Comunità dell’Isolotto Veglia di Natale 2018
Nessuno
è straniero su questa terra
I bambini di Riace
Firenze,
24 dicembre 2018 ore 22:30
ex-Baracche verdi, via degli
Aceri 1
Natale
2018
Desideriamo vivere questa Veglia di Natale riaffermando che l’unica
strada possibile per affrontare le nuove povertà, le paure generate
dall'economia neo-liberista, le insicurezze che il mondo contemporaneo produce,
le guerre e le violenze, la crisi ecologica, è quella di riconoscersi tutti
appartenenti ad un'unica umanità, di contrastare la guerra tra poveri, di
lottare insieme contro ogni discriminazione, difendendo non i nostri piccoli
privilegi ma i diritti per tutti; ed è quella urgente di avere cura del nostro
pianeta e di tutte le creature che lo abitano.
Questi non sono buoni sentimenti per anime belle, ma la sola
strada percorribile – nell'alveo della non-violenza – per vivere insieme in
modo umano; questo è il Natale inteso come nascita perenne, come tensione
comune verso l’uguaglianza e la fraternità.
Se il Natale ci
ricorda che Gesù è nato come un immigrato respinto, in una famiglia per la
quale «non c’era posto per loro nell’albergo» (Luca 2,7) e che fu costretta
dalla violenza del potere alla fuga in Egitto, ci ricorda anche che è dagli
ultimi, dagli scartati provenienti dall'ultima periferia dell'impero, che può
nascere una prospettiva di salvezza.
Il racconto della
moltiplicazione dei pani e dei pesci, presente in tutti e quattro i Vangeli,
non mostra un miracolo sensazionale ma mette a confronto due mentalità che
ancora oggi ci interrogano.
Da un lato quella
di cui sono vittime anche i discepoli che rivolgendosi a Gesù dicono «manda via la folla
perché vada in campagna o nei villaggi a comprarsi qualcosa da mangiare», «non abbiamo che
200 denari, come potremo sfamare così tanta gente?»: è la mentalità
del comprare, del possesso, dell'accaparramento, della paura di non avere
abbastanza e quindi del “prima noi e che gli altri vengano allontanati, si
arrangino”.
L'altra mentalità,
indicata e praticata da Gesù, e probabilmente da altri di cui non ci è arrivato
il nome, è quella della fiducia e della condivisione: non mandare via nessuno,
non lasciare nessuno ad arrangiarsi da sé, affrontare i problemi insieme,
mettere in comune quello che si ha, quello che si è, che si può e si sa fare.
In questo tempo in cui le persone sembrano o sono più che mai
impaurite, disgregate e incattivite (come si legge nel recente Rapporto
Censis), rinnoviamo la speranza nell'umanità e il nostro impegno per un mondo
di pace, di rispetto reciproco, di giustizia, di dialogo e fraternità; un
orizzonte che abita il messaggio evangelico, così come quello di tante
espressioni della sapienza umana, nonché i principi della nostra Costituzione.
Per dirla con le parole di Martin Luther King, ci rifiutiamo «di accettare il punto di vista secondo cui l’umanità è
così tragicamente legata alla mezzanotte senza stelle del razzismo e della
guerra e che la luminosa alba della pace e della fratellanza non potrà mai
diventare una realtà»,.… crediamo «che la verità disarmata e l’amore avranno
l’ultima parola. La speranza di un
mondo sicuro e vivibile spetta agli anticonformisti disciplinati che si
dedicano alla giustizia, alla pace e alla fratellanza».
La
Comunità dell’Isolotto e la Comunità delle Piagge
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