Comunità cristiana di base di via Città di Gap, Pinerolo
NOTIZIARIO DELLA CASA DELL'ASCOLTO E DELLA PREGHIERA
In evidenza:
APPUNTAMENTI DI COMUNITA'
- 3/9: eucarestia
- 4, 11, 18, 25/9 e 2/10: gr. biblici
- 17/9: eucarestia e assemblea cdb
- 1/10: momento di preghiera
RECENSIONI
- A. Pepe, Le relazioni ad limina…
- Filoramo e al., Storia del cristianesimo
SPUNTI PER MEDITARE E RIFLETTERE
- "La teologia umoristica del glutine"
- "Quando il califfato era un'altra cosa"
- "Festival dell'eresia"
- "Ecclesiogenesi"
- "Leggere la Bibbia con la nostra storia"
DALLA NOSTRA COMUNITA'
- Questa comunità
APPUNTAMENTI DI COMUNITA' (via Città di Gap 13 -II piano)
LUNEDI' 4 SETTEMBRE dalle ore 15,30 alle ore 17 e dalle ore 21 alle 22,30 - Gruppi biblici: Franco Barbero introduce sul tema: rilevanza della dimensione storica rispetto alla lettura dei testi biblici, alla liturgia, alla dogmatica e alla sacramentaria.
LUNEDI' 11 SETTEMBRE dalle ore 15,30 alle ore 17 e dalle ore 21 alle 22,30 - Gruppi biblici: leggiamo il libro di Ruth (introduce Esperanza).
DOMENICA 17 SETTEMBRE dalle ore 11:15 – Assemblea comunitaria: programmiamo insieme le attività di ottobre.
LUNEDI' 18 SETTEMBRE dalle ore 15,30 alle ore 17 e dalle ore 21 alle 22,30 - Gruppi biblici: ci confrontiamo sul libro di Giona (introduce Fiorentina).
LUNEDI' 25 SETTEMBRE dalle ore 15,30 alle ore 17 e dalle ore 21 alle 22,30 - Gruppi biblici: leggiamo la prima parte del libro di Tobia (introduce Ada).
DOMENICA 1 OTTOBRE dalle ore 10 alle ore 11 – Momento di preghiera, meditazione e silenzio: come ogni mese, preparano l'incontro Esperanza e Stefania.
LUNEDI' 2 OTTOBRE dalle ore 15,30 alle ore 17 e dalle ore 21 alle 22,30 - Gruppi biblici: riflessione sulla seconda parte del libro di Tobia.
ALCUNI APPUNTAMENTI con Franco Barbero
DOMENICA 17 SETTEMBRE a Saluzzo alle ore 17: celebrazione eucaristica della comunità cristiana di base a casa di Gigi e Marcella.
SABATO 23 SETTEMBRE a Riva di Chieri ore 16: matrimonio di Andrea e Daniela.
DOMENICA 24 SETTEMBRE dalle ore 10 alle 15:30 - Incontro mensile della Comunità nascente di Torino in via Principe Tommaso 4. Alle ore 10 arrivi e accoglienza; alle ore 10.30 eucarestia. A seguire pranzo comunitario autogestito (chi desidera potrà portare qualcosa) e nel pomeriggio programmazione. L'incontro terminerà verso le ore 15,30. Per ulteriori informazioni: Anna Serafini 338-3311616 e blog della comunità (http://comunitanascentetorino.blogspot.it/).
VENERDI' 29 SETTEMBRE dalle ore 17,45 alle ore 19,15 – Corso biblico a Torino: c/o la sede di via Principe Tommaso 4. Riprendiamo le attività con una conversazione su "secolarizzazione, secolarismo, post-cristianesimo e rifioritura dell'esperienza religiosa". Gli incontri sono aperti a tutti/e. Per informazioni: Maria Zuanon 3497206529.
SABATO 30 SETTEMBRE ad Asti alle ore 16: matrimonio di François e Joseph.
NOTIZIE DA GRUPPI E COLLEGAMENTI
La Scala di Giacobbe (Gruppo composto da persone gay, lesbiche, bisex, transgender, credenti e non credenti di Pinerolo)
Dopo la pausa estiva a inizio settembre è previsto un incontro di programmazione per definire le iniziative dei prossimi mesi. Vi informeremo sui prossimi incontri appena possibile.
(Ulteriori info in pagina facebook: https://www.facebook.com/lascaladigiacobbe.pinerolo)
Gruppo amicizia cristiano-islamica
La prossima riunione è prevista per la seconda metà di settembre. L'incontro avrà luogo come sempre di giovedì alle ore 21, presso la casa della giovane a Pinerolo in Via Silvio Pellico 40. La data precisa sarà segnalata nei prossimi giorni sul blog di Franco Barbero.
Fiorentina Charrier, Cinzia Giuliano, Oscar Carmignoli, Francesco Giusti e Franco Barbero
Gruppo "Primavera" di Rivalta
Sabato 23 settembre alle 17:30 si terrà il gruppo biblico mensile. Date e sedi dei gruppi ragazzi e bimbi di settembre sono ancora da definire.
(per ulteriori informazioni contattare Antonella: antoigor@yahoo.it)
RECENSIONI (a cura di Franco Barbero)
L'Autore di questa ricerca e di questa ricostruzione storica merita un singolare apprezzamento per l'acribia con cui ha lavorato su fonti, autori, documenti, scritti di natura teologica e antropologica. L'Autore ha saputo fare emergere, con la storia avvincente di questa chiesa locale diocesana di Alife, posta a nord della regione Campania, anche un'articolata e documentata conoscenza del feudalesimo di quel territorio. Antropologia, demografia, il banditismo, la peste, il peso del dominio feudale spesso invasivo e aggressivo: le relazioni ad limina che i vescovi di Alife, sempre residenti fuori città per un clima insopportabile, inviano a Roma dal 1590 al 1659, tutto registrano e riferiscono.
Leggendo questa storia, più con gli occhi di un teologo che di uno storico trovo che, Armando Pepe coglie il senso delle vicende, il cuore: "Il filo conduttore è l'applicazione concentrica, pervasiva e molecolare delle regole imposte dal concilio tridentino in modo da sorvegliare il territorio. Bisognava annotare ogni movimento in modo che non esistesse neppure un minimo sospetto ereticale." (pag. 14).
L'antifona viene ripetuta in tutte le relazioni dei vescovi alla Sede Apostolica. Siamo davvero in piena e crescente controriforma. "Reprimere ogni abuso" (pag. 15), "estirpare ogni abuso" (pag. 15): questo è il compito del vescovo: "sradica fino in fondo, con forza, ogni abuso…" (pag. 18). Così "il popolo dell'intera diocesi vive cristianamente secondo i dogmi della Chiesa di Roma e nessun abuso finora è stato riscontrato" (pag. 35). Insomma vige "la vera dottrina cristiana" (pag. 35) e "in questi paesi si vive cattolicamente, non vi è alcun sospetto di eresia" (pag. 37+ 41+43). Dal vescovo che si spegne curando gli ammalati di peste alla prepotenza del duca di Laurenzana, anche alcune figure sono scolpite con pennellate precise. Colpisce la stragrande quantità di sacerdoti, archipresbiteri, clerici che configurano una chiesa in cui le donne o sono nei monasteri o non hanno voce. La chiesa dottrinaria, patriarcale e sacramentalista della controriforma qui brilla di luce piena: i clerici sono una presenza numerosissima tanto che tutto è a dimensione clericale. La tanto decantata "cura animorum" mi sembra funzionare come "controllo" della dottrina, dei costumi, dalla nascita alla morte, persino con il conteggio preciso di chi fa la comunione.
E non può sfuggire quanto sia sottolineato il Santissimo Sacramento, il Rosario e la Vergine Maria. Ogni "relazione" finisce con un atto di sottomissione piena alle Eminenze romane.
Dulcis in fundo. Grazie al professor Armando Pepe per la documentazione che ci ha messo a disposizione. Grazie anche per aver riportato il testo latino che, nello scempio del linguaggio quotidiano, ci fa ritrovare la dolcezza e la scorrevolezza di quel latino che per me resta la lingua più amata.
Qui il "sistema di cristianità" trova una esemplificazione storica esemplare.
Leggendo questa storia, più con gli occhi di un teologo che di uno storico trovo che, Armando Pepe coglie il senso delle vicende, il cuore: "Il filo conduttore è l'applicazione concentrica, pervasiva e molecolare delle regole imposte dal concilio tridentino in modo da sorvegliare il territorio. Bisognava annotare ogni movimento in modo che non esistesse neppure un minimo sospetto ereticale." (pag. 14).
L'antifona viene ripetuta in tutte le relazioni dei vescovi alla Sede Apostolica. Siamo davvero in piena e crescente controriforma. "Reprimere ogni abuso" (pag. 15), "estirpare ogni abuso" (pag. 15): questo è il compito del vescovo: "sradica fino in fondo, con forza, ogni abuso…" (pag. 18). Così "il popolo dell'intera diocesi vive cristianamente secondo i dogmi della Chiesa di Roma e nessun abuso finora è stato riscontrato" (pag. 35). Insomma vige "la vera dottrina cristiana" (pag. 35) e "in questi paesi si vive cattolicamente, non vi è alcun sospetto di eresia" (pag. 37+ 41+43). Dal vescovo che si spegne curando gli ammalati di peste alla prepotenza del duca di Laurenzana, anche alcune figure sono scolpite con pennellate precise. Colpisce la stragrande quantità di sacerdoti, archipresbiteri, clerici che configurano una chiesa in cui le donne o sono nei monasteri o non hanno voce. La chiesa dottrinaria, patriarcale e sacramentalista della controriforma qui brilla di luce piena: i clerici sono una presenza numerosissima tanto che tutto è a dimensione clericale. La tanto decantata "cura animorum" mi sembra funzionare come "controllo" della dottrina, dei costumi, dalla nascita alla morte, persino con il conteggio preciso di chi fa la comunione.
E non può sfuggire quanto sia sottolineato il Santissimo Sacramento, il Rosario e la Vergine Maria. Ogni "relazione" finisce con un atto di sottomissione piena alle Eminenze romane.
Dulcis in fundo. Grazie al professor Armando Pepe per la documentazione che ci ha messo a disposizione. Grazie anche per aver riportato il testo latino che, nello scempio del linguaggio quotidiano, ci fa ritrovare la dolcezza e la scorrevolezza di quel latino che per me resta la lingua più amata.
Qui il "sistema di cristianità" trova una esemplificazione storica esemplare.
In libreria per Youcanprint, Tricase, via Roma 73, pp. 204, € 21.50.
Qualche volta, per rinfrescare le idee, serve rituffarsi in qualche bel volume di "Storia del cristianesimo". I quattro volumi di Filoramo-Menozzi (Editori Laterza) si leggono con estremo diletto e con pari utilità. Qui non voglio affatto compiere un'adeguata recensione per la quale non sono sufficientemente attrezzato.
Voglio solo sottolineare, nel volume IV dedicato a "L'età contemporanea", come Menozzi descriva e documenti come la devozioni all'Immacolata, al Sacro Cuore di Gesù, l'introduzione del culto della festa di Cristo Re, il fiorire dei "congressi eucaristici" e le apparizioni con l'estendersi dei pellegrinaggi … siano in realtà "la politicizzazione delle devozioni".
Quando la gerarchia cattolica sente di perdere la sua centralità mette in atto delle iniziative che, in nome della devozione, mobilitano i cattolici "in una prospettiva di protesta contro l'apostasia della società alle norme cristiane" (pag. 159).
Quando la gerarchia cattolica sente di perdere la sua centralità mette in atto delle iniziative che, in nome della devozione, mobilitano i cattolici "in una prospettiva di protesta contro l'apostasia della società alle norme cristiane" (pag. 159).
Mi limito a questo accenno perché, come cultore del metodo storico-critico rispetto alle Scritture, ritengo che sia necessario un grande impegno perché il popolo di Dio conosca quale storia sovente sta alla base di dogmi, feste, devozioni.
Si tratta di strumenti accessibilissimi, ma questo impegno così urgente e prezioso per una fede consapevole, è quasi completamente inevaso. E così prosperano devozioni e superstizioni come una foresta che impedisce di scoprire il messaggio.
Si tratta di strumenti accessibilissimi, ma questo impegno così urgente e prezioso per una fede consapevole, è quasi completamente inevaso. E così prosperano devozioni e superstizioni come una foresta che impedisce di scoprire il messaggio.
In libreria per edizioni Laterza
SPUNTI PER MEDITARE E RIFLETTERE
Leggendo il documento vaticano della Congregazione del culto divino, che definisce le ostie completamente prive di glutine come materia invalida per l'eucarestia, vengono alla mente alcune semplici riflessioni:
1) E' penoso il fatto che l'intervento si concentri su queste regole e questioni risibili mentre non si fa parola sulla fede con cui occorre celebrare l'eucarestia.
2) La celebrazione eucaristica, sia per il suo linguaggio e la sua gestualità, ha davvero bisogno di un radicale ripensamento.
3) I membri della congregazione, come suole avvenire in vaticano, girano attorno alle quisquiglie addirittura ridicole, perché non vedono e non sanno affrontare i problemi veri attinenti la fede e la liturgia.
4) Da anni questa congregazione vaticana gira a vuoto e non produce nulla di qualitativamente significativo. Devono riempire il tempo e non possono solo girarsi i pollici. Così, di tanto in tanto, escono con queste ridicolaggini.
5) Senza pensare che, come incredibilmente ignorano i firmatari del documento, mezzo mondo teologico da qualche secolo ha messo in luce la scarsa o nulla affidabilità della presenza fisicista di Gesù nell'eucarestia. Ma loro signori sono fermi al concilio di Trento del XVI secolo.
1) E' penoso il fatto che l'intervento si concentri su queste regole e questioni risibili mentre non si fa parola sulla fede con cui occorre celebrare l'eucarestia.
2) La celebrazione eucaristica, sia per il suo linguaggio e la sua gestualità, ha davvero bisogno di un radicale ripensamento.
3) I membri della congregazione, come suole avvenire in vaticano, girano attorno alle quisquiglie addirittura ridicole, perché non vedono e non sanno affrontare i problemi veri attinenti la fede e la liturgia.
4) Da anni questa congregazione vaticana gira a vuoto e non produce nulla di qualitativamente significativo. Devono riempire il tempo e non possono solo girarsi i pollici. Così, di tanto in tanto, escono con queste ridicolaggini.
5) Senza pensare che, come incredibilmente ignorano i firmatari del documento, mezzo mondo teologico da qualche secolo ha messo in luce la scarsa o nulla affidabilità della presenza fisicista di Gesù nell'eucarestia. Ma loro signori sono fermi al concilio di Trento del XVI secolo.
Franco Barbero
Partiamo dalla musica
"... Un paragone altrettanto chiarificatore lo troviamo nella musica. Quando si traspone la tonalità di una melodia dalla chiave di Do a quella di Mi, tutte le note dell'originale cambiano, ma la melodia rimane la stessa. Non si perde niente del contenuto, così ricco e vitale, della fede in Dio e in Gesù professata dalla Chiesa delle origini quando lo si esprime in un nuovo linguaggio. Il contenuto rimane uguale oggi come ieri: viene soltanto espresso con altre parole, affinché il messaggio possa avere un senso anche oggi".
Roger Lenaers (da "Perché Dio non stia nell'alto dei cieli", Massari ed., p.20)
"Una volta designato califfo, Abu Bakr ha detto: eccomi divenuto, mio malgrado e contro la mia volontà, emiro dei Credenti! In nome di Dio, ho veramente sperato che qualcuno di voi prendesse il mio posto...! Se, conferendomi questa responsabilità, voi vi aspettate che vi comandi come faceva il Profeta (su di lui la Salvezza), ve lo dico chiaramente: non ne sono capace. Il Profeta, Dio l'ha onorato e l'ha fortificato con il suo Messaggio!... Ma io, io sono soltanto un uomo qualsiasi, non sono migliore di voi!
Ve ne prego, Credenti, vegliate su di me: se credete che sia sul retto cammino, seguitemi, prendete esempio da me. Ma se mi vedete deviare e uscire dalla giusta via, raddrizzatemi; sappiate che, in questo caso, un diavolo mi possiede!
E se un giorno mi vedrete in collera, ve ne prego, evitatemi; non vorrei essere causa di turbamento per i vostri cuori e per il vostro umore!..." (Ibn Sa'ad, Tabaqàt al- Kubra, III)
Come questo meraviglioso scritto storico documenta, ci fu una ben diversa idea e pratica del califfato. La versione araba della voce Khalif è Khalifa (rappresentante, successore). Dopo la morte di Muhammad, avvenuta nel 632, e dopo l'elezione Abu Bakr a suo successore, questo titolo è divenuto d'uso comune a designazione dell'autorità temporale e religiosa. Il Califfo veniva originariamente eletto da tutta la comunità dei Credenti.
Ve ne prego, Credenti, vegliate su di me: se credete che sia sul retto cammino, seguitemi, prendete esempio da me. Ma se mi vedete deviare e uscire dalla giusta via, raddrizzatemi; sappiate che, in questo caso, un diavolo mi possiede!
E se un giorno mi vedrete in collera, ve ne prego, evitatemi; non vorrei essere causa di turbamento per i vostri cuori e per il vostro umore!..." (Ibn Sa'ad, Tabaqàt al- Kubra, III)
Come questo meraviglioso scritto storico documenta, ci fu una ben diversa idea e pratica del califfato. La versione araba della voce Khalif è Khalifa (rappresentante, successore). Dopo la morte di Muhammad, avvenuta nel 632, e dopo l'elezione Abu Bakr a suo successore, questo titolo è divenuto d'uso comune a designazione dell'autorità temporale e religiosa. Il Califfo veniva originariamente eletto da tutta la comunità dei Credenti.
tratto da "Lontano da Medina" di Assia Djebar, Giunti Editore 1993;
introduzione al primo capitolo: "Califfato di Abu Bakr (X-XIII anno dell'ègira)
Il gesuita e il domenicano
In un ricordo sul cardinal Martini rilasciato da Eco alla Fondazione omonima, dopo averlo ricordato per la faccia da attore di Hollywood che aveva e perché sapeva bere whisky, nei suoi confronti egli ammise di nutrire un solo rimpianto, quello di non aver fatto in tempo di raccontargli la storiella del gesuita e del domenicano. In cui i due religiosi, mentre stanno facendo gli esercizi spirituali e recitano il breviario, stanno passeggiando: il primo, però, sta anche fumando, e il secondo no. Al che il domenicano non può trattenersi dal chiedere all'altro: "Ma tu fumi mentre preghi?" "Certo - risponde il gesuita - l'ho chiesto al mio superiore, e me l'ha concesso". E il domenicano: "Anch'io l'avevo chiesto al mio superiore, ma mi ha detto di no". "Ma tu come gliel'hai chiesto?". "Gli ho detto: Posso fumare mentre prego?" E il gesuita, sornione: "Ah, capisco; io gli ho chiesto invece: Posso pregare mentre fumo? Sempre, figliolo...".
Brunetto Salvarani
Aiutaci
Aiutaci, o Dio, ad aprire gli occhi per smascherare gli inganni. Ancor più, accompagna i nostri passi sui sentieri semplici, concreti e certamente oggi non vittoriosi della giustizia e della nonviolenza. Aiutaci a mantenere fiducia in Te, nella fecondità del Vangelo, mentre i simboli della fede, di cui i padroni si sono impossessati, servono ai potenti per mantenere i cittadini come sudditi e i figli/e di Dio come pecorelle obbedienti e osannanti.
Franco Barbero
Parlare di Dio
"Dovremmo parlare di Dio nel modo in cui lo faceva Gesù, cioè in un modo affettivo e poetico. Dio riunisce gli esseri umani anziché tirare linee divisorie tra gruppi umani. Ad intenderla così, la religione riunisce, anche all'interno dell'individuo, la coscienza re l'inconscio, il pensiero e il sentimento. La religione è il luogo dell'integrazione dell'essere umano con se stesso e degli esseri umani fra di loro. Operare questi processi di integrazione, è in questo che io vedo il compito principale della religione".
Eugen Drewermann (da "Religione perché?", Queriniana ed., p.99)
Inconsapevolezza
"La Chiesa sembra scomparire sempre più dalla coscienza delle giovani generazioni. Non ci si arrabbia nemmeno più per l'arretratezza della gerarchia in così tante questioni che riguardano la morale e il dogma. Non ci si interessa più della Chiesa, che per la vita di molti giovani è ormai priva di significato. Ma in Vaticano quasi non ci si accorge di questo. Ci si vanta dei numerosi pellegrini, anche se molti di loro sono semplici turisti, e si ritiene che "la gioventù" sia quella che incontra il papa alle giornate mondiali".
Hans Kung (da "Salviamo la chiesa", Rizzoli ed., p.23)
La prima edizione si terrà i giorni 23-25 Marzo 2018 a Trivero (Bl)
Manifesto del "Festival dell'eresia"
"Vi auguro di essere eretici. Eresia viene dal greco e vuol dire scelta. Eretico è la persona che sceglie e, in questo senso è colui che più della verità ama la ricerca della verità. E allora ve lo auguro di cuore questo coraggio dell'eresia.
Vi auguro l'eresia dei fatti prima che delle parole, l'eresia che sta nell'etica prima che nei discorsi.
Vi auguro l'eresia della coerenza, del coraggio, della gratuità, della responsabilità e dell'impegno.
Oggi è eretico chi mette la propria libertà al servizio degli altri, chi impegna la propria libertà per chi ancora libero non è.
Eretico è chi non si accontenta dei saperi di seconda mano, chi studia, chi approfondisce, chi si mette in gioco in quello che fa.
Eretico è chi si ribella al sonno delle coscienze, chi non si rassegna alle ingiustizie, chi non pensa che la povertà sia una fatalità.
Eretico è chi non cede alla tentazione del cinismo e dell'indifferenza, chi crede che solo nel noi, l'io possa trovare una realizzazione.
Eretico è chi ha il coraggio di avere più coraggio"
Don Luigi Ciotti, Presidente di Libera
Ogni comunità è una storia. Non si tratta quindi di assumere come stabili, permanenti e definitive le modalità strutturali, liturgiche e sacramentali. Come è in movimento la vita così è in continua revisione e conversione ogni aspetto della vita comunitaria. Non esistono modelli estensibili ad ogni situazione.
Ciò significa che è morta una ecclesiologia che non si configuri come ecclesiogenesi, cioè la chiesa che si rigenera continuamente alla luce del messaggio originante e dentro il farsi e disfarsi del tessuto umano del luogo e del tempo.
Ci sono comunità, anche nel nostro movimento di comunità cristiane di base, molto diverse: alcune più comunicative con l'esterno, altre più interne al percorso di movimento. Il bene si esprime in modi diversi. Comunque mi permetto di segnalare la comunità di San Fermo a Bergamo. Mi sembra tra le più popolari e dinamiche. Merita confrontarsi con tale esperienza. In questi giorni, per esempio, sono poche le comunità di base che hanno già in atto un'attività così intensa come a Bergamo. Sovente di alcune comunità si conosce troppo poco.
Ciò significa che è morta una ecclesiologia che non si configuri come ecclesiogenesi, cioè la chiesa che si rigenera continuamente alla luce del messaggio originante e dentro il farsi e disfarsi del tessuto umano del luogo e del tempo.
Ci sono comunità, anche nel nostro movimento di comunità cristiane di base, molto diverse: alcune più comunicative con l'esterno, altre più interne al percorso di movimento. Il bene si esprime in modi diversi. Comunque mi permetto di segnalare la comunità di San Fermo a Bergamo. Mi sembra tra le più popolari e dinamiche. Merita confrontarsi con tale esperienza. In questi giorni, per esempio, sono poche le comunità di base che hanno già in atto un'attività così intensa come a Bergamo. Sovente di alcune comunità si conosce troppo poco.
Franco Barbero
Tempesta
Addensa il vento nuvole nere, da giorni promette tempeste, timori e paure.
Somiglia al mio cuore, perduto in antichi pensieri.
Perché, o mio Dio, mi lasci da solo a guardare nel fondo dell'anima, dove domina ancora il rancore nato in un tempo lontano da lacrime di malinconia?
Faticosa giornata, indecisa tra nubi e sole spento.
La sera cerca invano le sue stelle. Una goccia un'altra un'altra ancora
ecco il temporale. L'aria illuminata da improvvisi lampi disegna sui muri figure di paura, mentre l'acqua violenta e minacciosa allaga il terreno e la campagna.
Nella casa regna il silenzio; visi di bimbi stanchi strappati al sonno dal tonfo sordo dei tuoni, dall'accecante luce dei fulmini sul tetto. Guardano la mamma.
Un sorriso appena accennato solleva tutti i cuori.
Ecco un fratello stringere sul petto il bimbo più minuto, qualcuno pensa già un nuovo gioco... La paura di ognuno si allontana. Un raggio di luna si avventura oltre le nubi, recando con sé qualche stellina; presto si rasserena.
Ad uno ad uno i bimbi ormai tranquilli tornano a giocare in braccio ai sogni.
Benito Nocera (da "Discorsi con il vento", pag. 26)
"La nostra storia singolare costituisce la prima chiave per entrare nel testo biblico. La prima, ma non certo l'unica. La Scrittura è un libro complesso, che si ribella ad ogni semplificazione. Occorrono diverse chiavi per aprire i portali d'ingresso delle Scritture. Non esiste un passe-partout universale" (Lidia Maggi). Proprio per acquisire un buon mazzo di chiavi, occorrono tempo, riletture successive, integralità della Bibbia. Ci sono cristiani che, dopo una vita, non hanno letto se non una minima parte della Bibbia. Sarebbe come se io abitassi in una casa e conoscessi soltanto uno sgabuzzino o la cucina. La Bibbia è una casa enorme, un condominio culturale con parecchi e successivi rifacimenti, con pareti e colori variegatissimi. In più ci sono "camere" che odorano di miti, di saghe, di guerre... e, se non hai le chiavi giuste e se non le sai usare correttamente, ne esci inorridito.
Forse una delle prime decisioni da assumere consiste proprio nel cercare di leggere quelle pagine della Scrittura che le liturgie domenicali evitano accuratamente.
Beato/a te se, in questo bel viaggio, trovi un pastore competente ed appassionato e hai la fortuna di unire momenti di lettura personale a momenti di studio e di lettura comunitaria.
Franco Barbero
DALLA NOSTRA COMUNITA'
- Davvero non si finisce mai di ringraziare Dio per la presenza di persone che in tutta questa faticosa estate hanno profuso tempo ed energie nell'aiuto in situazioni di bisogno. Donare tempo è una scelta sempre più impegnativa e preziosa. Incontri, accoglienza, visite ospedaliere, traslochi, accompagnamenti, lavoretti, vicinanza a chi è solo, preparazione di momenti comunitari e conviviali… Per fortuna l'estate ha anche registrato alcune feste (la serata in casa di Franca Avaro con la mamma di Esperanza, la "sorpresa" con cui alcuni fratelli della comunità di Pinerolo e Piossasco hanno voluto ricordare i 54 anni del ministero di Franco… due nascite che ancora festeggeremo…).
- E poi un altro dono: la sede della comunità è un luogo di tantissimi appuntamenti sia per approfondimenti teologici, sia per confronti su percorsi personali, sia per dialoghi.
- E ora, con gioia, pur in un tempo segnato da problemi sociali, politici, ecclesiali e personali grandi come una montagna, ripartiamo con i due gruppi di lettura biblica settimanale il lunedì alle 15,30 e 21. L'ascolto e la condivisione della lettura biblica, alla ricerca della Parola del Dio vivente, per noi oggi è forza per vivere e fiducia per camminare verso un futuro diverso in cui ci è dato di portare il nostro piccolo granello di sabbia.
- Ci accompagnerà per lungo tempo il ricordo della vita e della testimonianza di Giovanni Franzoni. Siamo vicini alla comunità di San Paolo che sta raccogliendo le memorie e gli scritti di Giovanni e continua quel cammino che tanti anni fa intrapresero insieme.
- Auguri di buona ripresa a Silvia e Vilma di Torino e ad Anna Maria di Pinerolo: tra cadute ed infarti l'estate regala anche brutte sorprese, chi perde il lavoro e deve buttarsi alla ricerca di un altro. L'accompagnamento di parenti e amici in estrema precarietà di salute è una situazione sempre più diffusa e talvolta diventa un'impresa "impossibile".
- La comunità con tutti noi si stringerà attorno a Gigi e Marcella nella celebrazione del 17 settembre, in un'estate in cui Gigi esperimenta una difficile altalena che solo l'amore di Marcella, la fiducia in Dio e la vicinanza della comunità rendono vivibile.
- E poi, dulcis in fundo, ci sono i bimbi che nascono a Torino e a Piossasco, gli amori che fioriscono, i giovani che cercano la loro strada per le vie del mondo. E' vita che continua...
Il nostro notiziario
Diversi lettori ricevono ormai via e-mail questo notiziario. Abbiamo così ridotto il numero di copie cartacee stampate. I precedenti numeri sono esauriti. Chi desidera riceverlo via mail ci risparmia una spesa consistente. Contattare Francesco (giupaz@tin.it; 320-0842573).
- Franca Avaro: 339-8426075
- don Franco Barbero: 0121-72857; e-mail: donfrancobarbero24@gmail.com
- Fiorentina Charrier: 339-4018699; e-mail: francoefiore3@gmail.com
- Carlo e Ada Corongiu: 340.4738130
- Francesco Giusti: 320-0842573; e-mail: giupaz@tin.it
- Franca Gonella: 338-5622991
- Ines Rosso: 339-8310247
In attesa del sito della comunità, in fase di preparazione, le notizie riguardanti la comunità possono essere trovate nel blog http://donfrancobarbero.blogspot.it/
