mercoledì 5 dicembre 2018

SI LAVORA PER COSTRUIRE

Bisogna capire bene le intenzioni, lo scopo e il senso dell'impegno di quei teologi e teologhe che, estremamente minoritari ed emarginati, compiono un quotidiano lavoro per ricondurre le espressioni della nostra fede al centro. La loro opera di disamina critica per fare "pulizia" di quanto di deviante si è accumulato e creato nei secoli, è un servizio alla fede, ad una fede "credibile" a livello di testimonianza e di linguaggio. 
Si tratta di un servizio impegnativo, che esige rigore e competenza, umiltà ed audacia, anche perché viene spesso sospettato e rifiutato da chi si sente "custode sacro dei santissimo palazzo" e da quanti vedono nei cambiamenti reali un attentato alla fede, anziché un passo in avanti. 
Sono molte le sotterranee o manifeste reti di complicità tra paura e tradizionalismo. Così si crede di rispettare la tradizione (quella degna di questo nome) e invece ci si rifugia nel tradizionalismo. E' quindi evidente che il passaggio dal palazzo religioso alla casa- comunità di fede deve fare i conti con l'ostilità dei guardiani e l'indifferenza di molti che nel palazzo si trovano rassicurati, con certezze inossidabili, con risposte preconfezionate per ogni evenienza, con tante stanze da visitare (santi, madonne, festività, reliquie, litanie) senza la fatica di pensare con la propria testa e di aprirsi alle voci della strada. 
Si crede di aver fatto una mezza rivoluzione correggendo, con 500 anni di ritardo, una riga del Padre nostro. 
Caro fratello, cara sorella che leggi. Fatti qualche domanda in più sul senso della festività dell'Immacolata e sul Natale. Scoprirai, che se superi le innvenzioni, se interpreti i miti e li distingui dalla storia, questa fede diventa ogni giorno più legata alla tua vita; ogni giorno più sorgiva di senso, di forza per affrontare le battaglie del quotidiano e per ringraziare Dio, come faceva Gesù, di ogni giorno di vita che ci è concesso per diventare, sempre un po' di più, fratelli e sorelle

Franco Barbero