La religione dell'ognuno per sé, l'assoluto del denaro e del mercato, scardinando ogni etica della responsabilità e della solidarietà, sono le vie maestre per introdurci lentamente nel paese degli idoli.
La seduzione è così grande da eclissare la coscienza di essere schiavi bisognosi di liberazione e la promessa. Se il cuore non è "fissato nel Signore", chi saprà resistere alla forza incantatrice degli idoli? Non basta un vago riferimento a Dio: occorre piantare il Suo nome nel centro del nostro cuore.
Una pur seria valorizzazione della cultura laica non può portarci a constatare il "dissolvimento antropologico ed esistenziale" in cui ora ci troviamo. Aumentano i "camminatori senza perché!, per dirla con Eugenio Scalari, "in un mondo dove le strade camminano e gli uomini non sanno più dove vengono e dove vanno" inseguendo valori di plastica.