un futuro migliore. Purtroppo quando sbagli una volta è difficile ricominciare. Per noi è tutto più complicato e spesso la strada più facile è quella di tornare a rubare. Da 19 mesi sono ad Enna. Qui ho trovato degli operatori che mi ascoltano, che mi hanno guardato per la prima volta, come un essere umano. Ho avuto l'opportunità di frequentare la scuola e un corso professionale di computer, dove ho imparato tanto. Dentro al carcere sono al caldo, ho un pasto, un letto, posso lavarmi. Ma appena fuori? Quando questi cancelli si apriranno mi troverò davanti a un baratro. Non ho un lavoro, una famiglia, non ho né soldi né una casa, niente. Il mio debito con la giustizia l'ho pagato e voglio cambiare vita. Tuttavia vivo nel terrore perché so già che nessuno mi aiuterà in carcere ci tornerò presto. Si parla di carceri sovraffollati, di disumanità, di disservizi. Io a Enna ho ricominciato a sorridere e vorrei poterlo fare pure fuori, in quella società che oltre che civile dovrebbe essere responsabile, dando realmente corso a quel reinserimento di cui tanto si parla.
Attraverso le pagine di questo giornale vorrei chiedere aiuto, perché la mia vita non voglio sprecarla dentro la cella di un carcere.
Claudio Pomes (carcere di Enna)
L'area del "però"
I più accaniti oppositori delle piccole riforme di papa Francesco non sono i quattro cardinali reazionari e ignoranti che lo hanno definito come quasi eretico. Questi sono ossessionati dalla retta dottrina, ortodossi-patici, malati da curare e da mettere a riposo.
I veri nemici di papa Francesco sono quelli dell'area del "però". Quelli che in questi tre anni hanno opposto al papa un muro di gomma che ha creato attorno a lui una solitudine istituzionale, come bene esprime oggi su Repubblica Alberto Melloni.
Sono ben più di duemila i vescovi che continuano a fare tutto come dieci o venti anni fa. Pensano che dopo un papa ne viene un altro. E' questa palude episcopale che nemmeno le recenti nomine hanno smosso.
Vescovi comodi, estranei alla ricerca teologica, certi di avere un bel posto sicuro in questa istituzione.
Funzionano come i custodi di un museo e per loro Dio è una sacra mummia dentro una cassa dogmatica.
A mantenere la palude ci sono poi i teologi di tutte le stagioni, alla Enzo Bianchi, sempre allineati e untuosi verso il regnante di turno, specialisti della multiforme ginnastica ecclesiastica.
E' anche per questo motivo che la presenza di Ratzinger in vaticano continua ad essere ambigua e scandalosa, riferimento certo di questa area del "però".
E' vergognoso che un ministro, finito il suo mandato, conservi casa pontificia, vestiti e comparse che lo configurano ancora come "regnante" di secondo grado.
Lo spirito evangelico suggerirebbe uno stile diverso: potrebbe tornarsene a casa per fare il viceparroco.
Ma la nota più dolente sta nel fatto che mancano vescovi decisi a giocarsi la carriera, a traslocare dal palazzo al condominio, a mettersi in ascolto delle teologie femministe, a confrontarsi con le ricerche storiche e critiche, a riprendere in mano gli studi sul Gesù storico e sulla semantica della predicazione, della catechesi e della liturgia.
Mancano i vescovi, i pastori, i teologi che si accontentano di arrivare alla fine del mese, come tanti nostri cittadini e cittadine provando anche qualche ristrettezza.
Per fortuna, anzi per dono di Dio, sono molte le donne e gli uomini, parecchi anche i preti semplici, che agiscono e studiano quotidianamente con passione e intelligenza cercando vie nuove per la testimonianza del Vangelo.
Franco Barbero
Violenza travestita da misericordia
Con una enfasi ridicola si è annunciato una non-novità: i preti avranno il potere di assolvere il "peccato d'aborto".
Parlare dell'aborto in termini di peccato è un linguaggio offensivo e violento contro le donne che hanno deciso, vissuto e sofferto questa esperienza.
Solo una struttura ed un linguaggio prigionieri del maschilismo più becero possono parlare in questa maniera che ignora e disprezza il vissuto di milioni di donne.
Solo un potere violento può catalogare come peccatrici donne le cui decisioni meritano silenzio, rispetto, vicinanza. Ergersi a giudici è una imperdonabile arroganza.
Questo vocabolario stantio e viscido della misericordia è addirittura repellente, quanto mai lontano dal messaggio evangelico di Gesù di Nazareth.
Franco Barbero
Hasta la victoria siempre
Con Fidel Castro è morto l'uomo che ha lottato tutta la vita per la giustizia sociale nel suo paese, pur fra incomprensioni e autoritarismo, ma senza velleitarismi personalistici.
Basterebbe prendere in esame alcuni aspetti dell'azione politica e sociale del Leader Maximo per fare un bilancio tra "bene" e "male" per affidare alla Storia il personaggio controverso ma che ha dato al suo paese una delle migliori assistenze sanitarie del mondo, permettendo ai peones di godere di una assistenza sanitaria che molte nazioni cosiddette "civili", con USA in testa, non hanno.
I leaders di tutto il mondo hanno espresso commenti di cordoglio, affidando alla Storia il giudizio finale.
Nota fortemente stonata, è stata quella di Trump, neo eletto "uomo più potente del mondo", che lascia presagire una ripresa delle angherie che la nazione più potente del pianeta ha elaborato contro il piccolo Stato cubano. Obama ha cercato di migliorare i rapporti, aprendo ad una collaborazione che Trump vorrebbe stroncare sul nascere.
L'arroganza del potere finirà con il negare diritti per far prevalere le ragioni della forza. Sarebbe auspicabile che il mondo intero intervenisse per contrastare, sul nascere, una rinnovata violenza che inizia con le parole, ma minaccia di passare ai fatti.
Donald Trump genererà una cappa di piombo sulle relazioni internazionali, e l'Europa è già nel mirino di questo esemplare di politico arroccato sulla tutela degli interessi delle minoranze che gestiscono il potere economico in tutto il pianeta.
Hasta la victoria siempre.
Rosario Amico Roxas
Fede e responsabilità
Una fede che ci esonerasse dalla responsabilità, o anche solo pretendesse sostituirla, sarebbe illusoria e falsa, sarebbe una magia o una superstizione, un cunicolo cieco dal quale prima o poi occorre tornare indietro. Per quanto paradossale appaia, la fede andata in crisi dopo Auschwitz non è quella in Dio ma quella nell'uomo e nel suo senso di responsabilità.
(da P. De Benedetti e M. Giuliani. "Fidarsi. L'amen della fedeltà", Morcelliana ed.)
A partire dalla Shoà
"Fu a partire dagli orrori della Shoà che scoprimmo che, mentre chiedevamo a Dio di perdonare gli ebrei per la loro infedeltà, questi morivano nei campi di sterminio, vittime proprio della loro fedeltà. Chi erano, in realtà, gli infedeli? Non eravamo forse noi, i cristiani, che con i nostri pregiudizi e per la nostra mancanza di conoscenza, spesso il nostro disprezzo, abbiamo lasciato che si giungesse a un tale abominio?".
(da P. De Benedetti e M. Giuliani. "Fidarsi. L'amen della fedeltà", Morcelliana ed.)
I grandi mass media sono per la guerra
«I grandi mass-media sono per la guerra», scrive deciso il direttore de Il dialogo (www.ildialogo.org) Giovanni Sarubbi in un editoriale pubblicato online il 25 settembre scorso. Del resto, spiega, «una politica di pace non rientra nei loro piani editoriali. La pace non attira investimenti pubblicitari, la guerra sì. E la pubblicità è in effetti una forma di guerra, la più subdola e meschina perché colpisce innanzitutto i bambini e li usa anche per ottenere persone schiave di un determinato prodotto». La prova di questa affermazione, continua Sarubbi, si trova sui quotidiani del 21 settembre scorso, il giorno successivo alla conclusione dell'incontro interreligioso di Assisi. «Alla fine dell'incontro è stato approvato un Appello alla pace dove si dicono parole inequivocabili contro la guerra, contro la dottrina demoniaca della "guerra di religione", contro le industrie di armamenti». Eppure, «solo due quotidiani hanno riportato sulla loro prima pagina ciò che era successo ad Assisi e sono il quotidiano Avvenire (che è il quotidiano della CEI, Conferenza episcopale italiana), e il quotidiano comunista il manifesto. Tutti gli altri hanno ignorato la notizia, come se ad Assisi non fosse successo nulla». «La guerra è un business e l'Italia vi partecipa alla grande. Siamo il terzo Paese esportatore di armi cosiddette leggere al mondo. Dovunque ci sia una guerra, potete essere sicuri, c'è un'arma "made in Italy"».
(Adista 8 ottobre)
Auguri scomodi
Carissimi, non obbedirei al mio dovere di vescovo se vi dicessi "Buon Natale" senza darvi disturbo. Io, invece, vi voglio infastidire. Non sopporto infatti l' idea di dover rivolgere auguri innocui, formali, imposti dalla routine di calendario. Mi lusinga addirittura l' ipotesi che qualcuno li respinga al mittente come indesiderati.
Tanti auguri scomodi, allora, miei cari fratelli!
Gesù che nasce per amore vi dia la nausea di una vita egoista, assurda, senza spinte verticali e vi conceda di inventarvi una vita carica di donazione, di preghiera, di silenzio, di coraggio. Il Bambino che dorme sulla paglia vi tolga il sonno e faccia sentire il guanciale del vostro letto duro come un macigno, finché non avrete dato ospitalità a uno sfrattato, a un marocchino, a un povero di passaggio.
Dio che diventa uomo vi faccia sentire dei vermi ogni volta che la vostra carriera diventa idolo della vostra vita, il sorpasso, il progetto dei vostri giorni, la schiena del prossimo, strumento delle vostre scalate.
Maria, che trova solo nello sterco degli animali la culla dove deporre con tenerezza il frutto del suo grembo, vi costringa con i suoi occhi feriti a sospendere lo struggimento di tutte le nenie natalizie, finché la vostra coscienza ipocrita accetterà che il bidone della spazzatura, l' inceneritore di una clinica diventino tomba senza croce di una vita soppressa.
Giuseppe, che nell' affronto di mille porte chiuse è il simbolo di tutte le delusioni paterne, disturbi le sbornie dei vostri cenoni, rimproveri i tepori delle vostre tombolate, provochi corti circuiti allo spreco delle vostre luminarie, fino a quando non vi lascerete mettere in crisi dalla sofferenza di tanti genitori che versano lacrime segrete per i loro figli senza fortuna, senza salute, senza lavoro.
Gli angeli che annunciano la pace portino ancora guerra alla vostra sonnolenta tranquillità incapace di vedere che poco più lontano di una spanna, con l' aggravante del vostro complice silenzio, si consumano ingiustizie, si sfratta la gente, si fabbricano armi, si militarizza la terra degli umili, si condannano popoli allo sterminio della fame.
I Poveri che accorrono alla grotta, mentre i potenti tramano nell' oscurità e la città dorme nell' indifferenza, vi facciano capire che, se anche voi volete vedere "una gran luce" dovete partire dagli ultimi.
Che le elemosine di chi gioca sulla pelle della gente sono tranquillanti inutili.
Che le pellicce comprate con le tredicesime di stipendi multipli fanno bella figura, ma non scaldano.
Che i ritardi dell' edilizia popolare sono atti di sacrilegio, se provocati da speculazioni corporative.
I pastori che vegliano nella notte, "facendo la guardia al gregge", e scrutano l' aurora, vi diano il senso della storia, l' ebbrezza delle attese, il gaudio dell' abbandono in Dio. E vi ispirino il desiderio profondo di vivere poveri che è poi l' unico modo per morire ricchi.
Buon Natale! Sul nostro vecchio mondo che muore, nasca la speranza.
Tonino Bello
DALLA NOSTRA COMUNITA'
- Uno sguardo disincantato sulla realtà di cui siamo parte, contrasta con le luci fatue del natale che, come cristiani/cristiane, ormai preferiamo scrivere con la minuscola. Una festa cristiana, nata male e proseguita peggio, ora è stata totalmente fagocitata dal mercato.
- Ma non è questo che ci stupisce. Crediamo, invece, che dentro la notte ci siano molte stelle, dentro il deserto si trovino tante oasi, dentro i silenzi complici esplodano tante grida di donne e di uomini che resistono e costruiscono l'alba di un mondo altro.
- Ma alla nostra chiesa, specialmente ai pastori, vogliamo dire: "Se non ora, quando?". Il transatlantico cristiano, non solo cattolico, lancia programmi di riforma, di rinnovamento, di ecumenismo, di chiesa dei poveri, ma quasi non se ne vedono le tracce.
- Molti, "saggi e prudenti", consigliano pazienza, calma, compostezza, compattezza, un passo alla volta, con attenzione per non scandalizzare nessuno del popolo di Dio e soprattutto non svegliare i pastori che dormono. I teologi, in larga misura, si dedicano al ricamo, al girotondo intorno ai dogmi, da veri artisti del compromesso delle formule.
- Questa comunità cristiana crede che la pazienza non vada scambiata con l'immobilismo o con le riforme di facciata. Pensa soprattutto che sia urgente, indilazionabile accettare il tramonto di un cristianesimo dottrinario e devozionalistico per fare spazio ad una fede che, per essere contemporanea alle donne e agli uomini di oggi, cerchi un nuovo linguaggio e un nuovo approccio alla vita.
- Per quanto tacitate e marginalizzate queste presenze e queste voci, per quanto minoritarie, ci sono e operano con umiltà, costanza e lungimiranza. Con loro il nostro natale farà quest'anno centro su questo punto: "ogni giorno nel mondo e nella chiesa nascono tante cose buone: vederle, valorizzarle, diventare ogni giorno seminatori... Solo così potremo ridare al Natale la maiuscola". Un augurio e un impegno che vogliamo condividere con tutti voi.
Il nostro notiziario
Diversi lettori ricevono ormai via e-mail questo notiziario. Abbiamo così ridotto il numero di copie cartacee stampate. I precedenti numeri sono esauriti. Chi desidera riceverlo via mail ci risparmia una spesa consistente. Contattare Francesco (giupaz@tin.it; 320-0842573)
- Franca Avaro: 339-8426075
- don Franco Barbero: 0121-72857; e-mail: donfrancobarbero@alice.it
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- Francesco Giusti: 320-0842573; e-mail: giupaz@tin.it
- Franca Gonella: 338-5622991
- Ines Rosso: 339-8310247
In attesa del nuovo sito: le notizie riguardanti la comunità possono essere trovate nel blog http://donfrancobarbero.blogsp
