Notizie da chiesa di tutti chiesa dei poveri
Newsletter n. 129 del 28 dicembre 2018
ADOTTARE UNA GUERRA
Care amiche ed amici,
con la “Giornata della pace” comincia martedì prossimo un anno di
guerra. Quella che oggi ci funesta è la guerra che, andando oltre gli
stessi conflitti già combattuti ed in corso quando il mondo era diviso
in blocchi, ha avuto inizio nel 1989 con la caduta del Muro e si è
posta come obiettivo il dominio finale sulla terra, questa volta da
parte del capitale sovrano. Guerra mondiale, dice il papa, ma a pezzi. E
i pezzi sono le singole guerre e sopraffazioni e violenze e muri e
false sicurezze e chiusure, che tutti insieme fanno una guerra sola. Nel
messaggio del giorno di Natale papa Francesco le ha enumerate una per
una, a cominciare da quella di Israele in Palestina, che è la guerra più
antica e di cui portiamo il peso maggiore, perché è la guerra provocata
dalle nostre religioni non convertite. Ma poi c’è la Siria, sempre al
primo posto nell’assillo del papa, e lo Yemen, e i Paesi dell’Africa, e
la Corea, e il Venezuela, l’Ucraina, il Nicaragua, tutti chiamati per
nome, e i popoli ancora e sempre colonizzati, e le minoranze oppresse.
Ma le guerre non sono tutte qui. C’è l’Afghanistan, che non cessa di
pagare per l’11 settembre, il Myanmar, per il genocidio dei Rohingya, le
Filippine, il Pakistan, la Thailandia, la Cecenia, il Daghestan, il
Nagorno Karabakh, l’Azerbajan, e c’è la Turchia contro i curdi e contro
la Siria, l’Iraq devastato, e ancora la Colombia e poi il Messico
stretto tra il muro di Trump e l’aggressione del narcotraffico. Di
queste guerre non mancherebbero notizie, ma ben pochi se ne occupano,
tanto meno i giornali e le TV delle nostre informazioni quotidiane.
Quello che allora proponiamo è che nell’anno che viene, ciascuno si
scelga una guerra da adottare, una guerra di cui informarsi, da seguire,
di cui pensare e amare in particolar modo le vittime, e di cui magari
accogliere qualche profugo nel proprio paese o nella propria casa. Sono
cose che già succedono, perché il potere, per quanto ottuso, non può
proscrivere l’amore e la solidarietà, ma se esse fossero più diffuse,
forse queste guerre non sarebbero dimenticate e lasciate incancrenire, e
più presto potrebbero finire. E magari se ne potrebbe parlare in rete, e
nei siti e nelle mail, ciascuno a dire la sua esperienza del suo
incontro con l’Altro, fosse anche solo a livello di informazione, per
saperne e farne sapere di più; qualcuno può dire perché ha scelto quella
guerra lì e quel “prossimo” da seguire, e darne a tutti ragione e
notizia; e lo potrebbero fare anche le parrocchie.
Il motivo di tutto ciò è che dobbiamo cominciare ad inventarci, non solo
nella politica e nel diritto, ma nella nostra stessa esistenza
quotidiana, i modi per andare verso quel grande traguardo che il papa ha
indicato nel suo messaggio di Natale, in quel discorso dalla Loggia di
san Pietro che non a caso, secondo una ridondante tradizione, è
indirizzato “urbi et orbi” (e invece mai lo stile ne fu più umile ed
evangelico come in questo Natale di papa Francesco).
Il traguardo è l’unità dell’intera famiglia umana: “riscoprire i legami
di fraternità che ci uniscono come esseri umani e legano tutti i popoli.
Fraternità tra persone di ogni nazione e cultura. Fraternità tra
persone di idee diverse, ma capaci di rispettarsi e di ascoltare
l’altro. Fraternità tra persone di diverse religioni”, tutto congiurando
all’amore, all’accoglienza, al rispetto “per questa nostra povera
umanità che tutti condividiamo in una grande varietà di etnie, di
lingue, di culture…, ma tutti fratelli in umanità!”. La
competizione tra le fedi, l’annessionismo religioso per la Chiesa di
Roma sono veramente finiti. Il terreno dove si gioca la partita della
salvezza, la vera Chiesa, è l’umanità tutta intera.
Nel sito pubblichiamo il messaggio natalizio di papa Francesco, un inventario delle guerre in corso, e le parole di dolore e di speranza di Frei Betto dopo che il suo Brasile è caduto in mano a un fascista.
.Con i migliori auguri per il nuovo anno e i più cordiali saluti
www.chiesadituttichiesadeipoveri.it
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