lunedì 2 ottobre 2017

Comunità cristiana di base di via Città di Gap, Pinerolo

NOTIZIARIO DELLA CASA DELL'ASCOLTO E DELLA PREGHIERA

N°39 ottobre '17



In evidenza:

     APPUNTAMENTI DI COMUNITA'

- 1/10: momento di preghiera

- 2, 9, 16, 23 e 30/10: gr. biblici

- 8/10: culto islamico-cristiano

- 22/10: eucarestia e assemblea cdb

     RECENSIONI

- J. Clinton McCann, Giudici

- P.L.Berger, I molti altari della modernità

     SPUNTI PER MEDITARE E RIFLETTERE

- "Mistica non è misticismo"

- "Il dono del pluralismo religioso"

- "Sempre più in là"

- "Partire in cammino"

- "La mistica ad occhi aperti"

    DALLA NOSTRA COMUNITA'

- Questa comunità

APPUNTAMENTI DI COMUNITA' (via Città di Gap 13 -II piano)

     DOMENICA 1 OTTOBRE dalle ore 10 alle ore 11 – Momento di preghiera, meditazione e silenzio: come ogni mese, preparano l'incontro Esperanza e Stefania.

     LUNEDI' 2 OTTOBRE dalle ore 15,30 alle ore 17 e dalle ore 21 alle 22,30 - Gruppi biblici: riflessione sul libro di Tobia (introduce Ada).

     DOMENICA 8 OTTOBRE dalle ore 10 alle ore 11 – Celebrazione eucaristica

     LUNEDI' 9 OTTOBRE dalle ore 15,30 alle ore 17 e dalle ore 21 alle 22,30 - Gruppi biblici: iniziamo un percorso di riflessione teologica che ci occuperà per cinque incontri, a partire da altrettante sezioni del libro "Oltre le religioni" (ed. Gabrielli). Oggi affronteremo il primo tema ("Per un rinnovamento radicale dell'incontro tra Dio e la storia umana"), utilizzando come spunto iniziale le pp. 9-46 (se possibile leggerle prima).

     LUNEDI' 16 OTTOBRE dalle ore 15,30 alle ore 17 e dalle ore 21 alle 22,30 - Gruppi biblici: sul tema: "Spong: tante proposte per una nuova Riforma" (pp.47-120).

     DOMENICA 22 OTTOBRE dalle ore 10 alle 11 – Eucarestia (prepara Franca)

     DOMENICA 22 OTTOBRE dalle ore 11:15 – Assemblea comunitaria: programmiamo insieme le attività della cdb e impostiamo il notiziario di novembre.

     LUNEDI' 23 e 30 OTTOBRE dalle ore 15,30 alle ore 17 e dalle ore 21 alle 22,30 - Gruppi biblici: ci confrontiamo su: "La fede cristiana è destinata al declino?" (pp.121-158) e "Ricentrare la nostra fede, conciliandola col tempo presente" (pp.159-200).

ALCUNI APPUNTAMENTI con Franco Barbero

     VENERDI' 6 e 20 OTTOBRE dalle ore 17,45 alle ore 19,15 – Corso biblico a Torino: presso la sede di via Principe Tommaso 4, rifletteremo insieme sul libro dei "Giudici". Gli incontri sono aperti a tutti/e. Per informazioni: Maria Zuanon 3497206529.

     DOMENICA 8 OTTOBRE a Saluzzo alle ore 17:30: celebrazione eucaristica della comunità cristiana di base a casa di Gigi e Marcella.

     MERCOLEDI' 18 OTTOBRE a Pinerolo alle ore 20:45: presso il salone parrocchiale di San Lazzaro affronteremo il tema: "Il significato del ricordo dei defunti nella liturgia cattolica".

     DOMENICA 29 OTTOBRE dalle ore 10 alle 15:30 - Incontro mensile della Comunità nascente di Torino in via Principe Tommaso 4. Sarà l'occasione per confrontarsi sulla giornata internazionale del dialogo islamico-cristiano. Alle ore 10 arrivi e accoglienza; alle ore 10.30 eucarestia. A seguire pranzo comunitario autogestito (chi desidera potrà portare qualcosa) e nel pomeriggio programmazione. L'incontro terminerà verso le ore 15,30. Per ulteriori informazioni: Anna Serafini 338-3311616 e blog della comunità (http://comunitanascentetorino.blogspot.it/).

NOTIZIE DA GRUPPI E COLLEGAMENTI

La Scala di Giacobbe (Gruppo composto da persone gay, lesbiche, bisex, transgender, credenti e non credenti di Pinerolo)

Dopo la pausa estiva il cantiere della Scala di Giacobbe si è rimesso al lavoro, e sta preparando un ricco calendario di iniziative per i prossimi mesi.

-     Sabato 28 ottobre alle ore 17, presso la sede dell'associazione F.A.T. di Pinerolo (in vicolo carceri, vicino al municipio), incontro sul rapporto tra Islam e omosessualità (data da confermare).

-     Sabato 11 novembre alle ore 17 presentazione del libro "Franco e Gianni 14 luglio 1964" di Roberta Fontana e Stefano Peiretti (Echos edizioni). Franco e Gianni hanno vissuto per 52 anni un rapporto sincero e profondo ma senza diritti, fino al 6 agosto 2016, protagonisti della prima unione civile a Torino. Il libro racconta il loro lungo e difficile rapporto, fatto di amore, lotte e umiltà.

-     Sabato 16 dicembre ascolteremo la storia dell'amore di Manuela e Michela.

(per ulteriori informazioni: lascaladigiacobbe@gmail.com)

Gruppo amicizia cristiano-islamica: 27 ottobre incontro pubblico di riflessione e convivialità

Mercoledì 27 settembre ci siamo incontrati per organizzare un momento di riflessione e convivialità a Pinerolo in occasione della giornata internazionale del dialogo islamo-cristiano del 27 ottobre.

Nostro obiettivo è creare le condizioni per il dialogo guardando che cosa si è già consolidato nel passato e prendere coscienza delle responsabilità storiche delle religioni, perché possano liberarsi del ruolo di promotrici o pretesto di guerre e assumere, unite, quello importante di fautrici della pace mondiale.

La sede dell'incontro è ancora da definire: sarà probabilmente il centro sociale di via Lequio (ma aspettiamo la conferma della disponibilità da parte del comune di Pinerolo).

Sicura è invece la data, che coincide con la giornata mondiale prevista per venerdì 27 ottobre, e il programma della giornata: dalle 17 alle 19:30 si terrà un incontro pubblico dal titolo "Guardando al futuro rileggiamo le nostre storie passate". Stiamo individuando i relatori e relatrici che introdurranno il dibattito.

Dopo la conferenza, poi, si intende offrire un rinfresco per un momento conviviale.

Abbiamo deciso di rinviare a gennaio la tavola rotonda inizialmente ipotizzata per novembre su: "Le paure  di fronte al pluralismo culturale e religioso".

Incontro regionale cdb del 15 ottobre a Torino

Le Comunità Cristiane di Base del Piemonte invitano all'incontro con Adriana Valerio sul tema "La Buona Novella di Gesù di Nazareth e le parole delle donne", che si terrà Domenica 15 ottobre alle ore 10 a Torino, presso la sede dell'associazione "Opportunanda", in via Sant'Anselmo 28. Introdurrà Doranna Lupi.

I quattro interventi di Adriana Valerio, prevedono l'esegesi dei seguenti brani del Vangelo: 1) il Magnificat; 2) la Samaritana; 3) la Cananea; 4) l'annuncio di Maria di Magdala.

Al termine di ogni intervento, sarà letta una poesia tratta dal libro di Rita Clemente "Evangelium Foeminae". Leggeranno i testi Rita Clemente e Ausilia Galotti.

A seguire breve dibattito, con riflessioni e domande dei partecipanti, celebrazione dell'Eucaristia e pranzo autogestito.

Adriana Valerio  è una storica e teologa italiana da più di trent'anni impegnata nel reperire fonti e testimonianze per la ricostruzione della memoria delle donne nella storia del cristianesimo (per ulteriori informazioni: https://it.wikipedia.org/wiki/Adriana_Valerio).

Gruppo "Primavera" di Rivalta

Sabato 28 ottobre alle ore 17 si terrà il gruppo biblico mensile: leggeremo Samuele I. Sabato 4 novembre ci incontreremo con Franco Barbero. Nell'incontro organizzativo previsto per il 14 ottobre definiremo il tema di questo incontro e le date e i temi dei prossimi incontri dei gruppi ragazzi/e e bimbi/e.

(per ulteriori informazioni contattare Antonella: antoigor@yahoo.it)

RECENSIONI (a cura di Franco Barbero)

J. Clinton McCann, Giudici

Il libro dei Giudici viene solitamente ignorato oppure utilizzato per una certa operazione di disprezzo del Primo Testamento. Si è soliti, nella vulgata tradizionale, citare a spron battuto i testi più irriverenti e violenti. A questa lettura l'Autore di questo commentario oppone una riflessione storica, linguistica e teologica davvero penetrante.

Merita attenzione il fatto che il libro figuri come opera profetica, nel senso che vi si legge non tanto la cronaca di eventi, ma si compie una lettura della storia teologica di Israele. Non si può escludere che la redazione tardiva dell'esilio o del dopo esilio abbia attinto a racconti disseminati qua e là nel Medio Oriente.

Ma sarebbe ingenuo pensare che qui ci si trovi di fronte ad una cronaca. Come sempre, gli autori biblici usano il genio della penetrazione teologica. A loro interessa portare nei secoli della storia di Israele il frutto maturo di esperienze, di confronti, di saggezza, di speranza.

Lo stesso titolo "Giudici" non ha nulla in comune con l'accezione normale che in questo tempo noi diamo del vocabolo e della funzione "giudice". Nella scrittura ebraica questi personaggi, che sono dodici, sono "portatori di giustizia", "instauratori di giustizia" e, in questo senso, sono gli eredi di Giosué.

Può essere abbastanza inutile soffermarci sulla classica distinzione tra giudici maggiori e giudici minori. Il ritmo di tutto il libro dei Giudici è segnato da questa andatura: il popolo di Israele fa ciò che è male e adora altri dei, Dio va in collera e permette che Israele sia oppresso.

Ma ecco la vera svolta teologica: Dio suscita un giudice, un liberatore che, come ai tempi del deserto, riproponga al popolo il cammino. Il giudice è colui che annuncia al popolo che Dio ha ascoltato il suo gemito e l'oppressione può essere superata.

La narrazione si dilunga sul fatto che la presenza di un giudice conferisce stabilità al popolo. L'ultima tappa, che costantemente viene riproposta, è che quando un giudice muore, il popolo di nuovo si volge all'idolatria e così Dio riprende l'iniziativa della misericordia.

Chi ha familiarità con la letteratura biblica del Testamento ebraico conosce bene questo continuo passaggio dalla idolatria al Dio della misericordia.

L'antagonista principale di Dio, come già ai tempi dell'Esodo, si dimostra essere sempre lo stesso popolo d'Israele. Il ritornello è tale da percorrere tutto il tessuto letterario e teologico della Bibbia ebraica. In una parola, dice il nostro autore, il popolo è sempre il popolo del no alla promessa, il popolo che non mantiene le promesse, con una infinita serie di ricadute nell'idolatria. Ma Dio riprende ogni volta, come già nella vicenda del diluvio e dell'Esodo, la sua iniziativa di amore liberante.

La lettura di questo libro esige particolare attenzione ai codici culturali del tempo. Sarebbe disonesto negare che di fronte ad alcune pagine il lettore si trovi sconcertato e nella impossibilità di conciliare questo linguaggio con il messaggio del Dio dell'amore e della liberazione. Ma il coraggio dei redattori di queste pagine contiene un messaggio che rende originale l'epica ebraica: è pressoché impossibile trovare nelle altre epiche un così concreto riferimento alle colpe del popolo, degli antenati, delle stesse guide di Israele.

Qui non esiste nessun elogio della violenza, ma si rammenta che la violenza ha un grande posto nella storia dell'umanità e metterla a nudo costituisce un messaggio, una premessa che ci invita a liberarcene.

Non si dimentichi che questa violenza, che il testo descrive, è in ogni caso connessa con una lotta di liberazione dalle ingiustizie perché dei diseredati ottengano una terra.

Ragionando storicamente sul significato che nel libro dei Giudici ha la parola "terra", possiamo in qualche modo tradurla con "spazio vitale" e la storia dei "senza terra" di tutti i tempi documenta l'intreccio tra liberazione e violenza.

Sembra che si possa parlare nel libro dei Giudici, con un certo stupore per un periodo in cui dominava la cultura patriarcale, del fatto che in questo testo abbondano le figure femminili. Se ne contano almeno 22, tra individui e gruppi. Alcune di esse hanno un posto particolarmente importante nel dialogo con il popolo e le tribù circostanti.

Tutto questo lascia presagire che la redazione finale abbia conservato la memoria di novelle antiche in cui dentro i clan familiari le donne entravano come protagoniste della vita quotidiana.

Ma il libro dei Giudici non può essere letto senza cogliere una certa fluente ironia: alcuni personaggi sono umoristicamente descritti nella loro esuberanza fisica che li porta all'autodistruzione. Sembra che sotto sotto non ci sia nessun innamoramento della forza: la salvezza e la liberazione non vengono dalla forza, ma dalla fedeltà al "patto" di non avere idoli. La corrente deuteronomistica percorre tutti questi libri e documenta il difficile cammino della fedeltà a Dio e la strada stretta che bisogna percorrere per non cadere nell'idolatria. Storia di ieri, storia di oggi.

In libreria per Claudiana, Torino, 2009, pp. 196, € 19.

Peter L. Berger, I molti altari della modernità

La nostra epoca è segnata dal forte ritorno delle religioni nello spazio pubblico. La teoria della secolarizzazione ("più" modernità = "meno" fede) si è rivelata errata.
Berger, un tempo sostenitore di quel paradigma, non ha timore ad ammettere lo sbaglio: l'osservazione della realtà lo porta ad affermare che oggi non viviamo in un'età secolare ma in quella del pluralismo. Le fedi sono compresenti a livello planetario: gli Hare Krishna ballano davanti alle cattedrali gotiche d'Europa, il cristianesimo si diffonde nella Cina confuciana, l'America Latina (un tempo uniformemente cattolica) vive un'esplosione di presenza protestante, la regina Elisabetta si proclama "difensore di tutte le fedi nel Regno Unito". Al contempo i credenti sono immersi nella propria epoca vivendo in prima persona il pluralismo in quanto persone sia religiose sia secolari.
Ma cosa significa il fatto che il pluralismo è il paradigma della condizione spirituale moderna? In che modo le istituzioni religiose ne vengono condizionate? Cosa succede alla fede in questo contesto?
Questo libro risponde con lucidità a tali domande. Berger intreccia un'impareggiabile competenza accademica con la sapida capacità di indagare i fatti propria dell'uomo curioso di capire.

In libreria per EMI, Bologna, 2017, pp. 208, € 19.

SPUNTI PER MEDITARE E RIFLETTERE

Mistica non è misticismo

Mentre il misticismo è una evasione spiritualistica della realtà, la mistica è un vivere al cospetto di Dio dentro i meandri della realtà, captare il gemito e il conto delle cose che sono trasparenza del divino nell'universo.
La mistica non è appannaggio di una "aristocrazia spirituale" ma si concretizza in un cammino di fede in cui Dio ci viene incontro nell'ordinario, nel giorno dopo giorno.

Franco Barbero

Il dono del pluralismo religioso

"La realtà del pluralismo religioso è parte ineludibile dello scenario del XXI secolo. C'è una presenza crescente della diversità religiosa  nel panorama mondiale. Sorgono da tutte le parti nuove esperienze religiose e diverse tradizioni religiose mostrano una grande vitalità. Si tratta di un'affermazione dell'alterità che non sempre viene accolta positivamente...... Se da una parte il pluralismo può significare l'apertura a un nuovo atteggiamento dialogale e ad un certo grado di tolleranza, esso, d'altra parte, tende ad accentuare le eredità confessionali e le dissonanze cognitive. Il fatto è che il pluralismo religioso si impone come una componente "irriducibile" che sfida tutte le religioni in un esercizio  fondamentale di dialogo. Le opinioni oggi sono molto chiare, come ha dimostrato Hans Kung: "o la rivalità tra le religioni, lo scontro tra culture, la guerra delle nazioni o il dialogo delle culture e la pace tra le religioni, come condizione per la pace tra le nazioni" (Kung, 2005,p.104).

Faustino Teixeira (da "Per una mistica dell'ospitalità", Pazzini ed., p.9)

 "In questo inizio di secolo XXI le chiese cristiane si confrontano con una sfida estremamente importante che è l'apertura al pluralismo religioso e all'esercizio dialogale con le altre tradizioni religiose con profondo rispetto della loro dignità e del loro valore.
Ci troviamo di fronte ad una opportunità unica di riscatto di una credibilità che è stata segnata da posizioni ricorrenti di mancanza di rispetto e di credito verso la diversità religiosa e il pluralismo religioso.
Ma per questo è necessario un decisivo cambiamento di prospettiva ecclesiale che superi l'abituale equivoco e si adoperi per un vero incontro con l'altro.
Non è possibile conservare attitudini ostili o un vocabolario squalificante nei confronti delle altre religioni. Occorre recuperare l'essenziale dello "spirito del dialogo" e una attitudine positiva e ottimistica verso i misteriosi disegni di Dio per l'umanità.
E essere anche capaci di percepire e accogliere con allegria le trasbordanti ricchezze della sapienza infinita e multiforme di Dio che si espande per tutta la storia e seguire con entusiasmo sempre rinnovato i segni dello Spirito.
Il pluralismo è un dono non solo accettato, ma anche desiderato da Dio. Tutte le persone devono essere rispettate nel loro diritto inalienabile di ricercare la verità in materia religiosa secondo i dettami della propria coscienza. E le religioni devono essere rispettate nella loro dignità singolare e unica".

Faustino Teixeira (da "Per una mistica dell'ospitalità", Pazzini ed., p.22)

Sempre più in là

"Ma Dio è sempre più in là di ogni amore, di ogni bellezza, di ogni gioia, sempre inarrivabile, innominabile, indecifrabile, sempre più in là, dell'idea che mi faccio di Dio, più del mio stesso desiderio e della mia nostalgia" (da Maria Lopez Vigil, "Oltre le religioni", p.126). Tutte le grandi tradizioni religiose, nei millenni della loro storia, hanno conservato questa preziosa testimonianza: Dio è insieme immanente e trascendente. Nessuna confusione panteistica, ma un Dio che è una presenza e una trasparenza dentro la realtà ma ugualmente mai catturabile in una fotografia dogmatica.

Franco Barbero

Partire, in cammino

Partire è, prima di tutto, uscire da se stesso, rompere la corazza dell'egoismo che tenta di imprigionarci nel nostro proprio ego.

Partire è finire di dare giri attorno a se stesso come se questo fosse il centro del mondo e della vita.

Partire è non lasciarsi chiudere nel circolo dei problemi del piccolo mondo al quale apparteniamo.

Qualunque sia la loro importanza, l'umanità è più grande ed è a questa che dobbiamo servire.

Partire non è divorare chilometri, attraversare mari o raggiungere velocità supersoniche.

E' innanzitutto aprirsi agli altri, scoprirci, andare incontro a loro. Aprirsi ad altre idee, compreso a quelle che si oppongono alle nostre.

E' avere l'aria di un buon viandante.

Helder Camara

Una evoluzione necessaria

"Da parte nostra si tratterà di aiutare le religioni ad assumere una trasformazione obbligata, nel caso vogliano continuare ad essere funzionali all'umanità in un nuovo stadio della sua evoluzione bio-antropica; si tratterà di aiutarle ad abbandonare molti incarichi svolti, ad assumerne di nuovi, a ricentrarsi in maniera creativa in compiti essenziali che forse hanno sempre esercitato, ma in maniera differente" (da Vigil, "Oltre le religioni", p.180).
Si tratta in realtà di comprendere bene questo titolo del libro. Gli Autori non parlano affatto della scomparsa delle religioni, come si può leggere a pag. 194. Si tratta di ben altro: ogni religione viene sollecitata dal nuovo tempo storico a cercare un "oltre", deve proseguire la sua esperienza nel tempo. In termini espliciti si tratta del fatto che ogni religione deve convertirsi e riscoprire e ri-esprimere la sua funzione originaria.

Franco Barbero

La mistica degli occhi aperti

Per Teillard de Chardin, nella sua  importante opera "L'ambiente divino", il grande mistero del cristianesimo  è la trasparenza di Dio nell'universo che non può essere confusa con il panteismo. E' ben altro. "Non è possibile non accorgersi di questa diafania divina che ingloba tutti e traspare nel mistero della creazione. L'essere umano vive dentro questo "ambiente divino", anche se non sempre se ne rende conto. Per essere capaci di vedere Dio in tutte le cose è necessaria una educazione della vista. Di fatto, per colui che sa vedere, niente è profano in questo mondo. Basta rompere con il circolo delle superficialità e delle apparenze" (Faustino Teixeira). Nel 1951 Teillard de Chardin scriveva: "Immergiti nella Materia… Essa poi ti porterà fino a Dio!". La Materia per lui è tutta la creazione, tutta la vita quotidiana: lì Dio ci viene incontro, lì c'è la Sua trasparenza.

Franco Barbero

Come una cerva

O Dio fammi vivere delle parole che escono dalla tua bocca.

Che io cerchi, o Signore, il Tuo volto, che io cerchi il nutrimento che viene da Te. Possano essere vere per me le parole del salmo:

"Come una cerva anela verso rivi di acqua, così il mio cuore anela verso di Te, o Dio.

Io ho sete di Dio, del Dio vivente" (42,1-2)

"Dio, Dio mio, Te io cerco fin dall'aurora: di Te ha sete il mio cuore; verso di Te anela la mia carne, come una terra deserta, arida, senz'acqua" (63,2)

"Protendo verso di Te le mie mani... verso di Te è proteso il mio cuore" (143,6).

DALLA NOSTRA COMUNITA'

Questa comunità

  • La comunità ha ripreso negli ultimi due mesi tutte le attività.
  • Agosto e settembre sono stati mesi densi di incontri e contatti molto costruttivi.
  • Abbiamo anche terminato la lettura dei libri biblici di Rut, Giona, Giuditta, e Tobia nei due gruppi settimanali. Ora, per alcuni incontri, partendo dal libro "Oltre le religioni", faremo un percorso di riflessione teologica perché la nostra esperienza di fede sia più viva dentro la realtà odierna. Franco introdurrà la riflessione con una presentazione nei due gruppi settimanali sui nodi centrali del dibattito teologico contemporaneo. Intanto il libro, per chi lo desidera, è reperibile presso la libreria Volare (Edizioni Gabrielli).
  • In questi giorni Dio ha accolto presso di sé le mamme di Maria Franca Bonanni e di Cesare Melillo, sazie di anni e bisognose di quella pace che solo la morte ci ridona. A volte la fine dei nostri giorni, pur nel dolore del distacco, è una liberazione per chi va con Dio e per chi resta.
  • Che Dio ci tenga viva la fiamma della vita e della fede.
  • Auguri agli sposi Steven e Remo, alle spose Manuela e Michela: che il vostro cammino di amore sia fecondo per chi vi incontra.
  • Questa è una stagione di semina... Seminiamo insieme e il vento di Dio sparge...

Il nostro notiziario

Diversi lettori ricevono ormai via e-mail questo notiziario. Abbiamo così ridotto il numero di copie cartacee stampate. I precedenti numeri sono esauriti. Chi desidera riceverlo via mail ci risparmia una spesa consistente. Contattare Francesco (giupaz@tin.it; 320-0842573).

CONTATTI


In attesa del sito della comunità, in fase di preparazione, le notizie riguardanti la comunità possono essere trovate nel blog http://donfrancobarbero.blogspot.it/