TAUM TENUIT VOLUNTATEM
Quando i metodi «storici» di studio della Bibbia arrivarono in Francia, da oltre il Reno, nel XIX secolo, le autorità ecclesiastiche mantennero le posizioni tradizionali. La Bibbia, si affermava, era esente da errori: il racconto della creazione, la relazione da parte di Mosè della propria morte, l'avventura di Giona e tanti altri episodi rimasero intoccabili fino all'enciclica di papa Pio XII nel 19431, che riconosceva l'esistenza di vari «generi letterari» nei libri santi.
Nel frattempo, quanti cercatori ridotti al silenzio, quanti preti eruditi cacciati dalle loro cattedre di insegnamento! Roma aveva forgiato una parola per stigmatizzare i lavori degli esegeti e degli storici che prendevano distanza in rapporto alla lettura tradizionale: il Modernismo. Questo neologismo, che designava con un suffisso peggiorativo la ricerca moderna e le sue acquisizioni, rivelava la fissazione sul passato.
Questa crisi è superata? Sì, in molti specialisti e in qualche credente colto. Ma ha penetrato lo spirito della maggioranza.
Alfred Loisy, anticipatore dimenticato
Era troppo gracile per lavorare le terre dei suoi avi. Lo si orientò verso gli studi. Al Seminario Maggiore di Chalons-sur-Marne, la sua intelligenza lo fece distinguere per continuare gli studi a Parigi. La sua salute vacillante l'obbligò a tornare a Chalons dove fu ordinato prete nel 1879, a 22 anni. Diventa curato di campagna, ma da Parigi lo si richiama. Ben presto egli insegna l'ebraico all'Istituto Cattolico, pur imparando le lingue dell'Antico Oriente e seguendo i corsi di Renan2 al Collegio di Francia. Percepisce con acutezza il fossato tra l'insegnamento della Chiesa, particolarmente in campo biblico, e i progressi della scienza: Dio ha creato il mondo in sei giorni? Mosè è l'autore dei primi cinque libri della Bibbia. Qual è il valore storico dei Vangeli? La Bibbia è esente da errore? Come è «ispirata»? Nell'aspro dibattito, il giovane professore cerca di unire la ricerca storica rigorosa e la preoccupazione per l'avvenire della Chiesa.
Ma i sospetti e le denunce lo circondano. Perde il suo insegnamento all'Istituto Cattolico. È relegato in una piccola cappellania per volere del cardinal Richard, arcivescovo di Parigi, ma lavora con accanimento e continua a pubblicare articoli e opere. La pubblicazione del suo libro Il Vangelo e la Chiesa, nel 1902, scuote il mondo cattolico.
Nel 1903 i suoi libri sono messi all'indice. A più riprese si sottomette, pur sostenendo che le autorità ecclesiastiche non devono pronunciarsi in materia scientifica o storica. Nel 1908, è scomunicato e dichiarato «vitandus», da evitare!
La Scuola Pratica degli Alti Studi, poi il Collegio di Francia gli permetteranno di sopravvivere e di continuare le sue ricerche. Nella sua casa di Ceffonds, prosegue il suo lavoro, pubblica le sue opere e redige le sue memorie, pur curando il giardino e il pollaio! Muore il 3 giugno 1940. Aveva chiesto che fosse inciso sulla sua pietra tombale, sormontata da una croce:
Alfred Loisy,
Prete,
Ritirato dal ministero,
e dall'insegnamento.
Professore al collegio di Francia
1857-1940
Tuam in votis
Tenuit voluntatem
Un anticipatore della ricerca biblica
Molti si sono interrogati sul significato che Loisy dava a questa formula3. È l'ultima preghiera dei funerali. Come tradurla rispettando la sua bella sottigliezza: «Ha voluto nel profondo di se stesso fare la Tua volontà», o ancora «Si è dedicato con passione a fare la Tua volontà»?
Bisogna constatare anche che la parola prete è messa in rilievo chiaramente. Questa epigrafe dice sobriamente l'aspro destino di Loisy. Anche se è stato cacciato dalla Chiesa, anche se ha abbandonato molte credenze, è stato profondamente religioso, preoccupato di adattare la fede a tempi nuovi.
Nel suo contributo al volume collettivo su Il mondo contemporaneo e la Bibbia, il teologo gesuita Christophe Teobald può scrivere:
La critica storica applicata alla Bibbia ha conosciuto degli esperti che si possono chiamare, forse con un po' di enfasi, martiri.
E conclude:
Noi non possiamo non discernere in questi anni tempestosi i segni premonitori degli spostamenti culturali e religiosi di oggi4.
Ben prima della sua morte, l'anatema lanciato contro Loisy aveva avuto i suoi effetti. Colui che era stato dichiarato «vitandus» è stato dimenticato. Non c'è mai stata un'edizione completa delle sue opere e molti suoi libri sono diventati introvabili. Più sconcertante ancora: in molte opere di studi biblici non è nemmeno citato. Charles Chauvin può scrivere:
Il suo posto nell'esegesi non è mai stato riconosciuto (Loisy, Écrits évangéliques, p. 8), però degli storici mostrano che fu un pioniere e degli esegeti riconoscono che la sua opera anticipava su molti punti posizioni oggi largamente condivise.
Bisogna rallegrarsi della pubblicazione recente di tre opere che hanno il merito di esumare l'opera e la personalità di Loisy.
Una doverosa riscoperta
Un grosso volume, delle Edizioni Noesis, intitolato Alfred Loisy, riedita con un'introduzione di G. Mordillat e J. Prieu, L'Évangile et l'Église (1902), Autour d'un petit livre (1903), Jésus et la tradition évangélique (1910). Questi tre libri, con una chiara e bella scrittura, offrono un accesso prezioso al pensiero di Loisy. Possa l'editore continuare a pubblicare l'opera dell'esegeta condannato.
Con le edizioni du Cerf, Charles Chauvin pubblica degli estratti dei grossi commenti di Loisy sui quattro vangeli, con il titolo Loisy, Écrits évangéliques, con una notevole presentazione di 37 pagine che è una breve biografia riflettuta. Con le stesse edizioni du Cerf, Emile Guichot ci fa percorrere la traiettoria intellettuale e spirituale di Loisy, in mezzo ai suoi amici (e anche ai suoi nemici!). Prezioso libricino – Alfred Loisy et ses amis - con una scrittura piacevole e serena che l'erudizione non appesantisce mai5.
Scoprendo e riscoprendo Loisy, la sua vita austera, studiosa, perseguitata, si percepisce a quel punto che è stato vittima degli accecamenti e delle pigrizie di molti uomini di responsabilità nella Chiesa del suo tempo. Si pensi alle parole raccolte un giorno dalla bocca del padre M. D. Dubarle:
Volendo risolvere per via di autorità i problemi posti all'epoca modernista, la Chiesa si è privata della misericordia della storia che fa sorgere con cinquant'anni di anticipo, in cerchie ristrette, quelle che saranno un giorno le questioni della maggioranza6.
Gérard Bessière
(da Il Gallo, novembre 2016)
1 Divino Afflante Spiritu, 30 settembre 1943
2 Ernest Renan (1823-1892) studioso di storia del cristianesimo autore di una fondamentale Vita di Gesù in cui riconosce la storicità del personaggio negandone la divinità.
3 Si veda l'opera fondamentale di Emile Poulat, Critique et mystique: Autour de Loisy, ou, la conscience catholique et l'esprit moderne, Edizioni du Centurion, 1984.
4 Le monde contemporain et la Bible, volume 8 della collana Bible de tous les temps, Edizioni Beauchesne, 1985 pp. 438 e 439.
5 Inoltre: Alfred Loisy, presentato da Gérard Mordillat e Jérome Prieur, Edizioni Noesis, 2001, 484 pagine, 25 euro.
Loisy, Ecrits évangélique, testi scelti e presentati da Charles Chauvin, Edizioni du Cerf, 2002, 240 pagine, 18 euro.
Emile Guichot, Alfred Loisy et ses amis, Edizioni du Cerf, 2002,198 pagine 21 euro.
6 Dal suo libro Cahier du Soir, opera disponibile unicamente presso l'autore: Gérard Bessière 158, La Grave, 46140 Luzech.