venerdì 21 dicembre 2018

Raccomando e raccomando

Spero che molti e molte lettrici leggano lo scritto del teologo José Ignacio Gonzalez Faus che ho pubblicato domenica 9 dicembre su questo blog.
Tutte le righe sono limpide e coraggiose, profumano di Vangelo.
Ma ci sono alcune righe finali che sottolineano "l'aspetto tipico del cristianesimo rispetto ad altre visioni del mondo, religiose o no, è la sintesi, forse impossibile ma alla quale bisogna attendere, alla massima affermazione della Trascendenza nella più piena affermazione dell'immanenza: la dedizione completa all'al di là e la piena dedizione all'al di qua. Perché, per quanto appaia incomprensibile, Dio è l'infinitamente lontano, l'incredibilmente vicino ed il profondamente intimo.
Questo è il modo con cui anch'io esprimo la mia fede nel Dio di Gesù e trovo che Gonzalez Faus lo abbia espresso in modo estremamente efficace e fedele al cammino evangelico.
In questa "fuga e totalizzazione nell'immanenza", che rasenta la perdita della Trascendenza, si articola una delle mode più ricorrenti in certe scorciatoie seducenti. Ma non meno antievangelica è una fuga nella Trascendenza che nega la nostra immersione nella realtà come dimensione irrinunciabile del messaggio di Gesù.
Mi raccomando: questa è una pagina teologica da rileggere, approfondire per farne un'indicazione per la nostra vita quotidiana nella via del Vangelo.
Franco Barbero