martedì 3 ottobre 2017

Torino Spiritualità va alla ricerca dell'infanzia perduta

ALLA RICERCA dell'infanzia perduta. Dopo gli animali, i bambini. L'ottava edizione di Torino Spiritualità, il festival dell'anima organizzato dal Circolo dei Lettori che si inaugura oggi e prosegue fino a lunedì, ha per tema "Piccolo me" e indaga la complessità di una condizione - reale o dello spirito - molto particolare: l'essere fanciulli. "Restare o diventare bambini?". Questo il quesito che dà senso alla kermesse. «La domanda centrale che ci poniamo quest'anno è: quanto piccolo me continua a vivere dentro al grande me che sono diventato oggi? - spiega il curatore del programma, Armando Buonaiuto - Sono partito da una suggestione legata al Vangelo. Mi ha sempre affascinato la frase di Gesù quando dice "se non diventerete come bambini non vedrete il regno dei cieli". Qual è il senso profondo di questa affermazione?». Se ne discuterà nei cinque giorni di incontri, riflessioni e dibattiti, ai quali partecipano pensatori, filosofi, teologi, intellettuali. Tra gli ospiti la scrittrice e attivista malese Ani Zonneveld, imam di Los Angeles, fondatrice dell'associazione Muslims for Progressive Values; l'insegnante francese Céline Alvarez, ideatrice di un rivoluzionario modello educativo; l'attore Luigi Lo Cascio che legge "La strada" di Cormac McCarthy; il filosofo e psicanalista argentino Miguel Benasayag; il teologo Vito Mancuso, il direttore di Repubblica Mario Calabresi e lo psicanalista Massimo Recalcati, protagonisti di tre delle sei lectio di esegesi della Bibbia; gli scrittori Chiara Gamberale, Domenico Starnone, Carlo Lucarelli e molti altri.
Armando Buonaiuto, cosa suggerisce il suo "Restare o diventare bambini"?
«Si tende a confondere l'essere bambini con l'infantilismo. Mentre diventare bambini in ottica evangelica è un salto di qualità, con il recupero di una dimensione preziosa. Diventare bambini è essere capaci di fare per libera scelta ciò che da bambini si faceva per natura e per istinto. Essere capaci di guardare al mondo con quella sorpresa che non è più l'ingenuità ma lo stupore e la capacità della meraviglia di chi non ha ancora capito tutto del mondo. Infantilismo, per contro, è il restare bambini. Continuare a comportarsi come se il tempo non fosse trascorso. Con risultati grotteschi».
CLARA CAROLI

(la Repubblica 21 settembre)