mercoledì 6 febbraio 2019

LA LITE CON DIO: RIV

 ”Dove sei? Dice Wiesel e lo chiede a Dio, dopo Auschwitz, perché ad Auschwitz tutti lo hanno invocato, tutti lo hanno cercato. Ma nessuno lo ha visto. Nessuno lo ha sentito.
  L'ebreo credente sa parlare a Dio, non sa parlare di Lui, e sa farlo anche nei modi della contesa, che non sono i modi dell'ateismo, ma quelli di una fede ancora più robusta, perché riconosce in Dio quell’ interlocutore la cui veridicità è degna di essere giudicata, Dio che non è simbolo, dunque, non è proiezione di sé dell'uomo, ma soggetto vivente, a cui chiedere conto e con il quale disputare.  Riv è il nome ebraico di questo scontro e della sua asprezza. La lite, però, non è questione aperta alla soluzione. E’ essa stessa la risposta. E chi scende a contesa,  domanda come domandò Abramo, con quella stessa fede, secondo quell’intenzione interrogativa che è intenzione inquisitoria, interrogativa come può esserlo solo una domanda rivolta a chi si ritiene capace delle sue promesse, come può esserlo soltanto una domanda fatta a Dio:

Farai Dunque perire il giusto insieme con l'empio? Forse ci sono cinquanta giusti nella città; davvero farai perire anche quelli? Non perdonerai a quel luogo per amore dei cinquanta giusti che vi sono? Non sia mai che tu faccia una cosa simile! Far morire il giusto con l'empio, in modo che il giusto sia trattato come l'empio! Non sia mai! Il giudice di tutta la terra non farà forse giustizia? (Gn.,18,  23- 25) “.

JOHANN BAPTIST METZ-ELIE WIESEL, Dove si arrende la notte,  Rubbettino Editore, 2011,  pagg. 162 Euro 13,00