“A
volte la vita è il vuoto, il vuoto- vuoto, non c'è niente, c'è un
gorgo che trascina giù, verso il silenzio spettrale della
solitudine, e uno non ha niente a cui attaccarsi, non c'è niente che
lo scaldi, non esiste niente. A volte è il contrario: la vita è di
una pienezza traboccante e ogni filo d'Erba è già tutto, è
messaggero di tutto, e si vive, si sente, si percepisce un'armonia
che riempie ogni cosa. A volte questo, a volte quest'altro: due
sentimenti, due stati d'animo, due modi di stare al mondo, entrambi
veri, entrambi sperimentabili, entrambi sperimentati.
Ma la differenza da
cosa è data? Che cosa consente il passaggio da uno stato
all'altro? La mia risposta è:la relazione.
Quando
si è in relazione, il mondo assume un sapore: il sapore della vita;
quando si è fuori da ogni relazione, il mondo assume un altro
sapore: il sapore della morte. Da un lato la morte, dall'altro la
vita, e la differenza è data dalla qualità delle relazioni.
Il
senso della vita umana in quanto umana non è semplicemente lavorare
e produrre energia, ma diventare quella particolare energia capace di
suscitare legami reciproci fino al vertice dell'amore, e che per
questo Marco Aurelio chiama sinergia.
Tale logica sinergica vissuta in pienezza si chiama amore, e noi, in
quanto capacità di parola e di silenzio, a questo tendiamo e siamo
finalizzati all'amore”.
Vito
Mancuso,Il bisogno di pensare, pag 161