Mosaico dei giorni
La lettera di Gesù bambino al governo italiano
20 dicembre 2018 - Tonio Dell'Olio
La
lettera di Natale con la richiesta del regalo quest'anno la scrive Gesù
Bambino a noi, anzi al governo. E nella sua povertà non arriva nemmeno a
chiedere un regalo, ma l'applicazione pura e semplice di una legge
dello Stato. Quella approvata dalle Camere nel luglio 1990 con il numero
185 e che regola il commercio delle armi. Evita persino di ricordare ai
membri dell'esecutivo che quella legge è il frutto della mobilitazione
di una fetta di società civile. Semplicemente ne chiede la fedele
applicazione soprattutto nella partita che riguarda la produzione di
bombe da parte dell'azienda tedesca RWM in Sardegna e destinate
all'Arabia Saudita, ovvero al massacro in atto in Yemen. E siccome
continua a sentire il ritornello stonato: “Se non le produciamo noi, le producono altri” e “Dobbiamo salvaguardare i posti di lavoro”,
nella lettera - a scanso di equivoci - ricorda quell'articolo 8 della
legge che chiede all'Ufficio di coordinamento della produzione di
materiali di armamento di “Contribuire anche allo studio e alla
individuazione di ipotesi di conversione delle imprese. In particolare
di identificare le possibilità di utilizzazione per usi non militari di
materiali derivati da quelli di cui all'articolo 2, ai fini di tutela
dell'ambiente, protezione civile, sanità, agricoltura, scientifici e di
ricerca, energetici, nonché di altre applicazioni nel campo civile”. Lo so che non è facile. Ma almeno abbiamo cominciato? Ce lo chiede quel Gesù bambino che tenta di nascere e vivere in Yemen.
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