sabato 22 dicembre 2018

IL FINE E' COMUNQUE L'AMORE

Se il bisogno di pensare rimanda al primato della parola e il bisogno di non pensare rimanda al primato del silenzio, occorre a questo punto mettere meglio a fuoco la risposta alla domanda su quale delle due vie debba avere il primato nella vita: è la via della parola o è la via del silenzio a offrire un sostegno vitale?
Una leggenda riportata da Salimbene di Parma narra di Federico II di Svevia che si interrogava su quale fosse la lingua originaria dell'umanità. Dato che gli ebrei sostenevano che fosse l'ebraico, i greci il greco, i latini il latino, gli arabi l'arabo, l'imperatore fece un esperimento disponendo che dieci neonati fossero tolti alle rispettive madri e consegnati a dieci nutrici, alle quali diede l'ordine di non parlare mai in nessun modo con i bambini ma di limitarsi a dare loro il latte e a tenerli puliti. Si sarebbe visto così, quando i bambini privi di ogni condizionamento avessero iniziato a parlare, in quale lingua si sarebbero espressi e finalmente sarebbe stata identificata la lingua da cui tutte le altre si erano sviluppate. La conclusione però fu diversa, fu la morte dei dieci bambini, privati del calore umano trasmesso dal linguaggio. E la morale della favola è che l'essere umano per vivere non ha bisogno solo di cibo, ma anche del nutrimento psichico e spirituale che proviene dalle carezze e dalle parole”.
Vito Mancuso Il bisogno di pensare, Garzanti 2017