giovedì 20 dicembre 2018

IL DIO AMORE DELLE VARIE RELIGIONI

Esiste uno splendido testo egiziano tratto dalla stele di Neb-Ré (RamsesII, verso il 1250 a.C.) e dall'iscrizione sullo zoccolo di una statua probabilmente del XV secolo a.C. Ecco il testo che riprendo dal già citato volume di Ravasi: "Tu sei Amon, il Signore del silenzio 
che accorri al richiamo del povero. 
Io ti invoco nella mia miseria 
e tu vieni a liberarmi. Tu dai il respiro all'infelice, 
tu mi liberi quando sono prigioniero… 
Due volte felice colui che riposa beatamente sul braccio di Amon, 
di Amon che ha cura del silenzioso.
Che aiuta il povero ed ha il respiro a colui che ama". 
Anche nella mistica indù troviamo questo atteggiamento "infantile" nei confronti di Dio. Il mistico Tukaram nel suo salmo LXIV si rivolge così alla dea Vithal:  
"Nella freschezza dell'ombra che lei mi dona, 
mia madre lascia crescere il suo latte d'amore. 
Abbracciato a lei, io metterò le mie labbra sul suo seno e lo succhierò. 
Il mio corpo è nutrito dal latte di grazia 
che essa fa scendere per me; 
questa ambrosia, mi ha ridato la vita… 
Davanti, dietro, lei mi circonda e mi protegge. 
Io ignoro l'inquietudine, sono il piccolo bimbo amato da Vithal"