provo a riassumere i temi emersi durante l’ incontro
del Gr. Prim. Senior di maggio 2018 in vista della preparazione
dell’incontro di mercoledì 25 luglio; ricordo solo che il gruppo senior
aveva scelto di leggere il Vecchio (Primo) Testamento, iniziando nel
2017 dalla lettura del libro di Giosué, cui sono seguiti i libri dei
Giudici, di Ruth, 1 Samuele e poi ora 2 Samuele.
A maggio abbiamo approfondito “2 Samuele, cap. 5-8”, che riassumo:
Davide,
ormai re, va a vivere a Gerusalemme e vi trasferisce l’Arca, con un
grande rito collettivo che rinforza il suo potere, ma manifesta anche il
suo affidarsi a Dio attraverso la danza sfrenata che Davide compie
durante il corteo. Dio gli fa sapere che ha sempre abitato in una tenda e
non è necessario stare ora in un sontuoso tempio (che costruirà poi
Salomone); Davide, dal canto suo, ricorda a Dio che gli ha promesso di
avere una grande discendenza e, dunque, mantenga la sua promessa! Durante
l’incontro abbiamo anche approfondito la storia di Gerusalemme (=altura
della pace!), abitata dall’età della Pietra, contesa tra le tre
religioni, scenario di un conflitto che perdura sino a oggi e che
qualcuno di noi conosce più approfonditamente.
Durante la discussione comune, é emerso all’attenzione il
tema del passaggio dai valori e principi “buoni” (la libertà
dall’oppressione dello straniero, l’autodeterminazione del popolo ...)
al consolidamento del potere monarchico e istituzionale (Davide realizza
l’espansionismo, si fa costruire un palazzo sulla rocca di
Gerusalemme, vorrebbe costruire un prestigioso tempio anche per l’Arca,
simbolo di Yavè in mezzo al popolo...). Ne è sorta così una discussione
che definirei esistenziale, con domande che tornano più volte nel corso
della vita e vengono affrontate diversamente, a seconda di tanti
fattori.
Abbiamo notato che nel Vecchio Testamento si parla di Dio al futuro, ma è così anche nel Vangelo?
C’è un Dio del presente? Dio lo vivo nel qui e ora, nella relazione con gli altri uomini e donne?
Gli Ebrei aspettano ancora il Regno, e per i cristiani è invece nell’oggi? È possibile una mediazione tra queste due posizioni?
I cristiani credono in una vita ultraterrena, mentre gli ebrei in un futuro del popolo stesso, cioè in un collettivo?
La PIENEZZA la si vive qui in questa vita? Qui la felicità è puntiforme, la incontriamo solo ogni tanto.
In cosa si incontrano Vecchio e Nuovo Testamento rispetto a questi temi?
In
chiusura della discussione si e detto che i Libri di Samuele sono stati
scritti durante la diaspora a Babilonia, per convincere il popolo che
l’esilio aveva un senso e che aveva anche un senso tornare a casa, in
una città che era stata rasa al suolo ed era da ricostruire.
Caro
Franco, ti ringraziamo per esserci e siamo contenti di affrontare con
te questi temi. Se qualcuno dei presenti all’incontro vuole aggiungere
qualcosa con ulteriori mail sarebbe di grande aiuto, poiché non è stato
facile per me riassumere gli argomenti emersi. Un abbraccio a tutti voi.
Antonella